Dissesto idrogeologico in Italia: 33 morti e 10mila sfollati nel 2014

Le cifre delle conseguenze della mancata “manutenzione” del territorio sono state pubblicate in uno studio del Cnr

Di dissesto idrogeologico si parla solamente nell’emergenza, durante le alluvioni, quando la pioggia devasta i territori resi impermeabili dalla cementificazione. Poi, quando le acque defluiscono, il fango è stato rimosso e telecamere e taccuini sono altrove, ecco che sul problema torna il silenzio.

Le istanze dei residenti rimangono inascoltate fino alla prossima emergenza e alle prossime vittime. Il rapporto sui rischi per la popolazione pubblicato negli scorsi giorni dal Cnr prova a bucare il muro del silenzio citando le cifre delle conseguenze del dissesto sul nostro Paese che, secondo il portale Italia Sicura, è uno tra i più franosi al mondo, con oltre due terzi delle frane di tutta l’Unione Europea (486mila su 700mila).

Nel 2014, in Italia, 33 persone sono morte e 46 sono rimaste ferite a causa di frane e inondazioni, il dissesto idrogeologico ha costretto 10mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni e i propri luoghi di lavoro. Le responsabilità sono soprattutto della politica, dei comuni che svendono il territorio per fare cassa con gli oneri di urbanizzazione e del governo che non è intervenuto per sbloccare i 2190 milioni di euro raccolti in 15 anni per la manutenzione del territorio.

I cantieri in corso sono – secondo i dati del Governo – sono 2132 per una spesa stimata in 2.011 milioni di euro, ai quali si dovrebbero aggiungere 475 cantieri aperti nelle ultime settimane del 2014 (e non ancora “censiti”) e 750 attivati entro la fine del 2015. La spesa di questi ulteriori interventi dovrebbe essere nell’ordine di 2 miliardi di euro portando le spese di manutenzione del territorio a 4 miliardi complessivi.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, attraverso il sistema Rendis, ha realizzato una mappatura con la quale è possibile monitorare lo stato dei lavori: si va dai lavori in progettazione a quelli conclusi passando attraverso quelli in esecuzione.

Sempre secondo il Cnr sono stati 220 i Comuni interessati da frane e inondazioni che hanno provocato morti, ferimenti e costretto la popolazione allo sfollamento. La regione maggiormente colpita resta la Liguria: fra gennaio, ottobre e novembre le alluvioni hanno causato 5 morti e danni in 34 comuni e 71 località. Il comune con il più alto numero di vittime è stato Molinetto della Croda: la piena del torrente Lierza ha provocato quattro morti e 20 ferimenti. Secondo il rapporto del Cnr fra il 1964 e il 2013 sono state 1989 le vittime di frane (1291) e inondazioni (698).

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Via | Il Tirreno

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