Francia, Foreign Fighters: una madre fa causa allo Stato per 110mila euro

La madre del ragazzo: "le partenze per la jihad devono finire". Ma Il ministero dell'interno rigetta la richiesta della donna

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Era la notte tra il 27 e il 28 dicembre, quando Brian (16 anni), dopo essersi convertito all'Islam, ha deciso di partire per la Turchia. Successivamente, l'adolescente è andato in Siria per combattere a fianco della Jihad. E pare proprio che sia ancora lì, perché di tanto in tanto telefona ai genitori a Nizza.

La madre, però, non ci sta. Lei quella notte aveva telefonato al Commissariato di Nizza e all'aeroporto per fermare il figlio. Nessuno, però, l'ha aiutata e così si è convinta a chiedere al tribunale amministrativo di Parigi un consistente risarcimento da parte dello Stato: 110mila euro in totale. A tale riguardo, la donna ha rilasciato anche una dichiarazione alla stampa: "la polizia ha commesso un grave errore, c'è stata una mancanza di discernimento vi sto che si trattava di un minore, non accompagnato, che stava andando da solo in Turchia senza bagagli. Vogliamo che si prenda coscienza dello sbaglio, le partenze per la jihad devono cessare".

Il ministero dell'Interno, per parte sua, ha già rigettato qualsiasi tipo di risarcimento. In una lettera, inviata alla madre, spiega che il ragazzo, al momento dell'imbarco, non era soggetto a provvedimenti restrittivi e che la carta d'identità era in regola. Dunque non c'è stato nessun errore, Brian era nel pieno diritto di andare in Turchia.

La Francia, per motivi di sicurezza, ha istituito un numero verde per contrastare il fenomeno dei Foreign Fighters. Ivi, si può segnalare la scomparsa di persone sospettate di essersi avvicinate allo jihadismo. Delle 1864 persone segnalate finora, circa un quarto sono minori. Inoltre, si ravvisa che i francesi che combattono attualmente in Siria sono circa 500.

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