Un partigiano 90enne di Foligno cancella le svastiche da luogo simbolo della Resistenza

Enrico Angelini ha cancellato le svastiche sui muri del rifugio della Resistenza di Foligno.

Quando ha saputo che tra Trevi e Foligno era stato imbrattato con svastiche e scritte un luogo simbolo della Resistenza, Enrico Angelini, partigiano 90enne, ha preso spatola e vernice ed è andato di persona a cancellare quegli obbrobri comparsi al posto di una targa che, apposta per ricordare un rastrellamento nazifascista, è stata imbrattata e divelta dai vandali.

Enrico Angelini ricorda ancora quei giorni e i volti delle persone che sono state catturate e uccise dai nazifascisti, proprio in quei luoghi ha combattuto con la V Brigata Garibaldi e non poteva accettare un trattamento del genere per un posto così importante per la sua storia e per la storia d'Italia. Il suo è un segno di rispetto soprattutto verso chi è morto, per le persone uccise dai nazifascisti e per i suoi compagni partigiani che hanno lottato per fondare una Repubblica libera dalle dittature.

E oltre al gesto, anche le parole di Angelini sono degne di nota perché non sono offensive, ma un pacato invito a chi ha voluto calpestare così la memoria ad ascoltare la sua storia. Il partigiano infatti ha detto:

"Mi piacerebbe parlare a cuore aperto a questi ragazzi, vorrei spiegare che cosa è stata la mia gioventù rispetto alla loro"

A Enrico Angelini sono poi arrivati i ringraziamenti da parte della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e anche quelli della vicepresidente della Camera Marina Sereni e del segretario dello Spi-CGIL Carla Cantone.

C'è anche chi, come il portavoce di Articolo 21 Beppe Giulietti, fa un appello al Capo dello Stato Sergio Mattarella affinché ad Angelini venga concessa la massima onorificenza della Repubblica.

Partigiano Enrico Angelini cancella svastiche a Foligno

Foto © Twitter SPI CGIL

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