Ilaria Alpi, parla il detenuto Hassan: "Sono innocente"

Il supertestimone Ali Rage ritratta tutto ai mircofoni di Rai3: "Sono stato pagato per mentire, in cella si trova un innocente"


Si confessa in un'intervista sull'ANSA Omar Hasni Hassan, il detenuto somalo che dal 1999 è in carcere perchè accusato dell'omicidio di Ilaria e Miran.
Parla e chiede di non essere dimenticato perché lui è innocente: "E' una storia che mi ha rubato un pezzo di vita" afferma. "Vi chiedo di non dimenticarmi fino a quando non riapriranno il processo" aggiunge.

Il caso si è mediaticamente aperto dopo le confessioni della scorsa settimana a Chi l'ha Visto? di Ahmed Ali Rage, detto Gelle, che avrebbe ritrattato tutto.
Jelle indicò il giovane Hashi Omar Hassan al pm Ionta durante un interrogatorio, ma poi non si presentò a deporre al processo e fuggì all'estero. Per la sua testimonianza il giovane Hashi fu arrestato e condannato all'ergastolo.

Ilaria Alpi, nuove rivelazioni dopo "Chi l'ha Visto?"


19 febbraio 2015

La notizia rivelata ieri sera durante la puntata di "Chi l'ha visto?" è una di quelle notizie che in un altro Stato civile avrebbero portato all'indomani all'apertura di un'inchiesta che avrebbe fatto saltare più di una poltrona. Eppure.

Eppure rimane tutto come è, sebbene quello che è stato detto ieri durante la trasmissione diretta da Federica Sciarelli sia un vero e proprio scoop che dichiara palesemente un depistaggio nel caso della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la giornalista Rai e il suo operatore uccisi a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994. Da allora sono passati quasi 21 anni e la verità, nonostante ci sia un uomo in carcere, Omar Hashi Hassan, pare essere sempre più lontana e inaccessibile. Nonostante ci siano prove evidenti che quello che molti hanno lasciato passare come un attentato, un errore  in cui i due italiani sono state vittime inconsapevoli, erano in realtà obiettivo preciso da eliminare perchè sapevano qualcosa di troppo. Lo dimostrano i taccuini spariti di Ilaria. Lo dimostrano le incongruenze continue e la possibilità che i due erano venuti a conoscenza di un traffico di armi e di rifuti illecito, come dichiarato dal Sisme e scoperto solo nel 2014 con la desecretazione degli atti su questo caso.

Ed è proprio sul nome di Hasi Omar Assan che viene meno l'unica certezza di questa inchiesta. I giornalisti di Chi l'ha visto hanno infatti intervistato il supertestimone Ahmed Ali Rage, detto Gelle, l'uomo che aveva fatto il nome di Assan per poi rendersi irreperibile. Mai più cercato, mai più interrogato, Gelle parla oggi ai microfoni di Rai3 e conferma un fatto agghiacciante, quello di aver mentito, anzi, di essere stato pagato per mentire, di aver dato un nome falso e che oggi in cella si trova un innocente, condannato a 26 anni di carcere.


 

"Non ho visto chi ha sparato. Non ero là, mi hanno chiesto di indicare un uomo", dice oggi Ahmed Ali Rage,che indicò Hashi al pm nell'interrogatorio,poi fuggì all'estero e non si presentò al processo. “Gli italiani avevano fretta di chiudere il caso - dice una nota del programma - e gli hanno promesso denaro in cambio di una sua testimonianza al processo: doveva accusare un somalo del duplice omicidio”. Oggi Gelle ritratta tutto, dichiara di aver mentito perchè obbligato a farlo, dando un capro espiatorio qualsiasi da dare in pasto alla stampa, alla famiglia e all'opinione pubblica per chiudere il caso una volta per tutte.

All'indomani di queste notizie - che erano già state anticipate da giorni - si esprimono tutti, o quasi. Parla la FNSI e l’Usigrai che in una nota chiedono "che si approfondiscano anche in sede giudiziaria gli elementi emersi dall’intervista di “Chi l’ha visto?” e che si arrivi a quella Verità e Giustizia che la famiglia Alpi chiede giustamente da 21 anni.
Ma soprattutto parla Luciana Riccardi Alpi, la mamma di Ilaria. Le sue sono parole piene di rabbia, rilasciate in un'intervista su Republica: "Questa è la prova che l'indagine sull'omicidio di Ilaria e Miran è stata depistata. E lo ammette proprio Jelle, cioè l'uomo che di quel depistaggio si è fatto strumento. Meglio di lui chi può saperlo? Tutti eravamo a conoscenza del fatto che vivesse a Londra, eppure nessuno ha chiesto l'estradizione. Vogliamo la verità, vogliamo i nomi di chi ha ammazzato mia figlia".

"C’è materia sufficiente per chiedere la riapertura del caso e del processo - conclude Assostampa Fvg - per scoprire se le dichiarazioni del teste Rage siano vere e se in carcere sia rinchiusa oggi una persona innocente. Ma anche e soprattutto per arrivare ai veri colpevoli e mandanti dell’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hravatin. Una Verità e Giustizia che pretendiamo ed alla cui mancanza non ci siamo mai rassegnati".
Ci si aspettano ora le affermazioni delle istituzioni, dei politici, e la riapertura del caso.

Ilaria_Alpi

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