Le duecento ragazze rapite da Boko Haram potrebbero essere state tutte uccise

Si torna a parlare della vicenda risalente all'aprile dell'anno scorso che aveva dato vita al movimento "Bring back our girls".

Tutti ci ricordiamo la campagna social lanciata soprattutto dai vip: "Bring back our girls", che aveva lo scopo di convincere i militanti di Boko Haram a rilasciare le duecento studentesse di liceo che rapirono nell'aprile 2014, ottenendo la prima notorietà internazionale del gruppo jihadista che sta insanguinando la Nigeria e dintorni.

È passato un anno, e ancora non si sa quale sia la sorte di quelle ragazze. Stando a quanto racconta il direttore dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Raad Zeid al Hussein, però, non c'è da essere troppo ottimisti. Le sue dichiarazioni al quotidiano nigeriano This Day fanno infatti temere il peggio: "Potrebbero essere state tutte uccise".

Il massacro potrebbe infatti essere già avvenuto a Bama, e anche se non ci sono certezze su quale sia stata la sorte finale delle ragazze, che potrebbero anche essere ancora prigioniere, il direttore si è detto "molto pessimista" a riguardo.

Le ultime notizie su di loro risalgono al novembre 2014, quando i militanti di Boko Haram fecero sapere di averle convertite e poi date in sposa agli stessi terroristi.

Nigeria ragazze rapite da Boko Haram

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