Attentato suicida in una moschea in Arabia Saudita

Almeno dieci agenti delle forze speciali sono rimasti uccisi.

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aggiornamento 20.31 - Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attentato nella moschea di Abha frequentata dalle forze speciali. Attentato che è costato la vita a 15 persone, tra cui 10 agenti. Nel comunicato diffuso dall'organizzazione saudita affiliata all'Isis, Provincia Al-Hijaz, che ha reso noto il nome del kamikaze, Abu Sinan al-Najdi, che ha fatto esplodere la sua cintura esplosiva dentro la moschea.

Almeno dieci agenti delle forze speciali saudite sono rimaste uccise oggi in seguito a un attentato suicida che ha preso di mira una moschea utilizzata dalle forze speciali nel sud dell'Arabia Saudita, secondo quanto riportato da Al Arabiya.

L'esplosione ha avuto luogo mentre i fedeli stavano pregando nella moschea di Abha ed è stata subito descritta dalla tv di stato come un attentato terroristico. Inizialmente si era parlato di 17 morti, cifra poi rivista al ribasso. Le vittime sono comunque sicuramente più di dieci.

La moschea si trova all'interno del quartier generale dello Swat Team che si occupa di sicurezza interna. Anche se ancora non è chiaro se la moschea faccia effettivamente parte del compound delle forze speciali.

Lo scorso luglio in Arabia Saudita sono stati arrestati oltre 400 sospettati di far parte di una cellula in qualche modo collegata allo Stato Islamico. Non è in effetti la prima volta che una moschea viene presa di mira, dal momento che già in maggio una moschea sciita nel villaggio di Al Qadeeh era stata colpita durante la preghiera del venerdì, lasciando sul terreno oltre 20 persone. In quel caso, l'Isis aveva rivendicato l'attentato.

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