Onu, migranti: "Caos totale sulle isole elleniche". Ma la Grecia non può gestire il problema da sola

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I migranti affollano le isole di Lesbo, Kos e Chios. La situazione ormai è diventata emergenziale, tanto da provocare l'intervento dell'’agenzia Onu per i rifugiati, che ha chiesto alla Grecia di governare meglio quello che si presenta a tutti gli effetti come un “caos totale”. Ma, ad accordo con i creditori internazionali non ancora concluso, in un paese ormai allo stremo, gestire la situazione non è affatto semplice.

La verità è che Atene non ha risorse per far fronte al problema. Di fatto, i paesi dell'Unione Europea non hanno ancora reso operativo il piano per la ripartizione dei profughi e si avverte disinteresse per il destino degli immigrati che giungono via mare in Grecia.

I 50 mila sbarchi di luglio sulle isole elleniche non stanno mettendo solo in risalto le carenze in materia di accoglienza, ma fanno anche presagire danni per il turismo. Oltre all'innalzamento dell'Iva (previsto negli accordi di Bruxelles) che colpirà il settore, ora la Grecia rischia di perdere il grande flusso di visitatori verso le sue isole più belle e gettonate.

Vincent Costel ha visitato Lesbo, Kos e Chios. Il direttore dell’Alto Commissario per l’Europa ha confermato che manca acqua potabile, che si riscontrano pessime condizioni sanitarie e scarsi aiuti alimentari e che in generale la situazione è del tutto insufficiente per accogliere i migranti in arrivo dalle coste turche.

Ed ha aggiunto: “Nella maggior parte delle isole, le persone non dormono sotto un tetto ma dove capita. Non ha mai visto una situazione del genere". Così mentre affluiscono i traghetti che trasportano i turisti, frotte di migranti affollano le banchine in condizioni molto precarie. E sono gli stessi turisti a pubblicare in rete immagini che testimoniano la situazione di caos.

La Guardia Costiera ellenica rende noto che il numero degli sbarchi sulle isole dell’Egeo orientale è triplicato nei primi 3 mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Il primo ministro ellenico, Alexis Tsipras, per parte sua, quando ha presieduto il vertice di emergenza del ministero degli Interni sul problema migranti, ha potuto solo ricordare alla Unione Europea le sue responsabilità.

Ricordiamo che secondo un report dell'intelligence greca ci sarebbero circa due milioni di profughi sulle coste turche, pronti, via Grecia, ad entrare nella Ue.

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