Irpinia. Sindaco di Flumeri: "Gli immigrati di sera portino il giubbotto catarifrangente"

Il provvedimento teso a evitare incidenti stradali, ma scoppia la polemica

Potrebbe sembrare uno scherzo di cattivo gusto o l'ennesima trovata di qualche leghista in cerca di visibilità, invece l'ordinanza emanata il 16 gennaio dal Comune di Flumeri, provincia di Avellino, è reale, e il sindaco la difende a spada tratta. L'ordinanza in questione, che in poche ore ha fatto balzare l'altrimenti anonimo Comune sui quotidiani nazionali, prevede che gli immigrati che circolano sulle strade comunali indossino, di sera e di pomeriggio, un giubbotto catarifrangente che consenta "agli automobilisti di individuare i pedoni lungo i cigli delle strade".

La notizia è stata lanciata da Repubblica Napoli e poi ripresa dal Corriere del Mezzogiorno che ha anche chiesto delucidazioni al sindaco, il 36enne commercialista Angelo Lanza, eletto nel 2012 a capo di una lista civica. E il sindaco spiega che il provvedimento, lungi nelle intenzioni da essere discriminatorio, è stato preso dopo che diversi cittadini extracomunitari sono rimasti vittima di incidenti stradali sulla ex Statale 91, che attraversa il centro di Flumeri ed è scarsamente illuminata.

D'altronde di immigrati a Flumeri ce ne sono diversi, e tutta l'Irpinia è coinvolta da un'emergenza profughi che sta causando diverse polemiche. Inoltre a Flumeri è presente una cooperativa che ospita cittadini extracomunitari in attesa di asilo politico.

Eppure è difficile non vedere un contenuto discriminatorio nell'ordinanza, che è stata pubblicata integralmente da IlCiriaco, sito specializzato in cronaca irpina: si trova scritto "l'utilizzo da parte degli extracomunitari". Da un lato si evita il riferimento al colore della pelle – che chiaramente è un fattore determinante nell'ordinanza – estendendo quindi, per assurdo, l'ordinanza anche a canadesi o lapponi, che non fanno parte della Comunità Europea; da un altro, non si tutelano cittadini italiani (magari di pelle scura) che circolano sulle stesse strade.

Il sindaco Lanza si difende spiegando che gli immigrati "non essendo italiani non conoscono il codice della strada che, anche per i miei concittadini, impone una serie di precauzioni, come quella appunto di rendersi visibili agli automobilisti". Ma fioccano le polemiche, con la Cgil che parla di "atto discriminatorio e folcloristico" e altre associazioni che, forse spingendosi un po' troppo in là, fanno paragoni con la stella di David imposta agli ebrei dai nazisti.

Ma la domanda fondamentale la pone a Lanza il Corriere del Mezzogiorno: se il problema è la strada buia, perché non si provvede a illuminarla? "Da quando è stata trasferita alle competenze della Provincia, gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione sono sempre più rari. Hanno promesso interventi che ancora non vengono realizzati", allarga le braccia il sindaco.

Lampedusa

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