Gli scontri tra Boko Haram e l'esercito del Niger

Più di 200 miliziani islamisti uccisi dopo lo sconfinamento nel paese alleato e confinante con la Nigeria.

Boko Haram ha sconfinato per la prima volta in Niger pochi giorni fa, per la precisione il 6 febbraio, quando è stato attaccato il villaggio di Bosso, nel sudest del Niger, al confine con la Nigeria. Sembrava un episodio isolato, ma poi le violenze si sono ripetute nei giorni successivi, in particolare l'8 febbraio, quando l'esercito del Niger ha respinto un attacco nella città di frontiera di Diffa. Nelle stesse ore, un attentato suicida nel mercato della città provocava la morte di almeno una persona.

A fronteggiare Boko Haram al confine tra Niger e Nigeria sono infatti tre stati: Niger, Nigeria e Ciad. I loro contingenti hanno ucciso più di duecento militanti islamisti dal primo sconfinamento del 6 febbraio (il colonnello dell’esercito nigerino Moustapha Michel Ledru ha affermato che alcuni terroristi sono stati arrestati e diverse armi sequestrate), ma questo non ha fermato gli attentati, che sono continuati anche nella giornata di oggi: due attentatrici suicide si sono fatte esplodere sempre a Diffa. Secondo le prime ricostruzioni non ci sarebbero altre vittime oltre le due attentatrici, ma non è ancora stato possibile verificare l’informazione.

Ieri, intanto, proprio il parlamento del Niger ha deciso di entrare a far parte della coalizione di stati che partecipano alle operazioni militari contro Boko Haram che vede già coinvolti gli eserciti della Nigeria, del Ciad, del Camerun e del Benin, e a cui l’ONU e la Francia hanno offerto appoggio logistico e rifornimenti.

A Diffa, sempre ieri, è stato invece proclamato lo stato di emergenza proprio in seguito ai tanti attacchi dei miliziani islamisti, che nei giorni scorsi hanno anche assalito una prigione in cui erano rinchiusi alcuni dei loro e hanno anche fatto esplodere una bomba in un mercato ortofrutticolo; bomba, pare, trasportata da un bambino. Ma oltre agli attacchi, Boko Haram sta colpendo anche attraverso il lancio di razzi, probabilmente con lo scopo di distruggere il ponte che si trova a tre chilometri da Diffa e che separa la città da quella nigeriana di Dutsi. Così facendo, infatti, spera di rallentare l'azione degli eserciti pronti a intervenire.

NIGERIA-UNREST

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