Migranti, naufragio nel canale di Sicilia: recuperati 8 cadaveri

Ritrovato a largo delle coste libiche il relitto del barcone affondato lo scorso 18 aprile e che ha causato la morte di oltre 800 migranti.

30 giugno 2015 - La Marina Militare ha appena annunciato i primi risultati delle operazioni di recupero dei corpi dei migranti deceduti nel naufragio dello scorso aprile. Al momento, a poche ore dall’avvio delle operazioni, otto corpi sono già stati recuperati dalle navi Gaeta, Leonardo e Gorgona.

I cadaveri sono stati trasferiti all’interno di un container refrigerato a bordo della Gorgona in attesa di venir trasportati a terra.

Migranti, naufragio nel canale di Sicilia: avviate le operazioni di recupero dei corpi

29 giugno 2015 - La Marina Militare ha comunicato che, su indicazione di Palazzo Chigi, ha avviato le operazioni di recupero dei corpi dei migranti all'esterno del natante che è affondato lo scorso 18 aprile con a bordo ottocento persone.

Ricordiamo che il relitto si trova a circa 370 metri di profondità, a 210 km a Sud di Lampedusa. Per procedere al recupero dei corpi saranno usati veicoli a comando remoto del GOS di Comsubin utilizzabili in acque profonde. le navi cui sono affidate le operazioni sono Gaeta, Leonardo e Gorgona.

Localizzato il relitto


Strage di migranti nel Canale di Sicilia

8 maggio 2015, ore 13.46 - Il procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi, in una conferenza stampa questa mattina sulla tragedia in mare del 18 aprile scorso, ha rivelato che sui 24 cadaveri portati a Malta e sui 28 superstiti di Catania non sono stati trovati segni violenza.

Il procuratore ha inoltre evidenziato l'importanza del relitto individuato ieri ai fini delle indagini:

"Valuteremo la possibilità di recuperare il relitto in base ad esigenza di accertare se portelloni erano chiusi o aperti. Uno appare aperto. Quello di poppa appare chiuso, ma bisogna stabilire se si è chiuso per effetto del naufragio"

Una posizione in linea con le promesse del governo, ribadite anche questa mattina: parlando del barcone affondato lo scorso 18 aprile al largo della Libia, il premier Renzi ha "garantito" che l'Italia "farà di tutto" per recuperare lo scafo che si trova a oltre 300m di profondità.

21:30 - Presso il Comforpat è stata effettuata l'ispezione a distanza del relitto del barcone affondato il 18 aprile. Alla presenza di poliziotti e dei difensori degli indagati, sono state raccolte immagini sonar, video e fotografiche grazie alle quali sono stati individuati numerosi corpi di migranti morti durante il naufragio all'interno dello scafo e sul ponte più basso e uno nei pressi del relitto.

Giovedì 7 maggio 2015 - La Marina Militare ha individuato a circa 85 miglia a nord-est delle coste libiche il relitto inabissatosi lo scorso 18 aprile, un naufragio che ha causato la morte di oltre 800 migranti. Le ricerche sono state richieste dalla procura di Catania che sta conducendo l'inchiesta. Sono state condotte dai cacciamine Gaeta e Vieste e dalla corvetta Sfinge, i resti dell'imbarcazione e del suo terribile carico giacciono sul fondo del mare ad una profondità di 375 metri, come riferito dalla stessa Marina Militare attraverso il suo profilo Twitter. Il relitto è di colore blu ed è correlabile per forma e dimensioni a quello della motopesca affondata quasi tre settimane fa. L'indagine, che ha portato all'arresto di due dei presunti scafisti, è tutt'ora in corso.

Gli scafisti picchiavano a morte i passeggeri

Giovedì 23 aprile 2015 - Proseguono le indagini sul naufragio del barcone nel Canale di Sicilia che ha provocato la morte di centinaia di migranti. Dai racconti dei sopravvissuti è emerso che gli scafisti spadroneggiavano sull'imbarcazione picchiando i passeggeri con dei bastoni se non obbedivano ai loro ordini e alcune persone sarebbero morte a causa delle percosse. Un ragazzo è stato ucciso solo perché si era alzato senza permesso.

Intanto, durante un interrogatorio, il siriano Bikhit Mahmud, uno dei due presunti scafisti fermati dalla procura di Catania, ha cercato di scaricare tutta la colpa sul tunisino Mohamed Alì Malek dicendo che era lui alla guida al momento del naufragio. Anche altre testimonianze rivelano che al timone c'era proprio il tunisino che invece sostiene di aver lasciato la guida a un altro soggetto che è morto durante il naufragio.

Il discorso di Renzi alla Camera


Mercoledì 22 aprile 2015

Matteo Renzi ha parlato questa mattina alla camera in vista del consiglio europeo straordinario chiesto proprio dall'Italia dopo l'ennesima tragedia nel Canale di Sicilia. Il premier ha fatto appello all'UE chiedendo che la questione venga affrontata mettendo da parte l'emozione del momento, ma prevedendo un disegno politico di più ampio respiro, toccando anche la questione delle procedure d'asilo che dovrebbero venire gestite a livello comunitario:

È semplicistico dire "tutti a casa" loro o accogliamo tutti, è semplicistico dire che la soluzione è a portata di mano. Credo, penso e spero che il Parlamento abbia la consapevolezza che si impone una strategia di respiro più ampio. Noi oggi siamo chiamati a un approccio totalmente politico perché è di politica che ha bisogno l'Unione europea. Perché è politica la necessità che abbiamo di non dare una reazione emotiva. O c'è la capacità di dare una risposta complessa o non andiamo da nessuna parte. È importante che le procedure di asilo siano gestite con un team europeo e dai ministri degli esteri e possano essere patrimonio non solo di un Paese ma di tutti i 28 paesi.

Renzi poi affonda il colpo contro le opposizioni e se la prende con quelli che approfittano di tragedie di questo tipo per fare sciacallaggio mediatico affollando i talk show, cercando di lavorare "sulla pancia" degli italiani a caccia di consensi. Punta il dito contro chi propone facili soluzioni al problema e invita piuttosto a cercare di capirne meglio la radice, che poi significa conoscere approfonditamente quello che succede in Africa:

Permettetemi un sorriso amaro, quando sento in tv "dobbiamo scoraggiare le partenze", si sappia che non si fa con una dichiarazione nel talk show ma con l'alto commissariato dell'Onu in Sudan e Niger e evitando di inseguire la demagogia come sta facendo larga parte opposizione. C'è un limite allo sciacallaggio in tv. La soluzione è molto più ampia e ha a che fare con che cosa noi pensiamo dell’Africa. Non sono libici i nostri fratelli che muoiono nel Mediterraneo: vengono da altri paesi in cui fame e guerra la fanno da padrone. Dunque il primo tema è capire se l'Africa diventa l'elemento chiave della politica italiana e mondiale.

Il premier definisce il fenomeno un vero e proprio schiavismo del ventunesimo secolo, evita così di confinare il problema ad una semplice questione di sicurezza interna. Il parallelismo con quello che avveniva nei secoli passati non è a suo modo di vedere esagerato, e nel proporlo ringrazia anche tutte le forze dell'ordine per il lavoro che svolgono nel Mediterraneo:

Combattere i trafficanti di uomini significa combattere gli schiavisti del ventunesimo secolo. Non è solo una questione di sicurezza o di terrorismo, ma di dignità umana. La storia ha già conosciuto un momento in cui si prendevano uomini e si infilavano nei barconi e ciò che sta avvenendo ora con la compravendita di uomini è esattamente una forma di moderno schiavismo. E l'Europa non può lasciare solo a noi questa battaglia che è una battaglia di assoluta civiltà.

Migranti, naufragio nel canale di Sicilia. Alfano: "Affondare i barconi prima della partenza"

22.10 - Il ministro dell'interno Angelino Alfano, ospite a DiMartedì (qui il nostro liveblogging), detta la linea del Governo: affondare i barconi prima della partenza, insieme ad una coalizione internazionale.

Le parole di Alfano: "La nostra richiesta è chiara: ottenere azioni mirate nei confronti della Libia, nei confronti dei trafficanti che sono i nuovi schiavisti del ventunesimo secolo. Affondare i barconi significa stroncare la più macabra agenzia di viaggio della storia. Da soli non possiamo farlo. Andare lì con le nostre navi senza autorizzazione internazionale sarebbe una dichiarazione di un atto di guerra, per questo è in corso un negoziato con Onu e Ue. Su come affondare i barconi -si deciderà in sede internazionale. Noi siamo pronti a fare quello che serve, lo possiamo fare anche noi, ma vogliamo coinvolgere una coalizione internazionale".

18.00 - Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, farà delle comunicazioni sulla tragedia del naufragio alle Camere. A deciderlo è stata la conferenza dei Capigruppo a Montecitorio, su richiesta di Sel e Forza Italia.

Domani mattina alle 9 il premier sarà alla Camera, successivamente si recherà al Senato. L'intervento sarà chiarificatore anche sulla posizione che assumerà il nostro paese nel Consiglio europeo di giovedì.

17.05 - Il premier Renzi ha scritto un post su Facebook per commentare le reazioni delle istituzioni europee dopo il naufragio, spiegando poi i punti che l'Italia proporrà nel Consiglio europeo di dopodomani: "Per la prima volta l'intera Europa si è mostrata attenta e solidale, con alcuni impegni concreti che proveremo a puntualizzare nelle ore che ci separano dal Consiglio Europeo di giovedì: interventi nei Paesi d'origine, distruzione dei barconi, raddoppio di Triton, ricollocazione d'emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia".

11.40 - Ancora incertezza sul numero delle vittime del naufragio. Come riferisce l'Ansa, il numero di morti oscilla tra 400 e 950: Ma "secondo alcuni sopravvissuti sentiti su nave Gregoretti e un report del mercantile portoghese si stima che a bordo del barcone ci fossero circa 850 migranti".

11.15 - La Procura di Catania rende noto che alla base del naufragio, che ha provocato l'affondamento del barcone al largo delle coste della Libia, ci sarebbero due cause: lo spostamento dei migranti sull'imbarcazione e una errata manovra dello scafista contro il King Jacobs, che era giunta per offrire soccorso.

I superstiti, che ora si trovano nel centro di accoglienza di Mineo, hanno raccontato che il comandante del barcone ha provato a nascondersi e per questo ha pilotato con poca attenzione. In questo modo, ha provocato la collisione con il mercantile King Jacob.

09.05 - Così il procuratore di Catania Giovanni Salvi ha spiegato gli arresti della notte: "I fermi sono stati possibili perché un team della polizia, anche della polizia scientifica, era sulla nave della Guardia Costiera, ha proceduto all'interrogatorio dei migranti e all'identificazione del capitano della nave che è naufragata e ad un suo assistente, membro dell'equipaggio".

Gallery: l'arrivo dei sopravvissuti a Catania

Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania
Naufragio, l'arrivo dei sopravvissuti a Catania

21 aprile 2015, 01:00 - E' arrivata nel porto di Catania la nave della Guardia Costiera con 27 superstiti del naufragio. Ad accoglierli il ministro dei trasporti Delrio. La notizia della notte è l'arresto di due scafisti, ad annunciarlo con un tweet e una nota il ministro dell'interno Alfano e a confermarlo lo stesso Delrio dal molo del porto di Catania.

Alfano ha dato maggiori informazioni in una nota: "Fermati i due scafisti dell'imbarcazione affondata. Si tratta del comandante, tunisino, e di un suo assistente, siriano. È arrivata nel porto di Catania la nave della Capitaneria con a bordo i superstiti del naufragio al largo della Libia. Sulla nave, la Polizia ha svolto interrogatori e confronti che hanno consentito alla Procura della repubblica di Catania di individuare e disporre il fermo dei due scafisti".

Delrio ha anche parlato per qualche istante coi sopravvissuti alla tragedia, che hanno ringraziato tutte le autorità.

Migranti, naufragio nel canale di Sicilia: si temono 900 morti. Renzi: "Interventi mirati"


20 aprile 2015

20:45 - L'agenzia stampa Ansa, con un inviato a Catania, ha raccolto alcune testimonianze di sopravvissuti alla strage del barcone rovesciatosi a largo della Libia sabato notte. Dai racconti ciò che più sembra evidente è la sensazione di totale ed assoluta impotenza dei passeggeri del barcone nel momento del rovesciamento: i testimoni raccontano di 950 persone, tra cui 200 donne e una cinquantina di bambini, stipate come merce sin dentro la stiva, in spazi talmente angusti da rendere impossibile ogni movimento.

Molti di loro, raccontano i sopravvissuti, sono morti senza neppure avere il tempo e lo spazio di reagire, chiusi dai trafficanti nella pancia del barcone per evitare che, muovendosi, potessero rovesciarlo. Una "precauzione" che è stata fatale per la maggior parte dei passeggeri.

I soccorritori descrivono uno scenario altrettanto drammatico: dalle 10 di questa mattina, racconta un testimone all'Ansa, il recupero dei corpi si è praticamente fermato e il timore è che la maggior parte di loro sia annegata all'interno del barcone affondato. Solo nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, il mare restituirà forse qualcosa, qualcuno. Anche i pescherecci si sono uniti alle ricerche ed anche loro raccontano di non avere trovato alcuna persona viva.

19:22 - Le agenzie stampa battono in queste ore alcuni racconti raccolti dai soccorritori giunti per primi sul luogo della tragedia a largo delle coste libiche: i soccorritori sono arrivati nella zona dove si è capovolto il barcone a notte fonda e immediatamente hanno iniziato le ricerche a bordo dei gommoni.

"Durante le ricerche in mare dei cadaveri abbiamo trovato due persone vive in mezzo ai morti. [...] Erano allo stremo delle forze hanno urlato con le loro ultime forze perché hanno sentito il rumore del motore e siamo riusciti ad individuarli e a salvarli. Non avrebbero resistito ancora a lungo".

Il procuratore di Catania Giovanni Salvi, nel corso di una conferenza stampa oggi pomeriggio, ha escluso per il momento legami tra la criminalità organizzata e i trafficanti di uomini, anche se ci sarebbero alcune ipotesi di reato al vaglio della magistratura sulla gestione dei centri di accoglienza; Salvi ha sottolineato come Mare Nostrum sia stato storicamente più efficace di Frontex e Triton anche sotto il profilo delle indagini, perchè permetteva di individuare con maggiore efficacia scafisti e trafficanti di uomini.

Nel frattempo, in Lussemburgo il Commissario Ue per l'Immigrazione Avramopoulos ha presentato al Consiglio dei ministri Interni-Esteri un piano d'azione in 10 punti da in vista del vertice di giovedì, piano che sarebbe attuabile anche in brevissimo tempo: esso prevede il "rinforzo" delle operazioni Triton-Poseidon e la cattura e distruzione dei barconi usati dai trafficanti, oltre che una maggiore coralità di azione tra i vari paesi membri della Ue. Sempre oggi pomeriggio il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha avuto una conversazione telefonica con il presidente greco Prokopis Pavlopoulos: i due si dicono concordi sulla necessità che l'Ue rafforzi significativamente il suo ruolo nella gestione del problema migratorio nel Mediterraneo affinché questi drammi non abbiano più a ripetersi.

16:42 - Poco fa il Presidente del Consiglio Italiano Matteo Renzi ed il primo ministro maltese Joseph Muscat si sono incontrati a Palazzo Chigi a Roma ed hanno tenuto insieme una conferenza stampa congiunta nel corso della quale sono entrati nel merito della tragedia recentemente occorsa a largo della Libia, per la quale Malta si è fatta carico di gestire le salme.

Mentre in contemporanea il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferiva dal Lussemburgo l'esito del consiglio Affari Esteri dell'Ue, Renzi e Muscat a Roma richiamavano alla necessità di un'azione comune di tutti i paesi europei:

"Ora è il momento che l'Europa faccia squadra. Gli scafisti non sono dilettanti, ma criminali organizzati"

ha dichiarato il premier maltese in conferenza stampa, mentre Matteo Renzi ha chiuso ogni ipotesi di truppe di terra italiane in Libia, puntando più che altro ad "interventi mirati" per distruggere il racket della tratta di esseri umani, definita "fuori controllo" in questo momento. Sono fondamentalmente tre le ipotesi messe in campo dal governo italiano, sulle quali a breve ci sarà un pronunciamento anche del Consiglio dei ministri: la prima ipotesi riguarda il blocco navale, un tipo di azione militare finalizzata a impedire l'accesso e l'uscita di navi dai porti di un territorio.

La seconda ipotesi presa in considerazione dal nostro premier, sarebbe in concreto una serie di "operazioni mirate" per arrestare i trafficanti di uomini: missioni di polizia con alto contenuto di specializzazione da schierare nelle aree da dove partono i barconi. Solo in ultima istanza ci sarebbe l'intervento militare di terra in Libia, ipotesi impraticabile anche perchè risulta difficile individuare, data la complicata situazione politica del paese, il nemico contro il quale intervenire.

Intanto la procura di Catania ha ascoltato il cittadino del Bangladesh sopravvissuto al naufragio, il quale ha confermato che sul barcone avrebbero viaggiato circa 950 persone, di cui solo 24 sono sane e salve a terra.

Intanto è confermato il Consiglio europeo per giovedì prossimo.

14:30 - Secondo quanto rende noto un comunicato stampa della Guardia Costiera è terminato lo sbarco a Malta delle 24 salme dalla Nave Gregoretti. Da Palermo il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, il quale sta portando avanti una indagine su una rete transnazionale che gestisce i viaggi degli extracomunitari verso la Sicilia, ha descritto uno scenario drammatico di disperazione sulle coste libiche, dove ci sarebbe un milione di persone pronte a salpare.

11:51 - Secondo quanto riporta l'Ansa sono cominciate nel porto de La Valletta le operazioni di sbarco dalla nave Gregoretti della Guardia Costiera dei 24 cadaveri recuperati in seguito al naufragio avvenuto ieri davanti alle coste libiche. Nell'ospedale Mater Dei saranno eseguiti gli esami autoptici.

Strage nel Canale di Sicilia

Strage nel Canale di Sicilia

Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
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Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia
Strage nel Canale di Sicilia

Nel pomeriggio di oggi invece la riunione congiunta dei ministri degli Esteri e degli Interni europei sull'emergenza immigrazione cercherà di affrontare la questione alla luce di questa ennesima strage, che se confermata nei numeri sarebbe la peggiore di sempre (tra quelle conosciute).

Il trend europeo sembra quello di una coralità generale di condanna della tragedia, di cordoglio e di volontà di "non abbandonare" l'Italia al proprio destino, quello di grande raccoglitore delle tragedie umanitarie del Mediterraneo. Anche il portavoce di Angela Merkel, questa mattina, ha delineato una nuova posizione del governo tedesco in materia di aiuti all'Italia nel fronteggiare il problema immigrazione, aprendo ad una collaborazione più ampia in seno all'Unione Europea. Stessa linea anche per il governo francese.

"Questa è un'emergenza europea e finora le risposte, gli impegni ed i soccorsi sono stati italiani [...] non è più sostenibile una situazione in cui ad una emergenza europea si risponda solo con risorse ed impegni italiani."

ha dichiarato al suo arrivo in Lussemburgo il ministro degli esteri italiani Gentiloni. Sulla stessa linea anche Federica Mogherini, come si legge in un'intervista a La Stampa questa mattina:

"I soccorsi hanno funzionato, l'organizzazione è stata esemplare e l'Europa dovrebbe ringraziare l'Italia, ma quest'ultima tragedia dimostra che il problema delle migrazioni e delle loro vittime si risolve solo agendo alla radice, cioè impedendo che i barconi partano"

20 aprile 2015, ore 9:22 - Mentre a Malta, al porto de La Valletta, è sbarcata la nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera italiana con a bordo 24 cadaveri e 27 dei 28 superstiti del naufragio avvenuto davanti alle coste libiche, il bilancio delle vittime e dei superstiti continua a restare una grande incognita per i soccorritori:

"Alle ore 7.30 resta ancora confermato il bilancio del naufragio avvenuto nella notte tra sabato e domenica nelle acque libiche. 28 le persone salvate"

scrive la Guardia Costiera in una nota. Il barcone affondato, che sarebbe stato lungo una ventina di metri, trasportava oltre 700 persone ma un sopravvissuto arrivato al porto di Catania ieri sera ha descritto uno scenario che se confermato potrebbe aggravare di molto il bilancio della strage: 900, 950 persone, tutte imbarcate e stipate come oggetti nel barcone, alcuni addirittura chiusi nella stiva per evitare che, muovendosi, potessero far rovesciare l'imbarcazione.

I numeri devono ancora essere verificati, ma la Guardia Costiera ha confermato che il barcone che si è capovolto era in grado di portare diverse centinaia di persone ed era sovraccarico di migranti; sulla strage ieri è intervenuto anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, che ha descritto il "pesante impatto" dell'arrivo dei migranti sulle coste italiane, appellandosi all'Europa ed alle Nazioni Unite affinchè vengano in sostegno degli sforzi italiani in tal senso. Il segretario generale dell'Onu ha auspicato una "risposta globale" al fenomeno. Ai microfoni di Rtl, questa mattina, anche il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha auspicato, in breve, una riunione del Consiglio Europeo che possa concretizzare e mettere in campo un sostegno internazionale più ampio nell'affrontare il problema delle migrazioni dal nordafrica.

"Contro gli scafisti è possibile un'operazione condivisa in Europa, ma mirata. Ci sono tutte le condizioni per farlo [...] occorrono interventi mirati sugli scafisti, persone che vanno affidate alla giustizia. L'Italia ne ha arrestati 976, possibile lo facciamo solo noi? [...] Penso che il Consiglio europeo potrà tenere una posizione unanime e condivisa."

ha detto il Presidente del Consiglio italiano. Quella dell'internazionalizzazione delle forze per affrontare il problema migranti è una questione mai dibattuta abbastanza, e questo sembra anche essere il trend delle dichiarazioni proferite nel corso della giornata di ieri, sia nelle ore calde immediatamente successive agli eventi, sia in quelle successive. Da destra a sinistra infatti, sembra che la questione "fermare i barconi" sia prioritaria, oggi, nell'affrontare l'annoso problema delle tragedie delle carrette del mare.

Secondo la testimonianza di un cittadino del Bangladesh che era a bordo, la scorsa notte, del barcone rovesciatosi a largo della Libia, molte delle 950 persone erano stipate, chiuse, nella stiva dell'imbarcazione:

"Siamo partiti da un porto a cinquanta chilometri da Tripoli, ci hanno caricati sul peschereccio e molti migranti sono stati chiusi nella stiva. I trafficanti hanno bloccato i portelloni per non farli uscire [...] Eravamo in 950. C'erano anche duecento donne e 50 bambini con noi."

rivela l'uomo all'Ansa.

Oggi pomeriggio si terrà a a Lussemburgo una riunione congiunta dei ministri degli Esteri e degli Interni europei sull'emergenza immigrazione: lo ha deciso la presidenza del consiglio europeo, una riunione che dai toni delle dichiarazioni di ieri sembra avere un carattere drammaticamente urgente. Ieri Martin Shulz aveva fatto un vero e proprio "mea culpa" europeo sulla questione migranti:

"Abbiamo fatto poco"

è stato il laconico commento del politico tedesco.

Migranti, naufragio nel canale di Sicilia

Disembark Of Immigrants In Sicily

ore 18.34 - Si è tenuto il vertice straordinario fra il premier e i ministri Angelino Alfano, Paolo Gentiloni, Roberta Pinotti, Graziano Delrio, al quale hanno partecipato anche il sottosegretario ai Servizi Marco Minniti e il capo del Dis Giampiero Massolo.

Al termine del vertice il premier ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha parlato dei trafficanti di uomini come dei “nuovi schiavisti”: Renzi ha ricordato che la Giustizia italiana ha arrestato 976 persone che si sono rese protagoniste di episodi di traffico di esseri umani.

“Questa è una tragedia europea” ha detto Renzi rivolgendo un appello all’Ue:

chiediamo di non essere lasciati soli e non solo in mare. La nostra è una questione politica: bisogna bloccare il traffico di essere umani. E bisogna farlo iniziando a combattere l’idea burocratizzante secondo cui questo è un problema di serie B.



Renzi ha auspicato che si evitino le strumentalizzazioni demagogiche e che si utilizzino tragedie di questa portata per fini propagandistici.

Queste sorelle e questi fratelli morti non si salvano solo con i controlli, ma si salvano non facendoli partire,

ha aggiunto Renzi che ha poi concluso con un altro auspicio:

Bisogna smettere con l’idea che salvare le vite sia una priorità solamente italiana: i colloqui che ho avuto con Angela Merkel, François Hollande e David Cameron vanno in questa direzione

.

ore 18.07 - Sono 17 le navi impegnate nelle operazioni di soccorso. Le testimonianze dei superstiti confermerebbero la presenza di oltre 700 persone a bordo della nave. Di queste solamente 50 sarebbero state tratte in salvo, secondo quanto riferito all'Unhcr dalle autorità maltesi.

ore 18.05 - In seguito al naufragio nelle acque del Canale di Sicilia, la Croce rossa italiana ha predisposto uno sportello informazioni per la ricerca delle persone disperse. Lo sportello, attivo a partire dalle 17, è stato messo a punto presso la Croce rossa italiana di Catania, diretta da Stefano Principato. Alcuni mediatori culturali risponderanno alle richieste di informazioni che arriveranno attraverso telefono e mail. Il numero è 3893432063, la mail di riferimento è rfl@cricatania.it.

ore 13.47 - Immancabilmente è arrivato, a metà mattinata via Facebook, il commento di Matteo Salvini sulla tragedia di questa notte: per il segretario leghista si stratta di "altri morti sulle coscienze sporche di Renzi, Alfano e dei falsi buonisti".

Accusato di sciacallaggio, Salvini si difende e, anzi, gira le accuse ai mittenti invitandoli - ebbene sì - a pregare:

Se qualcuno le avesse aiutate a casa loro, e non avesse aiutato scafisti e terroristi, quelle 700 persone non sarebbero annegate.

Salvini ribadisce il concetto alle televisioni:

Cos'è cambiato a 18 mesi da Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni Ue hanno un senso ci vuole tanto a organizzare dei blocchi navali e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? L'ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti.

ore 13.09 - Il premier Matteo Renzi ha convocato a Palazzo Chigi, per le ore 17, i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni, degli Interni Angelino Alfano, della Difesa Roberta Pinotti, delle infrastrutture Graziano Delrio e il sottosegretario ai Servizi Marco Minniti. Al termine della riunione il premier terrà una conferenza stampa che avrà come oggetto la tragedia di questa notte.

ore 13.02 - Mentre non si è ancora in grado di chiarire quante persone fossero a bordo del barcone rovesciatosi questa notte, fino a questo momento sono 24 i corpi delle vittime del naufragio recuperati in mare.

Anche Papa Francesco durante la messa ha voluto ricordare le vittime di questa ennesima tragedia del mare:

Un barcone carico di migranti si è capovolto la scorsa notte a circa 60 miglia dalla costa libica e si teme vi siano centinaia di vittime. Esprimo il mio più sentito dolore di fronte a una tale tragedia ed assicuro per gli scomparsi e le loro famiglie il mio ricordo e la mia preghiera. Rivolgo un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi. Sono uomini e donne come noi, - ha aggiunto a braccio - fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre, cercano una vita migliore, cercavano la felicità, vi invito a pregare in silenzio prima e poi tutti insieme per questi fratelli e sorelle.

ore 10.48 - Mentre dal Canale di Sicilia arrivano le notizie di quella che potrebbe essere la più grande di sempre, l'account Twitter della Marina Militare, quello che dovrebbe essere uno dei principali canali di informazione per quanto sta avvenendo nel Mediterraneo non ha ancora fornito alcuna informazione ufficiale. L'ultimo retweet è delle ore 10.15 e augura una buona domenica "tutti quelli in servizio oggi in Italia e all'estero".

Stesso approccio per l'account della Guardia Costiera, attualmente "fermo" a un aggiornamento di venerdì 17 aprile.

Due esempi di come Twitter non venga utilizzato come strumento di informazione e di servizio, ma solamente come "megafono" promozionale.

ore 10.45 - Un barcone si è rovesciato questa notte, 60 miglia a nord della Libia e, secondo le prime informazioni che giungono dal Canale di Sicilia, il bilancio delle vittime potrebbe essere di circa 700 morti, vale a dire la peggiore tragedia di sempre negli attraversamenti dei migranti dal Nord Africa all’Italia.

La tragedia sarebbe avvenuta quando i soccorritori hanno raggiunto l’imbarcazione: le persone a bordo del peschereccio, infatti, si sarebbero spostati tutti su di un lato dell’imbarcazione sbilanciandola e facendola capovolgere.

Dal peschereccio era stato lanciato ieri un allarme alla Guardia Costiera poiché era stato riferito che l’imbarcazione si trovava in difficoltà. La sala operativa del Comando generale delle Capitanerie di porto ha prontamente dirottato un mercantile portoghese, l’equipaggio della King Jacob, ha raggiunto il peschereccio, ma i membri del suo equipaggio hanno visto capovolgersi l’imbarcazione e soltanto 28 persone sono state tratte in salvo.

L’operazione di salvataggio, coordinata dalla Guardia Costiera, vede impegnate altre imbarcazioni che sono state dirottate sul luogo della tragedia.

Qualora dovessero essere confermate le prime notizie provenienti dal Canale di Sicilia, la tragedia di quest’oggi, con circa 700 vittime, sarebbe la più grande di sempre: nell’ottobre del 2013 le vittime erano state 339, mentre nello scorso febbraio un altro affondamento aveva visto morire 300 migranti.

Nell’ultima settimana sono 1500 i migranti approdati sulle coste italiane, mentre dall’inizio dell’anno il triste conteggio delle vittime ci dice che ben 950 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l’Italia.

In aggiornamento

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