Massa Carrara: bimbo malato perde scuola, Telecom dovrà risarcirlo

La Telecom risarcirà con 20 mila euro la famiglia di un bambino leucemico che non ha potuto seguire le lezioni da casa per un disservizio della Società.

La Telecom è stata condannata a pagare 20 mila euro (più le spese processuali) di risarcimento alla famiglia di un bambino malato di leucemia linfoblastica acuta. Il motivo? Il ragazzino non poteva uscire di casa a causa della patologia e la madre, per non fargli perdere la scuola (la quinta elementare), aveva deciso di inserirlo nel programma Servizio di istruzione domiciliare. Grazie ad Alce Viva Voce di Telecom, il bambino avrebbe potuto seguire le lezioni da casa e interagire direttamente con la classe.

Purtroppo, però, Telecom ha tardato ben sedici mesi ad attivare il servizio e così ora il tribunale di Massa Carrara ha deciso di condannarla al risarcimento. La società di telefonia è stata considerata "gravemente inadempiente rispetto all'obbligazione assunta". Telecom era tenuta, in forza del contratto, a un corretto e puntuale adempimento dell'obbligazione assunta (installazione della linea telefonica entro i termini pattuiti).

Il disservizio, scrive il giudice nelle motivazioni della sentenza, "ha provocato un danno esistenziale al bimbo perché gli ha compromesso la piena realizzazione del suo diritto fondamentale all'istruzione". L'avvocato della mamma, Leonardo Angiolini spiega al Tirreno: "Nel tentativo di conciliazione, la società aveva proposto di chiudere il caso con un risarcimento di 1.500 euro. A quel punto, abbiamo deciso di andare avanti".

La leucemia linfoblastica acuta è un tumore maligno relativamente raro negli adulti, ma che rappresenta il 75 per cento di tutti i casi di leucemia infantile. Il servizio di Telecom è arrivato in fortissimo ritardo. A tutte le sollecitazioni della madre, arrivava la riposta: "Difficoltà tecniche eccezionali". L'avvocato: "Se Telecom avesse indicato quale fosse il problema e quanto tempo avrebbe impiegato a installare il servizio, la madre avrebbe potuto cercare un altro gestore. E invece rispondeva genericamente, rimandando ogni volta a data incerta".

Aula tribunale

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