Gli avvocati che inventano bufale per farsi pubblicità

Lanciano da tempo notizie virali, ma false. Allo scopo di farsi conoscere e ottenere così nuovi clienti.

FRANCE-JUSTICE-SYMBOLE

In qualche caso sembra di aver assistito di qualcosa di simile a una tentata truffa, come nel caso del finto scambio di embrioni al Pertini di Roma con annessa richiesta di risarcimento danni da un milione di euro; altre volte si è trattato più semplicemente di notizie false fatte circolare su media e siti internet, notizie che per loro natura si prestano a venir diffuse su internet alla velocità alla luce. Solo negli ultimi tre mesi, stando a quanto riassume La Stampa, sono comparse queste notizie: "Il 4 aprile scorso: una 99enne di Terni ha trovato un certificato di debito pubblico dello Stato del ’56 che oggi varrebbe 177.000 euro. Il 7 aprile è una 40enne originaria di Parma che ha ereditato 5 miliardi di lire ma la Banca d’Italia si rifiuta di cambiarli. Il 14 aprile è la volta di uno spezzino 96enne: avrebbe ereditato un Bot da un milione di euro".

L'ultima è di oggi, ripresa anche da Repubblica: "Ha 97 anni e il Tribunale dopo 13 anni rinvia la causa al 2018: denunciato il Ministero". Nel sommario si spiega: "Carlo M. vuole ottenere dall'Inps un pensione d'invalidità. Ma visti i ritardi della giustizia rischia di morire prima. Così ha denunciato via Arenula per l'irragionevole durata del processo". Che cos'hanno in comune tutte queste storie? Parecchie cose: sono per loro natura virali, provengono dalla stessa associazione di avvocati, Agitalia, e soprattutto sono tutte bufale.

Storie semplicemente inventate, che vengono riprese dai mass media e che circolano su internet alla velocità della luce, provocando l'indignazione dei cittadini. "Da due anni, scrive sempre La Stampa, "un gruppo di legali le inventa, cambiando solo qualche dato, a volte utilizzando foto identiche per vittime differenti". I due avvocati che seguivano la "pratica" del 97enne sono Silvia Notaro e Francesco Conte, difficile da raggiungere e che alle prime domande si sottraggono.

Ma perché tutto questo? Perché inventare notizie? L'Aduc, l'associazione per la difesa degli utenti e dei consumatori, ha le idee molto chiare in merito: si tratta di pura e semplice pubblicità. "Le persone si rivolgono a questi legali che, per prendere in mano la pratica, chiedono un contributo iniziale di 150 euro - spiega Giuseppe D’Orta che ha più volte denunciato le false notizie sul suo canale Investire Informati - Sono legati all’avvocato Giacinto Canzona, a suo tempo pizzicato da Striscia la Notizia e sospeso per un anno dall’ordine. L’Aduc sta seguendo due persone a cui l’avvocato ha chiesto 3000 euro per una causa che non avrebbero mai potuto vincere impostata in quel modo".

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