Yemen, kamikaze colpiscono moschee sciite: 142 morti

Gli attentati alle moschee di Badr e Hashoush sembrano aprire una fase del terrorismo jihadista in un Paese dilaniato da conflitti intestini dopo lòa deposizione del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi

ore 19.04 - Secondo l'emittente Al Arabiya, il bilancio del doppio attacco terroristico di quest'oggi sarebbe di 142 morti e ben 351 feriti. La cifra è stata comunicata da un funzionario del ministero della sanità, Nashwan al-Atab. Intanto lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco attribuendosi i due episodi che potrebbero rappresentare un'ulteriore escalation di violenza in una zona nella quale, negli ultimi mesi, non erano stati compiuti attentati contro i fedeli.

ore 16.53 - L’offensiva jihadista si allarga con violenza in Yemen: due moschee sciite della capitale Sana’a sono state oggetto di attacchi kamikaze da parte di attentatori suicidi che si sono fatti esplodere mentre era in corso la preghiera del venerdì.

Secondo quanto riferito da Al Jazeera il bilancio delle tre esplosioni avvenute nelle tre moschee sarebbe di 90 morti e 280 feriti. Un vero e proprio massacro di matrice sunnita che ha avuto come obiettivo il movimento sciita Houthi.

Le moschee di Badr e di Hashoush si trovano ne quartiere ak-Yarraf e, sempre secondo Al Jazeera, nell’attacco sarebbe stata uccisa la guida spirituale delle tribù Houthi, Murtaza al-Mahturi.

Secondo le testimonianze dei sopravvissuti della strage compiuta nella moschea di Badr, il primo kamikaze si sarebbe fatto esplodere uccidendo le persone più vicine a lui, mentre il secondo avrebbe fatto detonare l’esplosivo mentre i sopravvissuti al primo scoppio tentavano di fuggire e di abbandonare la moschea.

Un altro attentato suicida è avvenuto a Sa’dah, altra roccaforte Houthi nello Yemen settentrionale: due le vittime. Sempre a Sa’dah un altro kamikaze è stato bloccato prima che si facesse esplodere dentro un luogo di culto.

Dall’inizio dell’anno lo Yemen si trova nel caos, letteralmente spaccato in due, con la capitale Sana’a e la parte settentrionale del Paese in mano agli sciiti Houthi e la parte meridionale del Paese nelle mani del presidente deposto Abd Rabbo Mansour Hadi che si trova rifugiato ad Aden. Proprio ieri le milizie che si oppongono al presidente deposto hanno compiuto un raid aereo contro il palazzo di Hadi.

Gli attentati alle moschee non sono stati rivendicati, ma la matrice sunnita e il modus operandi fanno credere si tratti di Aqpa, il ramo di al-Qaeda nella penisola arabica che controlla la zona desertica situata nella parte orientale del Paese. Sul web molti account jihadisti hanno attribuito gli attentati allo Stato Islamico, difficile capire a chi si possano attribuire le due azioni. Una cosa è certa: per le conseguenze e per le modalità operative i due attentati alle moschee di Badr e di Hashoush rappresentano un salto di qualità: per la prima volta negli ultimi mesi, infatti, un attacco kamikaze ha preso di mira un luogo di culto e un gruppo di fedeli.

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Via | Al Jazeera

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