Livorno, incidente mortale nel bacino galleggiante: la Procura indaga per omicidio colposo

Gabriele Petrone non è sopravvissuto all'incidente. Il suo collega Crocifisso Incorvato è rimasto gravemente ferito, ma non è in pericolo di vita.

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La Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta contro ignoti, ipotizzando il reato di omicidio colposo, in seguito al tragico incidente che ieri sera è costato la vita all’elettricista Gabriele Petrone, 38 anni, a bordo della nave Urania, nel bacino galleggiante Mediterraneo, quando questa si è inclinata su un fianco.

E’ accaduto intorno alle 19. La nave oceanografica gestita dal Cnr, 61 metri di lunghezza per 11 di larghezza, stava per essere messa in galleggiamento per le ultime verifiche dopo un intervento di riparazione, quando per motivi ancora da chiarire uno dei puntelli di sostegno ha ceduto provocando l’inclinamento del mezzo.


I membri dell’equipaggio hanno tanto di fuggire, ma i materiali che erano a bordo hanno iniziato a spostarsi da una parte all’altra della nave. Quattro marittimi sono stati travolti e Gabriele Petrone è deceduto sul colpo. Il collega Crocifisso Incorvato, 45enne originario di Gela, è rimasto gravemente ferito, mentre altre due persone se la sono cavata con ferite giudicate guaribili in pochi giorni.

Scrive l’edizione livornese de Il Tirreno:

I primi, pochi, gradi iniziali di inclinazione aumentano a vista d’occhio. I contenitori che sono a bordo scivolano come birilli su una tavola d’olio. […] Petrone è nella posizione peggiore: viene travolto e resta incastrato. Stessa sorte per un altro operaio, che però dopo poco ce la fa a liberarsi.

Grazie al repentino intervento dei vigili del fuoco, prontamente accorsi sul posto. I feriti sono stati trasportati a terra e infine in ospedale. Per Petrone non c’è stato nulla da fare, i soccorsi non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Altri otto membri dell’equipaggio hanno riportato lesioni non gravi e sono stati dimessi dal pronto soccorso poco dopo il loro arrivo.


Ora, a una manciata di ore dalla tragedia, la Polmare e gli esperti della Asl sono ancora al lavoro per chiarire i motivi che hanno provocato l’incidente e identificare le eventuali responsabilità.

La nave e il bacino galleggiante sono stati posti sotto sequestro. Le indagini sono coordinate dal pm Antonella Tenerani.

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