Hello Barbie, è polemica per la bambola che risponde alle bambine

Il nuovo prodotto di Mattel è pensato per far dialogare le bambine con un server da remoto che ha il compito di raccogliere le domande e rispondere grazie a un sistema Wi-Fi. Alcuni genitori hanno già sollevato dubbi sull’invasività del sistema

Non è la prima volta che Barbie, la più amata e diffusa bambola al mondo, suscita polemiche fra gli adulti, soprattutto per il canone di bellezza stereotipato che propone da decenni, ma la sua recente evoluzione, Hello Barbie, sembra essere davvero un salto di qualità nel mondo dell’intrattenimento per bambini. La Mattel deve contrastare il successo dilagante di Elsa, la protagonista di Frozen della Disney che nell’ultimo anno ha davvero fatto il botto sul mercato globale.

Per farlo ha ideato Hello Barbie il nuovo modello che consentirà alle bambine di conversare con un server remoto che fornirà alle bambine le risposte più adeguate. Il giocattolo della Mattel si collega a Internet tramite Wi-Fi e integra un microfono, un altoparlante e un mini computer, il tutto alimentato con batterie ricaricabili installate nelle gambe e in grado di sostenere un’ora di conversazione.

Perché la polemica? Il potenziale “Barbiegate” nasce dal fatto che le conversazioni delle bambine vengono registrate, criptate, spedite e archiviate sui server di ToyTalk, la startup statunitense che ha sviluppato una piattaforma per il riconoscimento vocale in grado, grazie ad apposito software, di fornire la risposta più adeguata.

È ovvio che le conversazioni raccolte negli archivi serviranno per comprendere le preferenze e le idiosincrasie delle bambine, il timore dei genitori statunitensi è che inizi una precoce profilazione a scopi commerciali dei gusti dei loro figli, un timore più che legittimo vista la piega che ha preso la rete negli ultimi tempi.

Da Toy Talk fanno sapere che sarà possibile chiedere ai gestori la cancellazione delle informazioni contenute nei database relativi ai propri figli e che verranno fissati rigidi confini per ciò che riguarda gli argomenti off limits. La domanda sorge spontanea: i molti genitori che delegheranno a un giocattolo il compito di “conversare” con le proprie figlie avranno la consapevolezza di far resettare a Toy Talk quelle conversazioni che – nell’ottica del Cluetrain Manifesto – sono preziosi “mercati”? E - come si chiede la blogger Ms. Smith di Network World - quanto tempo ci vorrà prima che la bambola venga hackerata?

Barbie Experience - SPFW Winter 2015

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO