Malmo, guardie violente in metropolitana con un bambino: indignazione in Svezia

Sarebbe stato fermato perché non in possesso del biglietto. In compagnia di un suo amico era fuggito dalla casa famiglia a cui era stato assegnato. I due sono di nuovo in fuga.

Quello che è successo venerdì sera nella metropolitana di Malmö, presso la stazione centrale, ha scatenato un vero e proprio caso in paese generalmente percepito come molto civile quale è la Svezia. Le immagini mostrate nei tanti video girati dai testimoni mostrano il trattamento particolarmente rude e violento riservato ad un bambino da parte di una guarda della sicurezza privata in servizio presso la rete metropolitana della città. Il ragazzino, secondo le informazioni disponibili di appena nove anni, è stato fermato insieme ad un suo compagno di dodici anni poiché viaggiava senza biglietto. Più tardi si è scoperto che i due, probabilmente di origine marocchina, erano arrivati nel paese scandinavo non accompagnati da adulti e, dopo aver ottenuto l'asilo politico, erano stati assegnati ad una casa famiglia da cui erano successivamente fuggiti.

Secondo i numerosi testimoni presenti sulla scena quello che è cominciato come un semplice dialogo è presto degenerato in una vera e propria aggressione. Nel video si vede un agente, abbastanza corpulento, seduto sul ragazzino mentre con la mano gli preme la faccia al pavimento. Si sentono le urla del ragazzino che fa fatica anche a respirare, ad un certo punto pronuncia la Shahada, la preghiera che campeggia su molti vessilli di paesi arabi e che spesso viene pronunciata quando sta per avvicinarsi la morte: "C'è un solo Dio e Maometto è il suo profeta". Quando l'altro ragazzino si avvicina per provare a liberarlo dalla presa della guardia viene allontanato da un altro agente e immobilizzato su una panchina. Dal racconto delle persone che hanno assistito all'aggressione non c'è mai stata la sensazione che i due potessero essere pericolosi, molti hanno chiesto alla guardia di fermarsi ma gli è stato gridato di allontanarsi e di non intralciare l'operazione.

Come detto i due ragazzi erano stati assegnati ad una struttura di accoglienza per minori ma proprio venerdì ne era stata denunciata la loro fuga. Dopo essere stati fermati sono stati riaccompagnati presso la casa famiglia, ma secondo quanto riferisce Aftonbladet i due sarebbero fuggiti di nuovo lunedì. Da allora hanno fatto perdere le loro tracce, il capo della polizia dell'area di Malmö Stefan Sintéus ha confermato la notizia della fuga e ha spiegato che tutti gli agenti del sud della Svezia sono stati allertati e che le ricerche proseguono in tutto il paese. Intanto l'amministratore delegato della Svensk Bevakningstjänst, la società privata che si occupa della sicurezza nella metropolitana, Anders Lönnebo cerca di difendere l'operato dei suoi due dipendenti, spiegando che sono ben addestrati e sono invitati a non usare mai la violenza se non strettamente necessario. Nel caso specifico sarebbero stati aggrediti dai due ragazzini che erano stati fermati su richiesta della polizia visto il loro status di "fuggitivi".

È stata aperta un'indagine per chiarire le responsabilità delle due guardie della Svensk Bevakningstjänst. Pare che i due siano stati sospesi in attesa che le indagini chiariscano le responsabilità del loro operato. Un'indagine parallela è stata aperta anche dalla polizia, sul luogo infatti sono accorsi anche alcuni agenti regolari, anche in questo caso serve chiarire se la loro condotta sia stata o meno rispettosa delle regole, un'indagine dovuta viste le numerose segnalazioni giunte ai centralini da parte dei cittadini. In Svezia la condanna per la violenza esercitata sul ragazzino è unanime, nel frattempo il dibattito si è spostato sull'utilizzo di agenzie di sicurezza private in luoghi pubblici come può essere una stazione. Inutile dire che le immagini forti dei video diffusi in questi giorni non depongono a favore di queste agenzie.

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