Nasce la Chiesa della Cannabis

Succede negli Stati Uniti, in Indiana. Domani l'inaugurazione.

Mancano solo gli ultimi dettagli. Stando a quanto si legge sul profilo Facebook, infatti, in queste ore si sta lavorando con pennelli e mobili per sistemare definitivamente quella che, domani alle 11, ora locale, sarà presentata al mondo come la prima Chiesa della Cannabis. Ebbene sì, una chiesa in cui si adora la marijuana. Succede in Indiana, negli Stati Uniti, e non è nemmeno più di tanto uno scherzo.

Nonostante l'Indiana non sia uno degli stati Usa che ha legalizzato la cannabis, ha comunque dato la sua benedizione alla nascita di questo luogo di culto; il fisco ha infatti garantito alla chiesa lo status di organizzazione di beneficenza e, di conseguenza, un trattamento 'speciale', visto che le donazioni potranno essere detratte dalle tasse. L'indirizzo, invece, non è ancora noto (viene divulgato solo ai volontari che vogliono dare una mano) ma sarà fatto sapere a tutti entro breve.

Bill Levin, che si è proclamato Ministro dell'Amore e Grand Puba (non il rapper) dell'organizzazione - se volete vedere che tipo sia, lo trovate nel video in cima al post - ha fatto sapere che si tratta di "un posto piccolo, umile, e di cui amiamo ogni singolo mattone". Dopo la conferenza stampa e il termine dei lavori, inizieranno gli incontri e gli eventi, pare a partire dal primo luglio. Per capire che cosa viene adorato qui dentro, però, ci si può basare su quanto già annunciato: "La Cannabis è la nostra fonte di salute, è il nostro amore, cura le malattie e la depressione. La abbracciamo con tutto il nostro cuore e la nostra anima, individualmente e come gruppo". Probabilmente per evitare guai o per altre ragioni, però, ci tengono a giustificare che "non adoriamo la cannabis, noi celebriamo la grande avventura della vita. Si tratta di un ingrediente vitale per i nostri corpi e le nostre menti. Ci avvicina gli uni agli altri e ci porta verso l'amore".

Come ogni chiesa che si rispetti, ha anche i suoi comandamenti, che in verità sono più che altro suggerimenti: "Non fare l'imbecille. Quando ti svegli, vestiti. Aiuta gli altri non per denaro ma perché serve. Tratta il tuo corpo come un tempio. Non ferire nessuno volontariamente. Coltiva gli alimenti, alleva gli animali e accogli la natura nella tua routine. Non fare il troll su internet. Dedica 10 minuti al giorno alla contemplazione della vita. Proteggi chi non può proteggersi da solo. Ridi spesso, divertiti, sii positivo".

Da notare, comunque, come tutto questo nasca come provocazione in seguito a una legge religiosa dell'Indiana appena firmata che "impedisce allo stato di limitare i principi religiosi dei propri cittadini. Il fatto notevole è che è formulata in un modo per cui prevede che «il governo può limitare l’esercizio della religione di un proprio cittadino solo quando viola gli interessi del governo»: secondo gli stessi sostenitori della legge, significa che i negozianti cristiani potranno rifiutarsi di servire i propri clienti omosessuali senza per questo essere accusati di fare discriminazione". Problemi sulla religione negli Stati Uniti erano nati anche con i Nativi Americani, che si erano infine visti riconoscere il diritto di consumare peyote durante i loro rituali. Insomma, la questione è molto più seria e complessa di quel che sembra a un primo impatto.

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