Blocchi anti-immigrati, scontri a Roma: 2 arresti, 1 denunciato e 14 agenti feriti (video)

CasaPound e Forza Nuova protestano a Roma e Treviso con i cittadini che non vogliono gli immigranti: scontri violenti con la Polizia

18 luglio 2015 ore 14:10 - E' tornata la campa a Casale San Nicola, a Roma, dopo gli scontri antiimmigrati di ieri pomeriggio durante i quali ci sono stati numerosi arresti, feriti e contusi.

La notte è trascorsa tranquillamente e in giornata, secondo quanto si apprende, non sono attesi nuovi trasferimenti nella struttura e la stessa organizzazione di estrema destra Casapound sta valutando se proseguire il presidio. Nel frattempo, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, il questore Nicolò D'Angelo ha aperto un fascicolo per l'erogazione del DASPO (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) per tutti coloro che saranno individuati in esito alle indagini.

Dal Viminale fanno sapere che il piano di smistamento degli stranieri andrà avanti.

Aggiornamento ore 19:15 - Il bilancio finale degli scontri tra le forze dell'ordine ed i manifestanti, tra i quali anche gli attivisti di CasaPound Italia, è stato aggiornato. Secondo la Questura sono addirittura 14 gli agenti feriti a causa degli scontri, durante i quali sono stati lanciati diversi sassi, bottiglie e sedie. Due tra i manifestanti sono stati arrestati, una persona è stata denunciata a piede libero ed altri 15 sono stati identificati. CasaPound comunque ha promesso di non arrendersi come ha affermato il vicepresidente di Cpi Andrea Antonini:

"Quello che è accaduto oggi a Roma nord è una vergogna per questo paese. Hanno vinto i traditori dello Stato. Hanno provocato gli scontri strappandoci il megafono di mano e dandocelo in faccia, hanno caricato donne e anziani in presidio sotto il sole cocente, e alla fine hanno fatto entrare i sedicenti 'profughi' nella ex scuola Socrate. A bordo di quel pullman non sembravano esserci siriani o eritrei in fuga dalla guerra, ma immigrati nordafricani sulle cui facce più che devastazione abbiamo visto sberleffo: dito medio alzato e smartphone alla mano per riprendere i residenti a piedi mentre loro percorrevano la strada che li portava al centro di accoglienza nell'autobus con l'aria condizionata e sotto l'amorevole scorta della polizia. Siamo stati qua con i residenti per quasi tre mesi e certo non ce ne andremo ora. Saremo al loro fianco per continuare questa protesta contro una decisione al di fuori di ogni logica che ha consentito una vera e propria invasione di immigrati in un'area in cui abitano solo 250 famiglie, non ci sono servizi, non c'è presidio delle forze dell'ordine. Colpisce la determinazione di questi italiani,di queste donne romane, che non hanno esitato ad affrontare a mani alzate le forze dell'ordine per non subire quello che loro stessi giustamente hanno chiamato un abuso di potere. Non stupisce invece lo sbigottimento, la delusione, di fronte alla reazione, per loro giustamente incomprensibile, di uno Stato che mai come in questo caso non si è dimostrato degno di questo nome. Ma è anche da Casale San Nicola che parte la riscossa degli italiani che non si arrendono, di un popolo stanco di subire e che a questo punto esige di essere ascoltato".

Il Presidente del XIV municipio ha invece espresso la sua solidarietà alle forze dell'ordine, condannando quanto accaduto oggi con il 'contributo' di CasaPound Italia:

"Il municipio ha fatto tutto il possibile per impedire che la situazione degenerasse e che in una manifestazione, ormai strumentalizzata politicamente, finissero cittadini impauriti. Chi soffia sul fuoco della tensione sociale compie un atto profondamente irresponsabile e mette in pericolo i cittadini, seguendo una logica che ha come unico obiettivo la violenza. Lo Stato, anche attraverso la Prefettura, ha il dovere di difendere i più deboli, sempre e comunque, ed in questo caso non c’è dubbio che i più deboli siano i migranti, uomini e donne che fuggono dalle guerre, fame e povertà. Noi intanto andiamo avanti con il nostro lavoro sul territorio, ogni giorno al fianco di chi è più debole, al fianco delle famiglie e degli anziani dei nostri quartieri, per dare aiuto e assistenza veri e per promuovere integrazione e convivenza pacifica".

Aggiornamento ore 16 - Come promesso, il Prefetto Gabrielli non ha cambiato programma. La polizia ed i carabinieri in tenuta antisommossa hanno caricato i manifestanti di Casale San Nicola ed hanno fatto entrare i primi 19 profughi all'interno dell'ex Scuola Socrate, destinata a diventare un centro d'accoglienza che può ospitare fino a 100 persone, comprese donne e bambini. In un primo momento le forze dell'ordine hanno cercato di mediare con i manifestanti, un misto tra i residenti e gli attivisti di CasaPound.

Difronte alla ferma volontà di non far passare i blindati ed il pullman con a bordo i profughi, la polizia è stata costretta a caricare per liberare la strada. I manifestanti hanno risposto alle cariche lanciando sassi ed anche sedie, causando il ferimento di 4 agenti di polizia. Non si conosce invece il bilancio dei feriti tra i manifestanti.

Aggiornamento da Roma, ore 13:22: atmosfera incandescente a Roma sulla Cassia. Gli abitanti di Casale San Nicola, spalleggiati dagli attivisti di CasaPound Italia, si stanno opponendo in tutti i modi alla forze dell'ordine, che premono per liberare la strada e portare gli immigrati nel nuovo centro di accoglienza istituito nell'ex scuola Socrate. Si sono già verificati scontri e la situazione rischia di degenerare. Il Prefetto per ora non è disposto a fare passi indietro: "Abbiamo inviato 19 richiedenti asilo ma i residenti della zona stanno facendo un blocco stradale per evitarlo. Ovviamente queste persone entreranno nel centro rimuovendo il blocco. Noi non faremo nessun passo indietro. Io cerco sempre il confronto ma se dall'altra parte questo confronto è pretestuoso o delatorio allora mi trovo con le spalle al muro e posso solo andare avanti. A quel punto ognuno si prenderà le proprie responsabilità".

I profughi di Treviso verranno spostati

Aggiornamento su Treviso: Il Sindaco Mauro Dal Zilio di Quinto di Treviso ha vinto il suo braccio di ferro con il prefetto di Treviso. I 101 migranti ospitati all'interno del complesso ex-Guaraldi entro questa sera verranno spostati dalle forze dell'ordine. Dal Zilio ha spiegato che verranno sistemati nell'ex caserma Serena, al confine tra Casier e Treviso, una struttura non più utilizzata ma adeguata all'accoglienza.

Uno dei manifestanti ha accolto con gioia la notizia: «È una grande vittoria frutto di una battaglia condotta civilmente, a parte qualche intemperanza. E soprattutto in un clima di grande solidarietà anche da parte delle persone che non abitano nel condominio».

Blocchi anti-immigrati a Roma e Treviso

Forti proteste da parte di cittadini che si oppongono all'accoglienza dei migranti sbarcati in Sicilia nei giorni scorsi. Ieri il Prefetto di Treviso ha disposto la sistemazione di 101 migranti, che hanno presentato richiesta di asilo politico - provenienti prevalentemente dal Mali -, in alcuni appartamenti del complesso ex-Guaraldi a Quinto di Treviso, già abitato da diverse famiglie. I residenti hanno cercato di opporsi in ogni modo, decidendo anche di abbandonare le proprie abitazioni rifiutando di condividere gli stessi spazi con gli immigrati.

Le famiglie si sono accampate dinanzi al complesso in segno di protesta contro questa convivenza imposta dal Prefetto. Uno dei residenti ha manifestato la propria frustrazione spiegando i motivi della sua rabbia: «Ormai il disastro è fatto. Sono qui e non andranno più via. E noi che abbiamo fatto il mutuo che finiremo di pagare fra dieci anni ci troveremo con un appartamento svalutato, perché questo sarà per sempre il quartiere dei neri».

La rabbia è montata ancora di più quando sono arrivati i camion con tutti gli oggetti utili ad arredare le case assegnate alla cooperativa che ha coordinato questa accoglienza. I residenti hanno cercato di impedire che sedie, tavoli e altro venisse scaricato dai camion, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Alle due di notte un gruppo di militanti di Forza Nuova, accompagnati da alcuni residenti, ha fatto irruzione all'interno di un appartamento al piano terra dove erano stati stipati oggetti non ancora distribuiti.

Alcune cose - tra le quali sei televisori - sono state prese, accatastate poi in strada e date alle fiamme. Sono state poi sottratte scorte di generi di prima necessità, ma anche mobili e televisori, portati al campeggio improvvisato. Il segretario generale Davide Visentin e il dirigente Sebastiano Sartori hanno spiegato che quello era il loro “bottino di guerra” aggiungendo che porteranno “tutto ai veneti che sono stati colpiti dalla tromba d'aria a Dolo e Mira. Noi siamo qui per difendere gli italiani ed i nostri confini. Questa è Italia, non Africa. E ci sembra un bel modo per ricordare la vittoria della Prima guerra, quando questi confini sono stati fissati”.

Questa mattina a Quinto è arrivato anche il Presidente della Regione Luca Zaia, che si è schierato al fianco dei residenti: “Va chiuso urgentemente questo presidio e gli immigrati devono andarsene. Lo dico anche perché, pur essendo noi contrari ad ogni forma di ospitalità, perché abbiamo già 517 mila immigrati, pur avendo già dato, se una vuole trovare una soluzione questa è la peggiore che si possa trovare: mettere un centinaio di persone immigrate che non sanno nulla del Veneto e noi non sappiamo chi sono, metterli in un condominio accanto a famiglie con bambini piccoli vuol dire non avere assolutamente cognizione di cosa significa”. Anche il segretario Matteo Salvini ha espresso la sua solidarietà, annunciando una sua visita domani: “Quello che sta accadendo è intollerabile, via il prefetto se non è in grado di gestire. Questi immigrati devono andar via. Sia chiaro: noi non avalliamo alcun tipo di violenza”.

Anche a Roma non si respira un'aria migliore. Questa mattina un gruppo di cittadini di Casale San Nicola ha bloccato la Cassia per impedire alla polizia di scortare all'interno dell'ex scuola Socrate un centinaio di rifugiati. Al loro fianco ci sono gli attivisti di CasaPound Italia, che già nei giorni scorsi avevano promesso battaglia quando il Prefetto Franco Gabrielli annunciò di voler creare un centro d'accoglienza nell'ex Scuola. Questa la nota di CasaPound:

"Per quasi 80 giorni siamo stati al fianco dei cittadini di Casale San Nicola per impedire che, contro ogni logica e minimo buon senso, in questo quartiere abitato da sole 250 famiglie fossero trasferiti cento migranti. Anche oggi, come sempre, saremo al presidio davanti alla ex scuola Socrate e all'assemblea pubblica fissata per le 21 per protestare contro l'assurda decisione del prefetto di stanziare il centro di accoglienza in un comprensorio isolato, prettamente rurale, dove non c'è illuminazione in strada, il primo esercizio commerciale è a oltre cinque chilometri e la fermata del primo mezzo di trasporto è a quattro chilometri. Un rischio insopportabile per la sicurezza dei cittadini e una follia vista l'assoluta inadeguatezza della struttura. Non possiamo accettare la prepotenza con cui si decide di autorizzare quella che è a tutti gli effetti un'invasione, in aperto contrasto con la volontà unanime dei residenti. Indigna è che non si trovino i soldi per aprire gli asili nido o per dare una casa popolare agli italiani in difficoltà e si spendano invece milioni di euro per alimentare il business sugli immigrati".

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Foto: tratta dalla Pagina Facebook di CasaPound Italia.

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