Alluvione in Birmania: almeno 46 morti e oltre 200 mila sfollati

Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza.

3 agosto 2015 - Cresce il numero delle vittime causato dalle forti piogge della stagione monsonica in Myanmar. Secondo fonti ufficiali sono almeno 46 i morti, ma fa paura anche il numero degli sfollati: oltre 200 mila persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni perché rese inagibili dagli allagamenti. Sono quattro le regioni nel paese in cui è stato dichiarato lo stato d'emergenza. Il presidente Thein Sein ha promesso che il governo farà di tutto per aiutare tutte le persone in difficoltà, mentre la macchina dei soccorsi prova a distribuire i viveri nelle zone alluvionate, anche se con difficoltà visto che alcuni posti sono difficili da raggiungere anche in elicottero.

La gente si lamenta di non aver ricevuto nessun tipo di allerta, sembravano le classiche piogge monsoniche stagionali, poi però in poco tempo il livello dell'acqua è salito al punto da sommergere alcune abitazioni. Molto colpita anche la regione di Rakhine dove sono dislocati oltre 140 mila profughi di Rohingya, ospitati in due campi sulla costa dopo gli scontri contro i buddisti del 2012. Le piogge nella regione hanno causato un enorme numero di vittime anche in altri paesi. Sono 100 le vittime in India, mentre secondo fonti ufficiali nelle scorse due settimane hanno perso la vita 109 persone in Pakistan. Problemi e disagi anche in Vietnam, dove hanno perso la vita 17 persone.

1 agosto 2015 - L'alluvione che ha colpito la Birmania ha già fatto 27 morti e la situazione è sufficientemente grave da aver convinto il presidente Thein Sein a dichiarare lo stato di emergenza in quattro regioni: Chin, Magwe, Sagaing e Rakhine.

Le piogge monsoniche stanno durando ormai da settimane, provocando allagamenti quasi ovunque nel paese e provocando migliaia di sfollati, parte dei quali si stanno rifugiando nei monasteri.

Le Nazioni Unite hanno fatto sapere che 140mila abitanti dello stato birmano di Rakhine stanno vivendo in alcuni accampamenti che si trovano nella zona del capoluogo Sittwe. La maggioranza sono musulmani rohingya.

La ragione sta anche nel fatto che proprio in quella regione i musulmani rohingya stano stati cacciati dalle scuole e dagli uffici pubblici in cui si erano recati per trovare riparo.

Le previsioni non fanno pensare a nulla di buono, dal momento che ulteriori forti piogge sono previste per le settimane a venire. La situazione potrebbe ancora peggiorare, quindi, mentre già si contano i danni per l'agricoltura, dal momento che mezzo milioni di acri di risaie sono stati sommersi.

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