Libia, armi chimiche nelle mani di gruppi armati

L’esercito regolare libico teme che i gas trafugati possano essere venduti alle milizie fedeli allo Stato Islamico

Armi chimiche nelle mani di milizie antigovernative libiche? Il sito del quotidiano panarabo Asharq al Awsat ha pubblicato la notizia secondo la quale alcune fonti militari avrebbero rivelato del trafugamento da parte delle milizie ribelli di armi chimiche appartenenti agli arsenali del regime di Mu’hammar Gheddafi presenti nelle province centrali e meridionali della Libia. L’esercito regolare libico teme che le armi possano essere vendute alle milizie di Ansar al-Sharia fedeli allo Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi.

Fra le armi trafugate ci sarebbero il gas mostarda (iprite) e il gas nervino sarin. A trasferire i gas da un’azienda chimica di Jufra a Misurata, a bordo di carri armati, sarebbe stato un gruppo armato che avrebbe successivamente testato le armi rubate nei pressi di Mizda, 160 km a sud di Tripoli. Prima della sua morte Gheddafi possedeva approssimativamente un migliaio di tonnellate di materiale per realizzare queste armi e circa 20mila tonnellate di gas.

La notizia pubblicata da Asharq al Awsat andrà verificata perché, secondo l’Organizzazione per la messa al bando delle Armi Chimiche (Opwc), l’arsenale libico avrebbe dovuto essere stato distrutto già da un anno, da quel 5 febbraio 2014 in cui il turco Ahmet Uzmcu, direttore dell’Opwc, e i rappresentanti di Stati Uniti, Germania e Canada che fornirono assistenza tecnica alla Libia per eliminare i pericolosi ne constatarono l’eliminazione in una zona remota del deserto libico a 640 chilometri a sud est di Tripoli. Era stato lo stesso Gheddafi, nel 2004, a dare il via alla distruzione dell’arsenale chimico, stringendo un accordo con Washington per porre fine al programma di armi di distruzione di massa.

German Company To Destroy Syrian Chemical Weapons

Via | Asharq al Awsat

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