Terrorismo, la Jihadista italiana Fatima: "Decapitiamo in obbedienza alla sharia e lo Stato Islamico è perfetto"

Il Corriere della Sera parla su skype con la jihadista di Torre del Greco

Bandiera Isis

7 Luglio 2015 - Maria Giulia Sergio, nota come Fatima Az Zahara, la jihadista di Torre del Greco ricercata per associazione con finalità di terrorismo, ha rotto il silenzio. Ha rilasciato delle dichiarazioni via Skype a Il Corriere della Sera.

All'inizio della conversazione, "Lady Jihad", partita per la Siria lo scorso anno insieme al marito albanese Aldo Kobuzi, chiede notizie dei suoi familiari, tutti arrestati. Per lei l'operazione antiterrorismo di una settimana fa, che ha coinvolto i suoi cari pronti a raggiungerla "è un buco nell’acqua perché non serve a niente. È illogico ed è irragionevole che la polizia italiana decida di arrestare queste persone".

A suo avviso, dice al giornale di via Solferino, le intercettazioni raccolte dalla Digos negli ultimi mesi non dimostrano nulla: "I messaggi che mi scambiavo con i miei genitori e mia sorella non erano di incitamento al jihad o qualcosa del genere. Noi parlavamo di come i miei genitori avrebbero potuto fare una buona vita, qui nello Stato islamico".

Sul comportamento dell'Isis, poi, Fatima non ha nessuna perplessità sul fatto che si agisca secondo un criterio di giustizia "Noi quando decapitiamo qualcuno, dico noi perché anche io faccio parte dello Stato islamico, quando facciamo un’azione del genere, stiamo obbedendo alla sharia [...] Questi che vengono decapitati sono ladri, sono ipocriti, agiscono come spie nello Stato islamico. E riportano le informazioni ai miscredenti per poi attaccarci".

Per quanto concerne la condizione femminile e le torture, l'impostazione rimane identica: "Qui non schiavizziamo le donne ma le onoriamo. Basta usare sempre i soliti argomenti [...] Lo Stato islamico, sappi, è uno Stato perfetto. Qui non facciamo nulla che vada contro i diritti umani. Cosa che invece fanno coloro che non seguono la legge di Allah. Allah comanda che al ladro venga tagliata la mano. Perché questo sia un esempio per tutti. Così nessuno più si permetterà di venire qua a rubare".

E rispedisce le accuse di violazione dei diritti umani al mittente: "Tu conosci le storie di Guantanamo o delle altre prigioni nascoste. Lo Stato islamico non tortura nessun prigioniero, okay?".

Infine, la ex studentessa di Biotecnologie della Statale di Milano, afferma che ad essere sotto attacco è lo Stato Islamico: "Tu sai che tutto il mondo ci attacca? Lo sai vero questo? Ti faccio solo un esempio: due giorni fa è arrivato qui, un aereo autocomandato carico di esplosivo per distruggere non so quante…. (comunicazione interrotta)".

Terrorismo, 10 arresti in Italia: erano pronti a partire per la Siria


14:26

- Come già spiegato dagli inquirenti questa mattina l'operazione antiterrorismo "Martese", condotta dalla Polizia, ha riguardato specificatamente due nuclei famigliari, uno formato da cittadini italiani convertiti da qualche anno all'Islam e determinati secondo le indagini a partire per la Siria, e l' altro composto da cittadini di nazionalità albanese residenti nella provincia grossetana.

A tutti e 10 sono contestate a vario titolo le accuse di associazione con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo. Secondo il pm Maurizio Romanelli gli arrestati erano pronti a partire per la Siria ma non avevano pianificato attacchi in Italia o in Europa.

1 luglio 2015, ore 9:28 - È scattata all'alba ed è ancora in corso una vasta operazione della polizia che ha portato all'arresto di 10 persone in Italia, l'accusa per loro è quella di associazione e organizzazione di viaggio con finalità di terrorismo. L'operazione è denominata "Martese" e si è svolta nelle province di Milano, Bergamo, Grosseto e in Albania, le indagini sono state condotte dalla Digos di Milano. Ad essere colpiti i componenti di due famiglie, legate da un matrimonio che si è svolto l'anno scorso, quello tra l'italiana Maria Giulia Sergio e l'albanese Aldo Kombuzi. I due si sono legati lo scorso settembre e si sono uniti all'Isis raggiungendo la Siria attraverso la Turchia, da lì avrebbero convinto i loro familiari ad unirsi alla guerra santa.

Le persone arrestate sono quattro italiani, 5 albanesi e un canadese, tra i fermati anche il padre, la madre e la sorella della Sergio, 27enne originaria della Campania ma residente a Scansano in provincia di Grosseto. L'indagine, partita lo scorso ottobre, ha preso il via dalle intercettazioni telefoniche di un uomo deputato allo smistamento dei foreign fighters, grazie alle quali è stato possibile ricostruire gli spostamenti che hanno portato in Siria la Sergio e il marito. La donna subito stava provando a convincere il resto della famiglia a unirsi a loro.

La svolta qualche giorno fa quando è stata intercettata una comunicazione via computer tra la donna e i suoi familiari, in particolare alcuni di loro avevano appena ritirato il passaporto rinnovato, questo ha spinto la polizia ad accelerare i tempi e a intervenire. Alle 11 ci sarà una conferenza stampa con la quale saranno diffusi ulteriori dettagli.

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