Bambino di 8 anni “dalla parte dei terroristi”. E la polizia lo interroga

L’episodio si è verificato a Nizza: le affermazioni del bambino stanno diventando un caso politico

Ahmed, un bambino di otto anni, è stato convocato dalla polizia di Nizza per un interrogatorio relativamente alle affermazioni con le quali il giovanissimo allievo si è reso protagonista di un’apologia del terrorismo, un reato severamente sanzionato dopo i fatti di Charlie Hebdo.

Durante una lezione Ahmed aveva detto di essere “dalla parte dei terroristi” e si era rifiutato di osservare il minuto di silenzio per le vittime degli attentati terroristici del 7 e 9 gennaio.

Secondo il quotidiano Nice Matin, il bambino avrebbe dichiarato:

Bisogna uccidere i francesi. Io sto dalla parte dei terroristi. I musulmani hanno fatto bene, i giornalisti meritavano la loro sorte,

una versione smentita sia dalla famiglia che dall’avvocato. Il direttore della scuola nizzarda, il bambino e suo padre sono stati ascoltati, accompagnati da un avvocato, martedì scorso.

È stato l’insegnante del ragazzo a sporgere denuncia, l’avvocato ha detto che il bambino ha negato tutte le frasi che gli sono state attribuite, tranne quella di sostegno agli jihadisti.

Il caso ha assunto proporzioni gigantesche, tanto che le forze dell’ordine hanno dovuto convocare una conferenza stampa mercoledì scorso. Il Comité contre l'islamophobie en France (CCIF), un’associazione che lotta contro gli atteggiamenti anti-musulmani afferma che il bambino, affetto da diabete, è stato provato dell’insulina dopo le sue affermazioni. Sempre secondo il Comitato la direttrice della scuola avrebbe detto al bambino, intento a giocare con la sabbia nel cortile della scuola, di smettere di rovistare nei granelli di sabbia perché non avrebbe trovato “la mitraglietta per ucciderci tutti”.

La situazione, insomma, è tutt’altro che semplice. La polizia ha cercato di andare a fondo della questione per capire quale clima familiare avesse potuto generare una simile dichiarazione. Il padre è stato ascoltato e ha manifestato la propria distanza dai pensieri espressi del figlio negando qualsiasi tipo di incoraggiamento.

Prima di denunciare il fatto alla polizia, la direttrice della scuola avrebbe tentato di avere chiarimenti dal padre che si sarebbe dimostrato ostile e minaccioso; anche il tentativo di ottenere spiegazioni dalla madre sarebbe stato vano. Inoltre il padre sarebbe entrato più volte nell’istituto scolastico per cercare di spiegare agli altri alunni le parole del padre.

L’avvocato difensore Sefen Guez Guez era già salito agli onori delle cronache nel giugno dello scorso anno quando si era opposto all’ordinanza del sindaco di Nizza, Chrsitian Estrosi, con la quale era stata vietata l’ostensione di bandiere straniere alle finestre e sui balconi della case della città della Costa Azzurra. In merito a questo episodio l’avvocato ha dichiarato come l’audizione del bambino bene illustri il clima di "isteria collettiva" che si sta vivendo in Francia dopo la strage di Charlie Hebdo.

FRANCE-POLICE-CHARLIE-HEBDO-ATTACKS-SCHOOL-CHILD

Via | Le Monde

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO