Rimini, costringe il dipendente ad andare con una prostituta: denunciato ristoratore

Il datore di lavoro è stato denunciato alcuni giorni prima di Natale

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Un cuoco di 40 anni è stato costretto ad andare con una prostituta per dimostrare la propria sessualità e non perdere il proprio posto di lavoro. L’Italia continua a essere un Paese omofobo, spesso in maniera malcelata, talvolta con episodi come questi che riportano indietro le lancette della Storia e danno un colpo di spugna alle conquiste di chi si è battuto e continua a battersi per un mondo inclusivo e tollerante verso le scelte più intime.

Come denunciato da Arcigay, il cuoco quarantenne è stato ricattato dal datore di lavoro che ha umiliato il suo dipendente obbligandolo ad abbordare una prostituta e a portarla all’interno del proprio ristorante per evitare di essere licenziato. Dopo un mese di lavoro in nero il titolare del locale ha comunque licenziato il cuoco ricoprendolo di insulti omofobici. A quel punto – pochi giorni prima di Natale – la vittima ha deciso di denunciare il fatto ai carabinieri:

Questa incredibile violenza ricorda quelle che si praticavano nei campi di sterminio nazisti ai danni di centinaia di migliaia di omosessuali imprigionati, che venivano costretti con la forza ad avere rapporti con prostitute per “guarirli”. Anche se qualcuno lo nega, l’omofobia in Italia esiste eccome e si manifesta anche attraverso il branco come in questo caso. È necessario introdurre il reato di omofobia perché se quell’uomo non fosse stato gay (o percepito come tale) nulla di tutto ciò sarebbe successo, ed è quindi chiaro che l’omofobia è la causa specifica e unica di questa violenza,

ha ricordato Marco Tonti, vicepresidente dell’Arcigay di Rimini.

L’Arcigay ha poi lanciato un appello affinché i ristoratori riminesi offrano un lavoro alla vittima di questa violenza.

Via | Il Secolo XIX

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