Ilva Taranto: protesta tir, in 40 marciano verso la città

Protesta dei tir dell'indotto Ilva di Taranto. Mezzi pesanti in marcia verso la città. Senza risposte, si andrà a Roma.

Puntuali, 40 tir sono partiti dalla portineria imprese dell'Ilva di Taranto intorno alle 9 di questa mattina. Si sono diretti verso la statale 7 Taranto - Bari e la statale 106 Taranto - Reggio Calabria. La destinazione finale è la città di Taranto, che per la prima volta sarà invasa dai mezzi pesanti, con ovvie ripercussioni sul traffico.

E' iniziata così una nuova settimana di protesta - la quarta - da parte degli autotrasportatori dell'indotto, che rivendicano il pagamento de crediti vantati nei confronti dell'Ilva. I mezzi pesanti sciameranno nella Città Vecchia, sul Lungomare e nei pressi del Ponte Girevole. La meta finale dovrebbe essere il Municipio del capoluogo jonico. Da tre giorni, alla portineria dell'Ilva - dove c'è già un presidio permanente - è ridotto a 20 il numero di camion autorizzati a rifornire l'acciaieria di materie prime.

I camionisti sperano di poter incontrare il sindaco e il prefetto di Taranto. Ai quali vogliono consegnare le chiavi dei loro mezzi, come segno tangibile della protesta per i sette mesi di retribuzioni arretrati. Pretendono garanzie immediate sui crediti. In mancanza di risposte. i rappresentanti della categoria sono pronti al blocco totale delle forniture per il Siderurgico.

Il 12 febbraio, quindi dopodomani, l'Ilva ha annunciato che pagherà regolarmente gli stipendi di gennaio ai suoi dipendenti. Ma se non verrà fatto nulla per il pregresso, la protesta diventerà ancora più violenta. C'è chi parla della possibilità di andare a Roma, bloccando la capitale e le strade di accesso. Come successo nell’Alessandrino, per una manifestazione in una strada che conduce all'Ilva di Novi Ligure.

Tir protesta

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