Padova: signora 90enne lascia la sua casa ai profughi facendo arrabbiare i vicini

Scossa dalle notizie che arrivano dal Canale di Sicilia, dove continuano a morire innocenti e disperati nel tentativo di scappare da fame e dittature, un'anziana 90enne veneta di Sarmeola di Rubano (Padova) ha deciso di rinunciare alla propria casa, offrendo una villetta di due piani alla cooperativa 'Percorso Vita onlus'. La signora ha affittato la sua abitazione alla metà del valore di mercato trasferendosi in una casa più piccola, permettendo così a 10 persone di avere un posto dove dormire dopo essere sfuggiti alla morte in mare.

La donna, Mara Gambato, ha condotto una vita agiata, gestendo con oculatezza il suo patrimonio, ma non ha dimenticato la vita che lei e i suoi coetanei conducevano durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. In lei è ancora vivo il ricordo della fame e della miseria, così come quello dell'emigrazione di tanti suoi conoscenti che lasciarono l'Italia durante il secolo scorso per cercare di costruirsi una vita in altri continenti lontani.

Per questo motivo difronte all'orrore del naufragio del 18 aprile scorso nel quale persero la vita circa 800 persone, non è rimasta indifferente ed ha deciso di impegnarsi in prima persona sacrificando la propria abitazione. La signora non ha voluto commentare la sua scelta di generosità lasciando che fosse Sergio Ventura, un suo nipote, a raccontare questa bella storia:

«Diciamo che ci sono cristiani a parole e persone che lo sono nei fatti. Quando ha sentito alla televisione di quelle 800 persone morte in mare e ha visto l'immobilismo dello Stato e delle istituzioni ha deciso di fare qualcosa».

Lo stesso don Favarin, gestore della cooperativa 'Percorso Vita onlus' ha deciso di ringraziare pubblicamente questa straordinaria benefattrice:

«Quando l'ho incontrata mi ha parlato anche della guerra e degli italiani all'estero e poi della difficoltà di assistere, immobile, a quei drammi. La mia impressione è che vedendo la tragedia quotidiana dei profughi abbia in parte rivissuto le difficoltà patite da lei, dai suoi amici e coetanei. È la dimostrazione di un'altra cultura veneta, che purtroppo spesso viene oscurata dall'intolleranza di certi».

Parlando dell'intolleranza di "certi", don Favarin ha probabilmente fatto riferimento anche a Massimo Bitonci, sindaco leghista di Padova, che ha organizzato una fiaccolata per il prossimo 15 maggio per protestare contro l'accoglienza - comunque insufficiente - che lo Stato sta riservando ai migranti.

La stessa intolleranza la si può cogliere anche nelle parole dei vicini di casa di Mara Gambato, che non vedono di buon occhio le 10 persone provenienti da Gambia e Guinea Bissau che sono andate a vivere in quella casa:

«Si comportano bene ma hanno un altro modo di vivere; hanno lasciato fuori l'immondizia e sparpagliato gli stendibiancheria in giardino. Quando ho saputo che sarebbero arrivati ho pianto per giorni. Le mamme non mandano più i figli a prendere il gelato da soli perché spesso 'loro' si siedono in quella panchina. Non fanno niente ma la gente non si sente sicura e noi rischiamo di perdere i clienti»

Decenni di diffuso benessere hanno fatto dimenticare a molti un passato neanche troppo lontano nel tempo. E' proprio vero quello diceva Indro Montanelli: "Un Paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un domani".

Migrants Crossing From North Africa Transit To Europe

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