Il fratello di Vanessa smentisce l'intervista a Repubblica. Le reazioni di Meloni e Salvini

Il fratello di Vanessa: "non ha mai parlato con Repubblica". Salvini: "Fate le volontarie a casa vostra". Meloni: "Restituite i soldi"


12.30 - Non tardano ad arrivare le reazioni della destra all'intervista della cooperante italiana (smentita dal fratello). Il Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha dichiarato a riguardo:

"Ragazze, fate volontariato vicino a casa vostra. In caso contrario firmate una bella liberatoria, e la fate firmare anche alla mamma e al papà per cui non siano i cittadini italiani a rimetterci un centesimo di euro se andate in zona di guerra a fare quello che potreste fare sotto casa vostra"

Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ci ha tenuto a dire la sua su Facebook:

"Vanessa e Greta vogliono tornare in Siria? Prima restituiscano agli italiani tutti i soldi che lo Stato ha speso per loro. E, vista la scelta consapevole delle due, mi auguro che questa volta, in caso di nuovo rapimento, il governo non voglia pagare un nuovo riscatto"

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Aggiornamento 11.58

- Mario Maruzllo ha smentito l'intervista della sorella rilasciata a Repubblica. Lo ha fatto con parole molto dure sulla sua pagina Facebook: "Il giornalista è la categoria dei lavoratori più vile e infame che ci sia! Vanessa non ha fatto nessuna intervista, anzi è stata proprio rifiutata a quel giornalista che poi ha pubblicato l'articolo, quindi ciò che è stato scritto/detto non è affatto vero. Smentiamo tutto".

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La smentita è stata riporta dal giornalista Rai ed esperto di Siria, Amedeo Ricucci. Quest'ultimo ha precisato, come era immaginabile, che il collega Paolo Berizzi avrebbe effettivamente intervistato la cooperante italiana. Successivamente, però, la ragazza gli avrebbe chiesto di non pubblicare nulla.

Vanessa Marzullo: "Con Greta torneremo in Siria. Due donne nel volontariato internazionale danno fastidio"


Sono trascorsi tre mesi dalla liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapite il 31 luglio 2014 ad Aleppo dai miliziani jihadisti dal Fronte al Nusra. Le indagini non hanno fatto ancora fatto piena chiarezza sulla vicenda, in compenso sulle due ragazze sono piovute una serie di pesanti insinuazioni.

A tale proposito, ricordiamo le accuse, del tutto infondate, di aver fatto sesso con i rapitori: protagonista di quella triste vicenda fu il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. Ma non mancarono anche feroci polemiche sul presunto riscatto da 12 milioni pagato dallo Stato italiano per ottenere la scarcerazione delle volontarie.

Oggi Vanessa ha deciso di rompere il silenzio in una intervista rilasciata a Repubblica. La ragazza non nasconde che sta facendo molta fatica a tornare alla normalità: "Ci vuole tempo per tutto e sai che certe cose non puoi dimenticarle. Però lentamente provi a tornare alla normalità. Un concetto relativo se penso a tutto quello che è successo prima, durante, dopo. Anche dopo la liberazione".

Sulle polemiche deflagrate sui media dopo la liberazione, la ragazza reagisce con fierezza e rivendica la missione svolta in Siria di quasi tre anni per portare assistenza sanitaria: "Abbiamo sentito e letto veleni di ogni tipo. Affermazioni fantasiose e offensive. Che avevamo storie coi guerriglieri. Che eravamo in Siria per aiutarli. Ci mancava solo dicessero che combattevamo anche noi. Evidentemente c'è qualcuno al quale il volontariato dà fastidio. Se lo fanno due ragazze giovani, ancora peggio. In quelle terre c'è di tutto: banditi, ricattatori, gente senza scrupoli. Ci hanno rapite come purtroppo hanno fatto con altre persone".

Infine, la giovane di Brembate (Bergamo), fondatrice del Progetto Horryaty, confessa "Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l'ultimo".

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