4 milioni di italiani hanno chiesto una raccomandazione. Lo dice il Censis

"A Frà, che te serve?"

Sarebbero 4,2 milioni gli italiani che, nell'arco di una vita, sono ricorsi alla classica raccomandazione o all'aiuto di un parente, amico e conoscente, per ottenere un'autorizzazione o accelerare una pratica della pubblica amministrazione.

A dirlo è una relazione del Censis dal titolo "La composizione sociale dopo la crisi", che aggiunge anche che altri 800mila avrebbero fatto un regalo a dirigenti pubblici per avere in cambio un favore.

Nello studio del Censis emerge che il 45,3% degli intervistati vorrebbe regole più severe e licenziamenti nel pubblico impiego: per il 50,5% degli italiani infatti la pubblica amministrazione funziona male, per il 63,5% non è cambiata nel tempo e per il 21,5% è addirittura peggiorata.

Secondo lo studio il ricorso a soggetti di intermediazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione (Caf, patronati, ecc.) per relazionarsi efficacemente rappresenta un forte ed importante sintomo delle difficoltà di rapporto tra cittadini e PA: nell’ultimo anno si sono rivolti ad enti tersi ben 3,3 milioni di italiani.

"Intanto però per ottenere autorizzazioni e accelerare pratiche restano le solite maniere: dalla raccomandazione al regalino. Per ottenere un'autorizzazione o accelerare una pratica nella pubblica amministrazione 4,2 milioni di italiani hanno fatto ricorso a una raccomandazione o all'aiuto di un parente, amico, conoscente. All'inefficienza della pubblica amministrazione gli italiani si adattano secondo una doppia morale. Sono quasi 800.000 le persone che hanno fatto un qualche tipo di regalo a dirigenti e dipendenti pubblici per avere in cambio un favore. Un altro sintomo delle difficoltà di rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione è il ricorso a soggetti di intermediazione (Caf, patronati, ecc.) per relazionarsi con gli uffici pubblici: nell'ultimo anno lo hanno fatto 3,3 milioni di italiani".

Nello studio il Censis afferma che la ripresa è alle porte, ma "la politica rischia il flop a causa di una pubblica amministrazione inefficiente". Un problema non da poco:

"Le patologie sociali che la ripresa deve curare. Le persone a rischio di povertà o esclusione sociale in Italia sono aumentate di oltre 2,2 milioni negli ultimi sei anni di crisi: sono passate da 15.099.000 a 17.326.000. Il tasso di persone a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 28,4% in Italia, superiore a Spagna (27,3%), Regno Unito (24,8%), Germania (20,3%) e al valore medio dell'Ue (24,5%). Le disuguaglianze sono aumentate perché chi meno aveva più ha perso: nell'ultimo anno gli operai hanno avuto un taglio della spesa media familiare mensile del 6,9%, gli imprenditori del 3,9% e i dirigenti dell'1,9%."

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