Egitto, autobomba al consolato italiano: morto l'ultimo attentatore

9 novembre 2015 - E' stato ucciso durante una sparatoria al Cairo uno dei leader dell'ala egiziana dell'Isis ritenuto la mente che pianificò l'attentato "al consolato italiano" del luglio scorso.

Come si è potuto appurare successivamente infatti l'attacco non era rivolto al consolato italiano ma a un magistrato egiziano, solito effettuare un percorso molto abitudinario per recarsi in tribunale, che secondo l'islam radicale egiziano si sarebbe macchiato di crimini contro la religione. Il magistrato era nel collegio che ha giudicato i leader dei Fratelli Musulmani.

Il presunto attentatore, Ashraf Ali Ali Hassanein alGahrabli, era stato coinvolto in numerosi altri attacchi tra cui gli omicidi di un cittadino croato e di un americano. Oggi è morto in seguito ad una sparatoria con le forze di sicurezza.

Egitto, autobomba al consolato italiano: uccisi due presunti attentatori

28 luglio 2015 - Secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza egiziana, la polizia ha ucciso ieri a Il Cairo due sospettati dell’attentato al consolato italiano dello scorso 11 luglio. L’uccisione dei due ricercati sarebbe stata compiuta nel corso di un raid, in un appartamento della capitale. Nella sparatoria che avrebbe avuto luogo tra forze dell'ordine e i jihadisti è morto anche un civile. I feriti risulterebbero nove.

Al quotidiano Al Ahram, un ufficiale della sicurezza ha dichiarato:

"Le due vittime facevano parte del gruppo fondamentalista Ajnad Misr, letteralmente "Soldati d'Egitto", fondato da Humam Muhammed nel 2013 dopo la separazione dal gruppo Ansar Bait al-Maqdis, ed è tristemente noto per gli attentati portati contro le forze di sicurezza, in un Paese in cui gli attacchi contro la polizia e l'esercito sono aumentati esponenzialmente dopo il colpo di Stato del 2013"

Identificati tre attentatori


17:26

- Al Arabiya, riportando fonti della sicurezza egiziana, ha annunciato che sarebbero stati identificati tre presunti autori dell'attentato di sabato 11 luglio al consolato italiano al Cairo. Si tratterebbe di Tarek Abdel Sattar e Hussein Barakat Hussein Mabrouk, originari di Bani Suef in Alto Egitto, e Hussein Samir Bassiouni di Fayoum a sud del Cairo e farebbero parte del gruppo di Ansar Beit el Maqdes attivo nel Sinai.

Lunedì 13 luglio 2015 - In Egitto si fa strada l'ipotesi che l'attentato al Cairo di sabato scorso non fosse realmente indirizzato all'Italia: il vero obiettivo potrebbe essere stato il giudice Ahmed al Fuddaly, vicino al Presidente Abdel Fattah al-Sisi. A diffondere questa teoria è il movimento politico Corrente dell'Indipendenza, che ha messo in evidenza come il consolato italiano, l'edificio maggiormente colpito dall'esplosione, sia vicino all'Alta Corte egiziana e lo scoppio è stato proprio poco prima che passasse al Fuddaly.

Gentiloni: "Non ci faremo intimidire"


Domenica 12 luglio 2015

19:03 - L’intervista rilasciata da Matteo Renzi a Barbara Serra di Al Jazeera alcuni giorni fa è stata pubblicata quest’oggi sul sito della nota emittente panaraba. Nel corso dell’intervista Matteo Renzi definisce l’attuale presidente al-Sisi come un grande leader e ribadisce l’intenzione, da parte dell’Italia, di supportarne la leadership:

Penso che al-Sisi sia un grande leader. Credo che la posizione dell’Egitto sia assolutamente cruciale nel Mediterraneo e penso che dopo molte crisi, polemiche, tensioni, l’Egitto abbia finalmente investito nel futuro con la leadership di al-Sisi. (…) Voglio essere molto franco. In questo momento l’Egitto verrà salvato solo grazie alla leadership di al-Sisi, questa è la mia posizione personale e sono orgoglioso della mia amicizia con lui e io lo sosterrò nella direzione della pace perché il Mediterraneo senza l’Egitto sarebbe senz’altro un luogo senza pace.

Domenica 12 luglio, ore 15:36 - Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, sarà al Cairo domani per alcuni incontri dopo l’attentato di ieri al palazzo del consolato italiano che ha fatto una vittima. Gentiloni ha definito l’attacco come un

tentativo di intimidire l'Italia impegnata accanto al governo egiziano nella lotta contro il terrorismo.

Le attività del consolato italiano rimarranno sospese finché non si troverà una nuova sistemazione. Intanto il governo egiziano, tramite il portavoce del ministero degli Esteri, Badr Abdul Atti, ha comunicato l’intenzione di farsi carico della ricostruzione dell’edificio.

Attentato rivendicato dall'Isis?


Sabato 11 luglio 2015

18:15 - Secondo il SITE Intel Group, che monitora l'attività su internet dei militanti dell'Isis, lo Stato Islamico avrebbe rivendicato l'attentato al Consolato italiano avvenuto oggi al centro del Cairo, provocando un morto e dieci feriti.

Su un account considerato vicino all'Isis si legge:

"Grazie alla benedizione di Allah i soldati dello Stato Islamico hanno fatto esplodere 450 kg di esplosivo piazzati dentro una macchina parcheggiata davanti al Consolato italiano al Cairo"

15:50 - Fonti dei Servizi segreti italiani riferiscono che, anche se l'attentato di stamattina al Cairo era diretto al consolato italiano, occorre considerare che non c'era la volontà di compiere una strage, perché gli uffici erano chiusi e dentro non c'era nessuno, se gli attentatori avessero voluto uccidere molte persone avrebbero agito all'ora di punta. Non c'è stata ancora alcuna rivendicazione, ma l'intelligence italiana pensa che si possa trattare della Fratellanza musulmana.

13:30 - Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha definito l'attentato di stamattina al Cairo "un attacco contro la presenza internazionale e un attacco diretto all'Italia" in quanto Paese impegnato nella lotta contro il terrorismo. Il titolare della Farnesina ha spiegato che proprio il consolato italiano era l'obiettivo dell'autobomba e ha ribadito la determinazione dell'Italia a combattere l'Isis. Gentiloni ha anche confermato che la vittima è un poliziotto egiziano.

11:25 - Sta salendo purtroppo il bilancio delle persone ferite dall'esplosione causata da un'autobomba nei quartiere residenziale di Boulac al Cairo questa mattina presto. Il ministero della Salute egiziano ha detto che sono nove i feriti e due di loro sono gravi. È stato anche confermato un morto. Nonostante l'esplosione, che si è sentita in tutta la città talmente è stata forte, sia avvenuta nei pressi del consolato italiano, non ci sono italiani tra i feriti, anche perché gli uffici a quell'ora erano chiusi. La deflagrazione ha danneggiato fortemente sia la facciata esterna del consolato sia alcune abitazioni limitrofe.

Per ora non c'è stata alcuna rivendicazione. Intanto il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha scritto in un tweet che l'Italia non si fa intimidire e ha confermato l'assenza di vittime italiane esprimendo vicinanza alle persone colpite e al personale del consolato. Si è attivata l'unità di crisi della Farnesina e il personale dell'ambasciata al Cairo è andato sul posto a verificare la situazione.

La zona dell'attentato è stata transennata dalla polizia, sono anche arrivati artificieri ed esperti per fare chiarezza sulla dinamica dell'esplosione.

8:10 - Secondo fonti della sicurezza egiziana ci sarebbero un morto e due feriti e non cinque feriti come riferito in precedenza.

Esplosione al Cairo nella zona del consolato italiano


Sabato 11 luglio 2015 - In Egitto, a El Cairo, questa mattina alle ore 6:30 locali si è verificata una fortissima esplosione su El Galaa Street, al centro della città, ed è stato fortemente colpito l'edificio che ospita il consolato italiano.

Fortunatamente il palazzo era ancora chiuso e non c'era nessuno dentro, ma secondo i medici che sono arrivati sul posto ci sono cinque feriti: due poliziotti di guardia all'edificio e tre passanti.

Fonti ufficiali parlano di un'autobomba e dunque è lecito pensare che si tratti di un attentato. Nelle prossime ore avremo maggiori informazioni, intanto su Twitter sono state pubblicate alcune foto dell'edificio colpito dall'esplosione, un palazzo color rosso pompeiano con due colonne bianche ai lati della porta d'ingresso. In pratica l'esplosione ha fatto crollare mezza facciata dell'edificio.

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