Spagna: Con Podemos addio alle Corride

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Per Ernest Hemingway, premio Nobel per la letteratura e autore de la Morte nel Pomeriggio, la corrida non era una sport, ma una forma d'arte simile alla tragedia. Oggi lo scrittore, grande ammiratore dei toreri iberici, sarebbe sicuramente a lutto. In Spagna, infatti, varie amministrazioni comunali stanno proibendo il più noto evento culturale della penisola.

Dopo le ultime elezioni locali è iniziata la "rivoluzione". Quelle città, dove hanno vinto alcune liste civiche di sinistra, alleate con il movimento Podemos di Pablo Iglesias, stanno sistematicamente abolendo i finanziamenti pubblici alla corrida. E, ovviamente, gli animalisti esultano per la scelta, di cui in passato si era spesso discusso, ma che mai nessun politico aveva osato prendere.

Il sindaco di Madrid, Manuela Carmena, ha commentato con grande entusiasmo la svolta: "Non un solo euro di soldi pubblici sarà speso nelle arene". Ma anche in altre città il vento è cambiato. Alicante ha sostituito la corrida con una competizione di ciclismo e presto ci sarà un referendum per abolire definitivamente i combattimenti. A Valencia è stata eliminata la Feira de Julio, e anche a Gandia, a Villafranca de los Caballeros e a Denìa sono state sospese tutte le manifestazioni che coinvolgono i tori.

Eppure non mancheranno le polemiche della parte della Spagna più attaccata alle tradizioni. Ricordiamo, a tale riguardo, che la corrida, con le sue figure di matador leggendari, da Juan Belmonte a Manuel Benitez, da Joselito o Manolete a José Ortega, ha segnato l'immaginario di un'intera nazione.

Secondo le associazioni di animalisti, tra cui la Flac (Fédération des Luttes pour l'Abolition des Corridas), le corride sono delle torture legalizzate. Gli appassionati di tauromachia respingono le accuse e continuano ad affermare che la vita di un toro da corrida vive un'esistenza più lunga e felice di quella di un bovino da carne o da latte.

E' ancora presto per dire se la scelta di abolire le corride gioverà o meno a Podemos. Di certo l'argomento è delicato e va trattato con prudenza in vista delle prossime elezioni generali di novembre, in cui il partito degli Indignados sogna la guida del paese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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