Presidente Cassazione: "La Fini-Giovanardi non ha prodotto risultati"

Santacroce, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, stronca la Fini-Giovanardi. Per il Presidente: "un'azione puramente repressiva non produce la diminuzione dei reati"

Cannabis

In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2015, il primo presidente della Cassazione ha stroncato la legge Fini-Giovanardi sulle droghe.

Per Giorgio Santacroce, il dispositivo del 21 febbraio 2006 ha prodotto più danni che benefici. L'inasprimento delle condanne, a suo avviso, non assicura un effetto di deterrenza. Per queste ragioni "appare criticabile la tendenza del legislatore a inasprire continuamente le pene detentive".

La legge, che porta la firma del senatore Ncd e dell'ex leader di Alleanza Nazionale, sarebbe paradigmatica di un certo modus operandi che non è efficace nel contrasto della criminalità. "La Fini-Giovanardi non ha prodotto alcuna contrazione dei reati in materia di droghe", ha rincarato la dose il Presidente. Dunque, basta procedere con un insensato giro di vite che non risolve il problema e porta le carceri a scoppiare.

Ricordiamo che alla Fini-Giovanrdi, che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti, è stata data una spallata decisiva dalla Corte Costituzionale nel febbraio dell'anno scorso. La decisione fu accolta molto positivamente dalle associazione che difendono i diritti dei detenuti e da coloro i quali chiedono la depenalizzazione del consumo.

Santacroce ha scelto di additare il dispositivo come un esempio da non ripetere, soprattutto quando si legifera in materia di corruzione. Ecco cosa ha detto sul tema: "c'è l'esigenza di una lotta che non sia soltanto di tipo repressivo ma sia tale da impedire, con idonei strumenti preventivi di controllo, il prodursi di accadimenti che offuscano gravemente l'immagine del nostro Paese, anche a livello internazionale".

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