Territori Occupati, ancora tensioni: un altro palestinese ucciso dall'esercito israeliano

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Sabato 15 agosto 2015 - Un palestinese è stato ucciso in Cisgiordania dopo aver accoltellato un agente israeliano. L'esercito ha riferito che l'aggressore ha attaccato con un coltello una guardia di frontiera a Beta Junction, a Sud di Huwara, e le altre guardie hanno risposto aprendo il fuoco e ferendolo. Poiché le ferite si sono rivelate gravi il palestinese è morto, secondo quanto ha affermato Abed Alhalim Jaafreh, capo della Croce Rossa di Nablus. Secondo l'agenzia Maan il ragazzo ucciso aveva 16 anni.

Ma questo non è stato l'unico episodio di questo tipo della giornata. In precedenza, infatti, un altro militare israeliano è stato ferito lievemente da un palestinese, anche in questo caso con un coltello. È avvenuto nei pressi duna postazione miliare sulla strada che collega Tel Aviv a Gerusalemme e che attraversa i Territori Occupati. Gli agenti israeliani anche in questa circostanza hanno aperto il fuoco e l'assalitore è stato ferito e arrestato.

I due casi di oggi sono molto simili a quelli avvenuti nei giorni scorsi nei Territori Occupati.

Palestinese ucciso da esercito israeliano


Lunedì 10 agosto 2015

- Non si placa la tensione nei Territori Occupati, dopo la morte del piccolo Ali Dawabsheh e di suo padre. Ieri, un giovane palestinese è stato ucciso dall'esercito di Israele, a sud-ovest di Ramallah.

Secondo la ricostruzione dei soldati di Tel Aviv, riprese dalla agenzie internazionali, la vittima potrebbe essere l'aggressore di un 26enne israeliano, ferito in una stazione di servizio. Il ragazzo sarebbe stato colpito con un coltello. Il portavoce dell'esercito, per parte sua, ha dichiarato che, i militari hanno "aperto il fuoco" contro alcuni sospetti palestinesi, in seguito all'attacco. E a morire è stato Anes Tah, anche lui 26enne ed ex prigioniero politico.

In questo momento ci sono altri tre ricercati per l'attacco. L'uccisione di Anes fa salire a 23 il numero di palestinesi uccisi a Gaza e in Cisgiordania dall’inizio dell’anno. Mentre i feriti risultano essere 1.149 in Cisgiordania e 52 a Gaza. Cifre, queste, che dovrebbero far riflettere e che hanno indotto Abu Mazen, Presidente dell'Autoritò Nazionale Palestinese, a chiedere l'intervento della Corte Penale Internazionale e dell'Onu nella difesa dei civili nei Territori Occupati.

Intanto, ieri, secondo quanto riferito da Nenanews, 8 palestinesi sono stati arrestati in Israele (nord della Galilea) durante una protesta per l’attacco incendiario di Duma. I fermati, per la polizia, avrebbero manifestato senza autorizzazione assaltando auto parcheggiate.

Anche a Gerusalemme, sempre nella giornata di ieri, non sono mancati i momenti di tensione. Qui un gruppo di estremisti ebrei ha incominciato a sventolare bandiere israeliane sulla Spianata delle Moschee.

Segnaliamo, infine, che le promesse di giustizia del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sulla morte del neonato ucciso dai coloni, sono tutte da verificare. L'inchiesta per ora è bloccata.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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