Nigeria, scontri con Boko Haram: il Ciad e il Cameroun in territorio nigeriano

200 miliziani di Boko Haram sarebbero stati uccisi durante uno scontro a fuoco con l'esercito ciadiano in territorio nigeriano

Con l'ingresso delle truppe ciadiane e camerunensi in Nigeria la stretta internazionale contro lo spettro sanguinario di Boko Haram si fa dura, anzi durissima: violenti combattimenti sono in corso da diverse ore tra soldati camerunensi e islamisti nigeriani nella città camerunese di Fotokol, alla frontiera con la Nigeria.

Dal 31 gennaio le forze del Ciad e del Cameroun conducono raid aerei contro le città al confine con il Camerun controllate dai jihadisti nigeriani e ieri le truppe militari ciadiane sono entrate per la prima volta entro i confini nigeriani ingaggiando un violento scontro a fuoco con i miliziani di Boko Haram: ieri mattina i blindati sventolanti la bandiera del Ciad hanno attraversato il ponte che la separa da Fotokol, sul lato camerunese del confine, entrando per la prima volta in Nigeria. A metà giornata tutte le duemila unità del contingente ciadiano si erano schierate a Gamboru.

CHAD-NIGERIA-UNREST

Questa mattina il bilancio dei primi combattimenti: sarebbero nove i soldati dell’esercito del Ciad e duecento i miliziani del gruppo terrorista Boko Haram ad essere stati uccisi ieri durante gli scontri avvenuti in Nigeria.

"Tra i nemici si contano più di 200 morti e del materiale recuperato o distrutto: tra le altre cose, una decina di veicoli equipaggiati con armi pesanti e centinaia di moto, un cannone da 105 millimetri"

ha fatto sapere lo Stato Maggiore del Ciad alla stampa.

La coalizione internazionale sotto l'egida dell'Unione Africana, che ha il compito di "estirpare", parafrasando il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, il gruppo estremista, è dunque alla resa dei conti con Boko Haram:

"(Islamisti) sono entrati stamane e i combattimenti sono davvero molto intensi. [...] Le persone che sono intrappolate e mi dicono che non sanno come uscire"

ha riferito all'Afp una fonte della sicurezza nella città di Fotokol. L'intervento internazionale è però una vera e propria umiliazione per il Presidente Jonathan.

(in aggiornamento)

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