Cina, strage di Tianjin: terminate le ricerche dei sopravvissuti, 173 i morti accertati

Tra gli arrestati il presidente, il vice presidente e tre direttori generali della società di stoccaggio da dove sono partite le esplosioni. Indagati anche 11 ufficiali.

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12 settembre 2015 - Ad un mese esatto dall’esplosione di un deposito di materiali chimici nell’area industriale di Tianjin, le autorità cinesi hanno annunciato oggi di aver ufficialmente concluso le ricerche delle 8 persone che mancano all’appello e di considerarle come decedute.

Dopo approfondite indagini condotte da tutte le parti coinvolte, è certo che non ci sono più possibilità di trovare dei sopravvissuti.

Con le otto persone date ormai per morte - tra loro ci sono cinque vigili del fuoco - il bilancio ufficiale delle vittime di questa tragedia è salito a 173.

Cina, strage di Tianjin: i primi 12 arresti per l'esplosione al porto

27 agosto 2015 - Arrivano i primi provvedimenti nei confronti dei responsabili dell'incidente che si è verificato al porto di Tianjin, in Cina, lo scorso 12 agosto e che ha causato la morte di 139 persone. Tra i fermati ci sono il presidente, il vice presidente e tre direttori generali della Ruihai International Logistics, la società che gestiva l'impianto di stoccaggio di sostanze chimiche saltato in aria. A due settimane di distanza sono oltre 500 i feriti ricoverati in ospedale, mentre 34 persone risultano ancora disperse.

Sono in tutto 12 le persone arrestate e fanno tutte parte del consiglio d'amministrazione della Ruihai International Logistics, sono ritenute direttamente responsabili delle esplosioni. Già nei giorni scorsi alcuni di loro erano apparsi in televisione confessando di aver avuto contatti non legittim con il governo per ottenere permessi sulla sicurezza che altrimenti non sarebbero stati concessi, soprattutto a causa dell'estrema vicinanza del sito di stoccaggio di materiali pericolosi alla zona residenziale.

Sotto inchiesta anche 11 ufficiali, tra cui il capo della commissione dei trasporti di Tianjin e il capo del porto della città. Sono sospettati di aver approvato la costruzione dell'impianto di stoccaggio nel porto nonostante sapessero che questo non avrebbe rispettare le norme di sicurezza, avrebbero inoltre aiutato la compagnia ad superare i controlli pur non soddisfacendo gli standard richiesti. Gli ufficiali portuali sono accusati anche di negligenza nella supervisione delle operazioni della Ruihai.

Cina, esplosione a Tianjin: 85 morti e 721 feriti. Evacuate altre zone

11:22 - Oltre 72 ore dopo l'esplosione che ha distrutto i depositi di carburante di Tianjin è stato trovato vivo un uomo di 50 anni che si trovava a soli 50 metri dall'epicentro. È stato salvato dagli esperti in contaminazioni chimiche che sono stati inviati sul posto per far fronte all'emergenza.

9:37 - Le autorità cinesi hanno ordinato di evacuare anche altre zone residenziali vicino all'area delle esplosioni a Tianjin a causa della presenza di cianuro di sodio che è altamente tossico. Le fiamme non si sono ancora spente, anzi, si sono intensificate e sono esplosi altri serbatoi. Oltre 200 tecnici esperti in contaminazioni biochimiche e nucleari sono al lavoro.

Sabato 15 agosto 2015 - Secondo l'agenzia Xinhua il bilancio delle vittime dell'incidente di Tianjin è salito a 85, mentre i feriti sono 721 e 25 di loro versano in condizioni critiche. I pompieri sono ancora alle prese con l'incendio, ma non sanno quali agenti chimici stanno bruciando. Nel caso in cui si trattasse di cianuro di sodio non si potrebbe neanche usare acqua perché aumenterebbe il livello di infiammabilità. Le esplosioni hanno danneggiato 17mila famiglie, 1.700 imprese e 675centri commerciali, 6.300 i senzatetto.

Venerdì 14 agosto 2015 - Non sono ancora stati completamente domati tutti gli incendi sviluppatisi in seguito alle potentissime esplosioni causate dalle fiamme sviluppatesi in un deposito di sostanze chimiche a Tianjin.

I militari addestrati a gestire le crisi chimiche di questo tipo che sono stati inviati dal governo di Pechino, specializzati in crisi che coinvolgono l'uso di sostanze chimiche e biologiche, stanno effettuando esami per appurare la presenza di gas tossici e i soccorritori indossano speciali tute protettive. Secondo quanto riporta l'ANSA le autorità di Tianjin hanno affermato che non è stato ancora possibile stabilire quali materiali fossero custoditi nel magazzino la cui esplosione ha causato la morte di almeno 50 persone, mentre i feriti sono più di 700. In una conferenza stampa ieri pomeriggio Gao Huaiyou, un funzionario della municipalità, risulterebbero "significative differenze" tra le carte della dogana e quelle della compagnia proprietaria del magazzino: secondo Greenpeace Asia il magazzino conteneva cianuro di sodio, toluene disocianato e carburo di calcio, tutti materiali esplosivi e pericolosi per la salute se dispersi nell'aria e nell'acqua.

Che cosa è successo a Tianjin


Giovedì 13 agosto 2015

20:00 - Il governo cinese ha inviato a Tianjin un team di militari specializzati nella gestione dei prodotti chimici al fine di verificare eventuali perdite nell’area o nell’acqua dell’intera area.

La situazione, a quasi 24 ore dall’esplosione, è ancora drammatica in tutta la zona industriale di Tianjin. Non si è ancora capito cosa ha provocato le esplosioni né quali conseguenze si verificheranno nell’immediato futuro.

People's Daily, il quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese, riferisce questa sera che i soccorritori non si stanno soltanto preoccupando, in una corsa contro il tempo, di trarre in salvo le eventuali vittime ancora intrappolate tra le macerie, ma anche di provare a spostare le 700 tonnellate di cianuro di sodio, molto tossico ed estremamente danno per l’ambiente, che si trovano ancora sul posto, a pochi metri da dove si sono verificate le esplosioni.

Al momento le fiamme non sono ancora state domate del tutto e decine di persone mancano ancora all’appello. Non sono dispersi soltanto i 36 vigili del fuoco di cui era stato dato conto nel corso della giornata odierna, ma anche un numero imprecisato di dipendenti della Tianjin Port Group Company.

18:00 - Le autorità cinesi hanno confermato che i 36 dispersi sono vigili del fuoco intervenuti nei primi istanti per domare le fiamme e dare supporto ai feriti rimasti intrappolati.

14:30 - È salito ancora il bilancio delle vittime. La stampa locale ha confermato poco fa che almeno 50 persone sono decedute in seguito alle due esplosioni, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 700, 71 dei quali ricoverati in ospedale in gravi condizioni.

Oltre 1000 vigili del fuoco sono ancora impegnati nell’area dell’esplosione, in una corsa contro il tempo per trovare quanti più superstiti possibili. 36 persone, secondo le stime ufficiali, risultano ancora disperse.

12:30 - È ancora drammatica la situazione intorno al luogo dell’esplosione. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso e all’appello al momento mancano almeno 36 persone, mentre destano grande preoccupazione le condizioni di almeno 66 degli oltre 500 feriti.

La dinamica dell’incidente non è ancora stata chiarita, ma questa mattina il presidente cinese Xi Jinping ha promesso ai cittadini che sarà avviata un’indagine approfondita e trasparente e che ogni informazione emersa sarà resa nota al pubblico.

Giovedì 13 agosto 2015, ore 10:00 - Almeno 44 persone sono decedute in seguito all’esplosione di un deposito di "materiali chimici e pericolosi" nella zona portuale di Tianjin, a nord est della Cina. Due le grandi esplosioni avvenute in pochi istanti, talmente potenti da aver coinvolto direttamente un’area di due chilometri quadrati e da esser state percepite in tutta l’area metropolitana che conta circa 15 milioni di abitanti.

Le drammatiche immagini che arrivano dalla Cina ben documentano l’entità delle esplosioni e le conseguenze non soltanto per la struttura in cui sono avvenute, ma anche per l’area circostante, con centinaia di auto bruciate, uffici rasi al suolo e finestre esplose.

Il bilancio delle vittime è ancora in via di definizione, ma al momento si parla di 44 persone rimaste uccise - tra queste anche 12 vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme - e oltre 500 feriti. Ancora da chiarire le cause delle esplosioni: la tv di Stato China Central Television ha parlato della detonazione di un carico di esplosivi, ma questo particolare non ha ancora trovato conferme ufficiali.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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