Usa: la polizia ha ucciso 385 persone nel 2015

2,6 morti al giorno. Un ritmo doppio rispetto a quello che si è registrato nello scorso decennio.

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Se i ritmi continueranno come sono andati nei primi mesi del 2015, entro la fine dell'anno negli Stati Uniti le persone uccise dalla polizia potrebbero toccare quota mille. Stando a quanto riferito dal Washington Post, infatti, sono 385 le persone uccise dalla polizia nei primi 5 mesi del 2015, un ritmo che è il doppio di quello che si è registrato nello scorso decennio.

È evidente come la notizia riporti alla mente le tante uccisioni di afroamericani disarmati che si sono succedute nell'ultimo anno. E in effetti, anche se il numero dei morti in generale è abbastanza "distribuito" tra le varie etnie (metà i bianchi), si nota facilmente come le implicazioni razziali ci siano eccome: tra le persone uccise nonostante fossero disarmate, i neri e i latini sono i due terzi del totale.

Un dato che fa riflettere sul possibile razzismo della polizia; quanto meno sul fatto che una persona di colore sia generalmente ritenuta più pericolo dal poliziotto, che tende a reagire aprendo il fuoco anche se questa non è armata. Nel complesso, però, la cosa che fa più impressione è come la polizia abbia ucciso, in media, 2,6 persone al giorno, mentre negli ultimi quindici anni si era sempre rimasti attorno all'1,1 morto ammazzato al giorno.

Ma perché succede tutto questo? Il fatto è che negli Stati Uniti la polizia ha maggiore possibilità di fare uso di forza letale, deve solo dimostrare che la loro vita o quella di altri fosse in pericolo. Un principio di massima che alcuni vorrebbero importare anche in Europa, ma forse i numeri che arrivano sui morti ammazzati nonostante fossero disarmati faranno cambiare idea.

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