Arenzano, due sub hanno perso la vita durante una visita al relitto della Haven

Sono due cittadini olandesi, un terzi di cittadinanza tedesca è ricoverato in ospedale a Genova.

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Tragedia in mare questa mattina a largo di Arenzano, in Liguria a pochi chilometri da Genova, dove due sub hanno perso la vita mentre erano impegnati nella visita del relitto della Haven. La petroliera affondata nel 1991 è un meta famosa per il turismo subacqueo, appassionati giungono da tutto il mondo per esplorare quello che si ritiene essere il più grande relitto visitabile al mondo. Questa mattina un gruppo di subacquei stranieri avevano appena iniziato la loro escursione, tre di loro sono stati subito colpiti da un malore. Sul posto sono giunte subito delle motovedette, sono appearse subito gravi le condizioni di uno di loro, si sono rivelate inutili le manovre di rianimazione.

Gli altri due sono stati trasportati in elicottero all'ospedale San Martino di Genova, dove poco dopo si è purtroppo registrato un secondo decesso. Il terzo, un cittadino tedesco, è tutt'ora ricoverato, le vittime invece sono due cittadini olandesi. Secondo una prima ricostruzione i tre facevano parte di una comitiva di sette persone, le altre quattro non si sarebbero immerse, il malore avrebbe colpito gli escursionisti quasi subito, non erano ancora scesi in profondità. Si è appreso che le bombole non era state noleggiate sul posto, ma le avevano portate con se da casa. Sono state ovviamente poste sotto sequestro.

In attesa dell'autopsia che permetterà di capire con precisione le cause di questa tragedia, il pm Marcello Maresca ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Soltanto un mese, un altro sub aveva perso la vita nello stesso luogo, si trattava Julien Giller, un trentaquattrenne svizzero. In generale dal 2011 si registra almeno una vittima all'anno e potrebbe non essere un caso. Il relitto è visitabile dal 1999, fino a quattro anni fa soltanto le guide iscritte in un apposito elenco potevano guidare le escursione. Questo elenco è stato abolito proprio nel dicembre 2010, l'allora assessore Gabriele Cascino spiegò che l'abrogazione era stata di fatto dettata dalle pressioni dell'Unione europea che la riteneva in contrasto con il principio di libera circolazione delle persone e delle merci. Sarà, di fatto però da allora la scia di morte non sembra arrestarsi.

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