Boko Haram all’attacco delle moschee: 150 morti

Una nuova ondata di attacchi ha fatto 150 vittime nello stato nigeriano di Borno

Sono 150 i fedeli musulmani uccisi negli ultimi giorni dai combattenti di Boko Haram, nello Stato di Borno, in Nigeria. La strage più ingente di questa nuova ondata di attacchi si è verificata nel villaggio di Kukawa, dove mercoledì notte un gruppo di uomini armati ha ucciso 97 persone, fra cui donne e bambini. Una cinquantina di miliziani hanno attaccato diverse moschee durante le preghiere serali per la sospensione del digiuno del Ramadan. Gli jihadisti non si sono fermati nemmeno dinnanzi ai bambini.

Con le stesse modalità sono stati attaccati due villaggi nei pressi di Monguno, dove sono stati uccisi 48 uomini che avevano terminato le preghiere in moschea.

Oggi undici militanti di Boko Haram sarebbero stati decapitati da dei loro colleghi. Un delirio nichilista e distruttore che non conosce pietà e non si ferma di fronte a niente.

Secondo Mahmud Babagana, rappresentante del Sindacato nazionale dei trasporti su strada, molti jihadisti si starebbero ribellando e, stanchi di queste stragi, starebbero per consegnarsi alle autorità:

La verità è che molti di questi uomini sono stanchi di uccidere e stanno cominciando a pentirsi. Ma Boko Haram non permette loro di andarsene.

Dopo che il neo-presidente Muhammadu Buhari è salito al potere il 29 maggio scorso promettendo di schiacciare i terroristi, Boko Haram ha deciso di intensificare i propri attacchi uccidendo 400 persone nell’ultimo mese.

Strage in dormitorio

Via | Ansa

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