L'Unità fallisce e all'ex direttore Concita De Gregorio vengono pignorati casa e redditi

Le tocca pagare le cause di diffamazione che l'editore, fallito, non è in grado di risarcire.

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Da quando, nel giugno scorso, la società editrice de l'Unità ha dichiarato fallimento, facendo chiudere i battenti anche allo storico quotidiano della sinistra, si è parlato quasi solamente dei tentativi più o meno peregrini di rilanciare la testata. Quello che però non ci si aspettava era che il conto (salatissimo) dei debiti lasciati dalla società sarebbe andato a pesare sulle spalle dei direttori dell'epoca e dei giornalisti.

Se n'è finalmente parlato in una conferenza stampa che si è tenuta a Montecitorio, presenti alcuni giornalisti dell'Unità ed esponenti del Fnsi: "Concita De Gregorio e altri giornalisti de L'Unità stanno pagando anche il conto dell'editore e questo non è giusto. Non solo, questa situazione rischia di minare profondamente la libertà di stampa nel nostro Paese perché nulla esclude che possa verificarsi in futuro anche in altri giornali".

La situazione è seria, perché in questi giorni l'ex direttore De Gregorio e altri giornalisti stanno ricevendo da parte delle autorità giudiziarie il pignoramento di casa e redditi, per una cifra che supera i 400mila euro. Com'è possibile? Al momento del fallimento, la società editrice Nie ha portato i libri in Tribunale dichiarando debiti per 32 milioni di euro. Il che significa che non è più in grado di pagare i creditori.

Il problema è che tra questi creditori ci sono anche coloro i quali hanno fatto causa alla testata, vincendo. In questi casi, le responsabilità economiche vengono ripartite per l'80% alla società editrice, per il 10% al direttore e per il 10% al giornalista che ha scritto il pezzo. Ma se uno dei tre non è in grado di pagare, allora spetta agli altri due sobbarcarsi la parte mancante.

In questo caso, a non poter pagare è però la società editrice, che lascia così un peso enorme sulle spalle di direttore e giornalisti, che si sono visti pignorare la casa e hanno ricevuto ingiunzioni di pagamento. Concita De Gregorio, che è stata direttore de L'Unità dal 2008 al 2011, spiega: "Questo comporta che io dovrò pagare ai creditori non la mia quota di responsabilità, ma la mia più quella di Nie, che naturalmente è molto più grande”.

C'è di più, perché i giornalisti sostengono di non essere mai stati aggiornati su come stessero procedendo le cause in corso (cosa però smentita dall'avvocato della testata). L'ex direttore deve pagare 400mila euro di risarcimenti. La giornalista Natalia Lombardo, invece, deve pagare 18mila euro e, pure lei, ha ricevuto il pignoramenteo

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