Migranti, Boldrini sull'Ungheria: "Penoso risolvere la situazione con un muro"

Le ultime notizie sugli arrivi dei rifugiati in Europa e le decisioni in seno all'Unione Europea.



Giovedì 29 ottobre 2015 -

"Dispiace che un Paese come l'Ungheria pensi di risolvere la questione dell'immigrazione con un muro. È penoso pensare che quella sia la soluzione", così si è espressa oggi il presidente della Camera Laudra Boldrini, in relazione alle misure adottate dall'Ungheria in merito all'ondata migratoria in transito nell'est Europa.

Martedì 27 ottobre 2015 - I paesi che hanno sostenuti enormi costi per fronteggiare l'emergenza migranti potranno godere di una certa flessibilità in occasione delle supervisioni delle manovre finanziarie. Si tratta ovviamente della flessibilità legata allo sforamento del deficit/pil, che non potrebbe andare oltre l'1,8%.

In virtu del fatto che alcuni paesi hanno dovuto sobbarcarsi enormi responsabilità per alleviare la situazione dei profughi e compiere numerosi interventi di salvataggio e gestione, ecco che potranno godere di alcuni vantaggi, ma solo per i paesi che "riescono a dimostrare costi enormi", come ha spiegato Junker.

A questo punto, è chiaro, per l'Italia si riapre la partita che vedere abbuonato uno sformanento non solo del 2,2% per la propria legge di stabilità, ma fino al 2,5%, che varrebbe tre miliardi di risorse in più.

Domenica 25 ottobre 2015, ore 13:13 - Mentre si attende il mini-vertice tra i paesi balcanici e l'UE in materia di flussi migratori e di risposta comune all'immigrazione si registra un nuovo record sul fronte balcanico: stando a quanto ha reso noto il portavoce del ministero dell'Interno Domagoj Dzigulovic, sarebbero ben 11.500 i migranti sono entrati in Croazia nella sola giornata di ieri. Secondo le autorità di Zagabria il numero di persone arrivate ieri è il più alto mai registrato in un solo giorno da metà settembre, da quando è iniziato lo straordinario afflusso di migranti.

Questa mattina lungo le spiagge ad est di Tripoli i corpi di 40 persone sono stati ritrovati senza vita ed altri 30 mancano all'appello dei soccorritori libici.

13.45 - Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha convocato per domenica prossima, 25 ottobre, un nuovo vertice sull'emergenza dei flussi di migranti. In particolare, si discuterà di profughi che cercano di entrare in Europa attraverso le frontiere orientali.

Al summit saranno presenti i presidenti del paesi balcanici e del centro Europa (Austria, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Germania, Grecia, Ungheria, Romania, Serbia e Slovenia).

Spiega una nota diffusa dalla Commissione: "L'obiettivo della riunione è quello di concordare conclusioni operative comuni da attuare subito". La Slovenia, intanto, ha ufficialmente varato la legge che consente all'esercito di affiancare la polizia alle frontiere.

Il ministro degli interni italiano, Angelino Alfano, ci tiene a far sapere che le operazioni di ricollocamento di richiedenti asilo proseguono. A tale riguardo, segnaliamo che è decollato stamani dall'aeroporto di Ciampino l'aereo che porterà 49 eritrei in Finlandia e 19 siriani in Svezia.

Alfano ha aggiunto che "altre decine di migranti sono pronti a partire nei prossimi giorni. Potranno partire da Ciampino o da altri aeroporti italiani". "Contiamo che la media prevista di 80 al giorno -spiega il ministro- sia assolutamente raggiungibile man mano che il meccanismo si metterà in funzione. (I migranti) non dovranno necessariamente partire tutti con voli charter da Ciampino ma anche da tutti gli aeroporti italiani accompagnati dalle organizzazioni multilaterali internazionali".

21 ottobre - In seguito alla chiusura della frontiera da parte dell'Ungheria, il governo sloveno ha reso noto che presenterà in Parlamento un emendamento alla legge sulla difesa. In questo modo, i poteri dell'esercito saranno estesi per gestire l'emergenza.

Lubiana, annunciando la decisione, non ha mancato di polemizzare con l'Austria, che avrebbe consentito l'accesso ad un numero limitato di profughi. Secondo la Slovenia, Vienna si starebbe mostrando poco solidale nei confronti di un paese troppo piccolo, capace di accogliere al massimo 2mila 500 ingressi al giorno.

A tale riguardo, il ministero dell'interno sloveno ha dichiarato: "il flusso di migranti in questi ultimi tre giorni ha superato tutte le nostre capacità di gestirlo". Secondo le ultime stime di Lubiana (forse arrotondate per eccesso), nelle sola giornata di ieri sono entrati nel paese in circa 8 mila. E lo avrebbero fatto attraverso il "confine verde" (ovvero attraverso i boschi e non seguendo i percorsi i percorsi ufficiali).

Intanto, questa mattina, la Croazia ha riaperto il confine ai migranti provenienti dalla Serbia. Come riferito dalla tv pubblica serba Rts, i profughi vengono fatti passare a piccolo gruppi.

Migranti, la Turchia all'Unione Europea: "Non li ospiteremo per sempre"


19 ottobre 2015

- Ancora non c'è un accordo tra Unione Europea e Turchia. Oggi Ahmet Davutoğlu, primo ministro della Turchia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito. "La proposta di tre miliardi di euro dal fondo Ipa non è più sul tavolo, poiché abbiamo fatto sapere che non la accetteremo, e er quanto riguarda le nuove risorse, parliamo di tre miliardi che saranno un primo contributo. Non vogliamo che la cifra sia fissa perché le necessità potrebbero aumentare, vogliamo che venga fatta una valutazione annuale".

Il primo ministro ha aggiunto che la Turchia non ospiterà per sempre i migranti: "La Turchia non è un campo di concentramento in cui stanno tutti i rifugiati. L'immigrazione illegale deve essere tenuta adeguatamente sotto controllo, quindi creeremo dei meccanismi condivisi. Ma non possiamo accettare un accordo del tipo 'noi vi diamo i soldi e loro restano in Turchia'".

17 ottobre 2015 - L'Ungheria ha completato la chiusura della frontiera con la Croazia al valico di Kazany, dall'una della notte i migranti non possono più accedervi per fare il loro ingresso nell'Unione Europea. Qualche centinaio di profughi è ancora riuscito a passare, prima che la polizia iniziasse a bloccare il passaggio.

Una piccola inversione di rotta da parte di Budapest si è però verificata: saranno bloccati alla frontiera solo i migranti "per ragioni economiche", mentre i richiedenti asilo potranno ancora attraversa la frontiera.

A questo punto diventa la Slovenia la porta di passaggio per i profughi che tentano di arrivare via terra; per fronteggiare l'accresciuto numero di profughi che si attende le autorità hanno sospeso il regolare traffico ferroviario, per impedire che i migranti viaggino in treno.

9 ottobre 2015 - È partito oggi il piano di ricollocamento voluto dall'Unione Europea. Nella mattinata 19 persone, rifugiati eritrei, sono partiti da Ciampino in direzione Svezia. Presenti all'aeroporto romano il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il Commissario Ue per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, il ministro degli Esteri e degli Affari Europei del Lussemburgo, Jean Asselborn. I profughi, che erano arrivati qualche giorno fa a Lampedusa, sono in volo su un aereo della Guardia di Finanza.

23 settembre - Si terrà oggi alle 18, a Bruxelles, il vertice straordinario della Ue dove si discuterà delle politiche sui migranti.

Si parlerà anche dell'accordo sulla ridistribuzione dei migranti arrivato ieri nel Consiglio dei ministri dell'Interno ella Ue. L'Ungheria ha fatto sapere che si atterrà al piano di ricollocamento, pur essendo contraria. Repubblica Ceca e Slovacchia invece hanno annunciato che si opporranno a questa decisione e cercheranno in serata di ottenere delle modifiche.

Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica estera Ue, ha commentato così l'accordo di ieri: "Dopo le decisioni assunte ieri sui migranti la nostra energia di agire, anche sul fronte esterno, è piu forte e più credibile".

Migranti, le notizie del 22 settembre


18.00

- Il Consiglio dei ministri dell'Interno della Ue ha approvato il documento sui migranti presentato dalla presidenza. Tuttavia, l'approvazione è arrivata con un voto a maggioranza qualificata.

A votare contro sono state Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria; la Finlandia, invece, si è astenuta. Si tratta del voto inerente al ricollocamento di 120mila migranti giunti in Italia e in Grecia, che ora dovranno essere ridistribuiti per quote.

Secondo le indiscrezioni, in una prima fase verranno redistribuiti 15.600 profughi dall'Italia e 50.400 dalla Grecia. I 54 mila che avrebbero dovuto partire dall'Ungheria, che ha invece detto no al meccanismo di ripartizione (rinunciando così anche alla sua quota), saranno redistribuiti in una seconda fase tra Grecia ed Italia.

Inoltre, il testo dovrebbe prevedere anche che agli Stati che, per motivi eccezionali, chiedono di non accogliere una parte i profughi, sia concessa una proroga. Questa dovrebbe essere di non più di un anno e dovrebbe riguardare non più del 30% dei richiedenti asilo assegnati.

Infine, Italia e Grecia, paesi di primo approdo, in cambio del ricollocamento sono chiamati a rafforzare le strutture di identificazione e registrazione, in rapporto di cooperazione con le agenzie Ue competenti.

15.30 - Il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere, fa sua la proposta della riunione degli ambasciatori. Arrivando al Consiglio straordinario Ue ha dichiarato: sarebbe inaccettabile se alla fine mandassimo il messaggio che per l'Europa è impossibile trovare una soluzione. Tuttavia, ha aggiunto: "non è certo che avremo un risultato, sarò ottimista solo alla fine".

Dall’Ocse, intanto, arriva l’allarme: nel 2015 saranno circa 1 milione le richieste di asilo in Europa Si legge dal testo:

"L’Europa raggiungerà nel 2015 un livello senza precedenti di richiedenti asilo e rifugiati, salendo fino a un milione di procedure d’asilo”

E l'Unhcr, per parte sua, fa sapere che la ricollocazione non sarà sufficiente. “In questa fase della crisi non funzionerà per stabilizzare la situazione”, ha dichiarato a riguardo l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Melissa Fleming, aggiungendo che quest’anno in Europa sono arrivati via mare 477.906 migranti.

14.50 - Dalla riunione degli ambasciatori dell'Unione Europea, appena conclusa, emerge la proposta di ricollocare tutti e 120mila migranti (da Italia e Grecia). Dunque, sono stati conteggiati anche i 54 mila a cui l'Ungheria ha rinunciato. La notizia è stata diramata da fonti Ue alle agenzie.

La ricollocazione dei 120mila "avverrà in due tappe: prima i 66mila da Grecia ed Italia, poi gli altri 54mila".

Intanto per cercare di arginare il nuovo arrivo di migranti, la compagnia ferroviaria tedesca, Deutsche Bahn, ha prorogato fino al 4 ottobre la sospensione dei treni sulla linea Monaco di Baviera-Salisburgo-Vienna-Budapest. Il termine del 4 ottobre è indicativo, definito come "iniziale", lasciando così pensare che il servizio potrebbe anche essere sospeso più a lungo. La linea era stata chiusa lo scorso mercoledì.

22 settembre 2015 - I media serbi riferiscono che nella notte 3 mila profughi in fuga dalle zone di guerra sono arrivati Tovarnik, cittadina corata di confine. La località è divenuta un sorta di "terminal" nella rotta balcanica dei migranti diretti verso la Germania e altri paesi del nord Europa.

Intanto si registrano ancora tensioni tra polizia croata e profughi. Ci sono stati tafferugli nel villaggio di Opatovac, dopo che ad alcuni richiedenti asilo è stato impedito l'ingresso in un centro di accoglienza dove avvengono le registrazioni (necessarie per entrare in Europa). Ricordiamo che dal 15 settembre l'Ungheria ha chiuso la frontiera con la Serbia e la Croazia.

Migranti, la Slovenia alza una barriera al confine con la Croazia


13:30

- La polizia della Slovenia, con la motivazione di voler evitare che i migranti entrino illegalmente e inondo indiscriminato nel Paese attraverso boschi e campi, ha iniziato a innalzare una barriera difensiva al valico di frontiera con la Croazia. Le forze dell'ordine vogliono che i migranti restino nell'accampamento al confine.

21 settembre 2015 - La Croazia ha chiuso il valico di frontiera con la Serbia a Batrovci-Bajakovo, solo per i camion e il traffico di mezzi pesanti. In poche ore presso l'importante via di comunicazione tra l'area balcanica e l'Europa centrorientale, lungo l'autostrada Belgrado-Zagabria, si è formata una coda di camion di oltre 10 km. Ricordiamo che la Croazia nei giorni scorsi ha chiuso altri sette passaggi con la Serbia a causa del massiccio flusso di migranti.

20 settembre 2015 - L’Austria ha accolto nelle ultime ore circa 10 mila migranti arrivati nel Paese dall’Ungheria dopo esser passati, tra mille polemiche, dalla Croazia.

Anche in questo caso le polemiche non sono mancate. Gerry Foitik, capo della Croce Rossa austriaca, ha precisato che il numero dei migranti giunti nel Paese si aggira tra i 12 mila e i 13 mila, mentre il capo della polizia di Burgenland, la parte austriaca al confine con l’Ungheria, ha accusato l’Ungheria di non aver avvisato l’Austria in tempo.

Anche il ministro dell’Interno, Johanna Mikl-Leitner, lancia accuse contro i Paesi confinanti, sostenendo che non siano riusciti a seguire le linee guida dell’UE nella registrazioni dei migranti e nella loro gestione.

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Migranti: tensione tra Croazia e Ungheria, completato il muro alla frontiera

13:30 - Quasi 7 mila profughi hanno attraversato il confine tra Ungheria e Austria questa notte, lo riferisce il portavoce della polizia austriaca Helmut Marban. Nel dettaglio 4200 persone avrebbero varcato il confine ad Heiligenkreuz, vicino Graz, mentre le altre sono entrate da Nickelsdorf, a ovest del paese, più vicino alla capitale Vienna.

19 settembre 2015 - Cresce la tensione tra la Croazia e l'Ungheria, l'annunciata chiusura del confine tra i due paesi con una recinzione, com'era avvenuto con la Serbia, è stata portata a termine. Nel frattempo da Budapest fanno sapere che nelle ultime 24 ore quasi 5 mila rifugiati avevano varcato la frontiera. Numeri che hanno spinto il presidente Orbàn a richiamare i riservisti per gestire l'emergenza, decisione che sta facendo discutere. Nella notte le autorità ungheresi hanno fermato un treno croato che trasportava migranti, il convoglio è stato sequestrato, i 40 agenti di scorta a bordo sono stati disarmati e il conducente arrestato.

Intanto il flusso migratorio si sta spostando verso la Slovenia, tensioni sono state registrate al confine, nella cittadina croata di Harmica. Migliaia di persone si sono ammassate in attesa di prendere un treno per Lubiana, i treni per la capitale slovena sono stati bloccati. Il premier sloveno Miro Cerar ha annunciato che verrà creato un corridoio per favorire il viaggio dei migranti. L'ambasciatore sloveno in Germania ha annunciato che il paese potrà accogliere fino a 10 mila richiedenti asilo.

Migranti: Orbàn annuncia un nuovo muro al confine ungherese-croato

18 settembre 2015 - Dopo la costruzione di una recinzione lungo tutto il confine serbo, il primo ministro ungherese Victor Orbàn ha annunciato che le autorità ungheresi hanno iniziato anche la costruzione di un muro lungo il confine croato (41 chilometri e avrà la medesima funzione: impedire l'ingresso di profughi nel Paese), dove si sta scaricando in questi giorni il flusso di migranti: sarebbero oltre 11mila i migranti entrati in Croazia negli ultimi due giorni, una quantità definita dal governo di Zagabria "insostenibile" e che avrebbe persuaso alla chiusura di otto valichi al confine serbo-croato.

Sul rifiuto di alcuni governi dei paesi dell'est Europa a trattare sull'assegnazione delle quote comunitarie per l'accoglienza ai migranti il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha lanciato un durissimo monito, minacciando di ricorrere al voto di maggioranza se non si riuscirà a trovare un accordo sulla ripartizione dei migranti all'interno dei paesi Ue.

Ore 17:55 - Momenti di grande tensione sono stati registrati al confine tra la Serbia e la Croazia, più precisamente nella cittadine di frontiera Tavornik, dove migliaia di migranti sono fermi in attesa di proseguire il loro viaggio verso Zagabria e poi verso la Slovenia. Esausti per il grande caldo alcuni di loro hanno cercato di sfondare il cordone formato dalla polizia, ne sono seguiti degli scontri, in particolare quando i militari hanno cercato di fermare circa 500 persone che cercavano di proseguire a piedi lungo le rotaie il loro viaggio verso la capitale croata. Il ministro degli Interni croato ha annunciato che il paese non è più in grado di accogliere persone. Il presidente Kolinda Grabar-Kitarovic ha chiesto alla polizia di usare la forza a protezione della frontiera in caso di necessità, lo ha annunciato l'agenzia di stampa nazionale Hina.

Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha annunciato un meeting straordinario dei leader dei paesi membri per il prossimo 23 settembre. Il ministro degli Esteri serbo ha invece annunciato la visita del presidente ungherese nei prossimi giorni a Belgrado.

17 settembre 2015 - Il ministro degli Interni croato ha confermato che circa 5.650 migranti sono entrati nel paese nelle ultime ore, da quando l'Ungheria ha aumentato le restrizioni. La Croazia ha istituito dei treni tra Tovarnik, al confine con la Serbia, a Zagabria per trasportare i profughi in un centro di accoglienza allestito nella vicina Jezevo. Il ministro degli Esteri Vesna Pusic ha dichiarato che il paese è pronto per accogliere i migranti ma di non poter gestire la situazione se i numeri "incrementano drammaticamente. Il primo ministo croato Zoran Milanovic nel pomeriggio inconterà a Zagabria il cancelliere austriaco Werner Faymann, poi andrà a Lubiana, in Slovenia, per incontrare il premier Miro Cerar.

Migranti: scontri al confine fra Ungheria e Serbia

ore 18.59 - Continuano le tensioni al confine fra Serbia e Ungheria, vero e proprio collo di bottiglia dei profughi in fuga dal Medio Oriente. Il premier Zoran Milanovic ha comunicato che intorno a mezzogiorno di oggi 227 profughi erano già entrati in Croazia dalla Serbia. Molti migranti, però, non si sono rassegnati e provano a entrare in Ungheria: a fronteggiarli centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa sostenuti da unità speciali anti-terrorismo con mezzi blindati. Per respingere i migranti che vogliono forzare il blocco la polizia magiara sta utilizzando gas lacrimogeni e cannoni ad acqua e ha chiesto alle autorità serbe di intervenire. Intanto in Ungheria è arrivata – in seguito alla legge entrata in vigore il 15 settembre - la prima condanna di un migrante che è stato arrestato dopo essere entrato illegalmente nel Paese.

16 settembre -Sono 316 – secondo quanto riferito dalla polizia magiara - i migranti arrestati dalla polizia ungherese dopo l’entrata in vigore, nella notte fra lunedì e martedì, delle nuove norme sull’immigrazione. I profughi che hanno presentato domanda nelle ultime ore sono 70 e 40 delle loro richieste sono già state respinte.

Da martedì alcune migliaia di profughi sono bloccati al posto di confine serbo-ungherese di Horgos e Belgrado ha contattato le autorità magiare affinché sblocchino la situazione facendo passare i profughi e permettendo loro di proseguire sulla rotta balcanica.

Intanto, dopo il giro di vite di Budapest, una schiarita arriva dalla Croazia, dove il premier Zoran Milanovic ha annunciato di voler far passare i migranti e i profughi che stanno aggirando il lungo muro anti-migranti voluto dal premier Orban.

Sono almeno 150 i migranti che nell’ultima notte sono giunti in Croazia a bordo di 6 autobus provenienti dalla Serbia.

Secondo la polizia ungherese sarebbero circa 200mila i profughi che dall’inizio del 2015 hanno attraversato il Paese in marcia lungo la rotta balcanica.

Migranti: 170 arresti in Ungheria, 9mila bloccati nel paese

17.15 - Oltre 170 i migranti arrivati dalla Serbia che sono già stati arrestati, mentre le migliaia di profughi bloccati al di là del confine hanno cominciato uno sciopero della fame.

15 settembre - La nuova legge del governo ungherese, entrata in vigore allo scoccare della mezzanotte ha già portato all'arresto di 16 migranti che avevano fatto ingresso nel paese dalla Serbia. La legge prevede fino a tre anni di carcere per chiunque provi a entrare illegalmente nel paese. Sarà considerato un crimine anche solo danneggiare la barriera di filo spinato che "difende" il confine ungherese.

9mila migranti, secondo le ultime stime, sono stati bloccati nel paese dopo aver fatto il loro ingresso dal paese confinante.

Nel frattempo proseguono le tragedie via mare: nelle acque tra Grecia e Turchia un naufragio ha causato la morte d 13 persone.

14 settembre - Il vertice porta solo un "accordo di principio"

22:41 - Si è concluso il Consiglio degli Affari Interni Ue, ma non è stato un accordo vero e proprio su un documento di conclusioni che ha bisogno dell'unanimità per essere approvato. L'intensa per ora c'è sulla realizzazione degli hotspot, sui rimpatri e sul rafforzamento di Frontex. La presidenza di turno lussemburghese ha fatto sapere che c'è un accordo di principio sul ricollocamento di 160mila migranti con la possibilità che tutto venga addottorato dal Consiglio dell'8 ottobre.

17:45 - Il Consiglio dei ministri dell'Interno dell'Unione Europea ha approvato lo schema che prevede il ricollocamento per 40mila rifugiati da Italia e Grecia in due anni. In particolare sono 24mila quelli dall'Italie e 16mila quelli dalla Grecia. Si tratta delle persone che richiedono asilo che sono arrivate e arriveranno nel periodo compreso tra i 15 agosto 2015 e il 16 settembre 2017.

Nella bozza elaborata dal Consiglio degli Affari interni Ue è stato anche scritto che saranno ricollocati anche altri 120mila profughi e che le quote proposte dalla Commissione costituiscono "la base" per un accordo sulla distribuzione, ma nell'attuazione della strategia sarà concessa agli Stati Ue una certa flessibilità.

16:50 - Il ministro francese Bernard Cazeneuve, parlando al fianco del suo collega tedesco Thomas de Maizière prima dell'inizio della riunione dei ministri dell'Interno europei, ha detto che se dovesse ripetersi una situazione identica a quella di alcune settimane fa sono già pronte le disposizioni per ripristinare i controlli alla frontiera francese con l'Italia e ha anche detto che la Germania è legittimata a ristabilire i controlli alle frontiere per assicurarsi il rispetto delle regole che vigono in Europa a cominciare dal Codice delle frontiere di Schengen.

12:56 - Steffen Seibert, portavoce del governo tedesco, ha precisato che la decisione di ripristinare i controlli alle frontiere era necessaria, ma non cambia nulla nell'atteggiamento della Germania che continua a essere guidata dai principi dell'umanità e della sicurezza. Ha poi aggiunto che la soluzione al problema dei migranti "si chiama Europa" perché è necessaria un'azione comune.

12:27 - Secondo fonti di Bruxelles riportate dalle agenzie di informazione italiane, l'Unione Europea ha deciso di usare la forza contro gli scafisti nel Mediterraneo e ha approvato dei piani per lanciare offensive militari, sequestrare e distruggere barconi al fine di smantellare le organizzazioni che agiscono al di fuori della Libia.
Lo scorso luglio l'Ue ha dato il via alla prima fase di racconta di elementi di intelligence nell'ambito dell'operazione Navfor Med, ma d'ora in poi si potranno fermare i barconi che caricano migliaia di persone facendo loro rischiare la vita e si potranno anche distruggere quando necessario. Secondo l'Ansa la proposta è passata come 'punto A' (senza discussionè) nel Consiglio Affari Generali e sarà operativa entro i primi di ottobre.
Oggi è in programma il vertice dei ministri dell'Interno dei 28 Stati Ue per discutere il nuovo piano del Presidente della Commissione Jean-Claude Junker sulla redistribuzione dei profughi.

09:00 - Le ferrovie tedesche, dopo la sospensione di Schengen, hanno ripreso a funzionare normalmente dalla frontiera austriaca. Il provvedimento era stato preso per 12 ore per bloccare i flussi migratori. L'annuncio è arrivato dal portavoce di Deutsche Bahn, che ha evidenziato che il servizio è ripreso alle ore 7.00 di questa mattina.

14 settembre 2015 - Il governo tedesco, ieri, ha deciso la sospensione del trattato di Schengen, uno dei punti cardine dell'Unione europea che rende possibile la libera circolazione delle persone e delle merci all'interno dello spazio comunitario.

Il flusso di migranti non è più sostenibile per Berlino. Il ministro dell'Interno, De Maiziere, ha disposto la reintroduzione temporanea dei controlli alla frontiera con l'Austria, specificando che si tratta di "controlli provvisori per arrivare a una procedura ordinata di afflusso". Ricordiamo che la Germania è il Paese dell'Unione Europea che finora ha accolto il maggior numero di migranti, e si prevede che entro la fine del 2015 gli arrivi potrebbero toccare quota 450mila.

La decisione tedesca di sospendere Schengen è venuta nella prospettiva di raggiungere un accordo sul pacchetto immigrazione. Juncker è stato informato da Merkel al telefono, ed ha fatto sapere che la Germania ha operato in maniera legittima. Per il Presidente della Commissione: "La temporanea reintroduzione dei controlli di frontiera tra Stati membri è una possibilità eccezionale esplicitamente prevista e regolata dal codice frontiere di Schengen, in caso di situazione di crisi".

Intanto ieri sono morti 34 migranti, almeno metà delle vittime sono minorenni: quattro neonati, sei bambini e cinque bambine. Il grave incidente è accaduto al largo dell'isola greca di Farmaco, nell'Egeo, dove si è rovesciata un'imbarcazione che trasportava 112 persone.

Migranti, Ungheria: in fase di completamento la barriera tra Szeged e Horgos


18.50

- Dalle prime ore di oggi un gruppetto di detenuti ungheresi sono al lavoro per chiudere gli ultimi 40 metri della barriera al confine con la Serbia, il tratto in cui si trova la linea ferroviaria che collega la stazione di Szeged, in Ungheria, con quella di Horgos, in Serbia.

Quel tratto, uno dei pochi non ancora completati, nei giorni scorsi è stato utilizzato da centinaia di migranti per attraversare il confine ed entrare in Ungheria ignorando le regolari procedure di identificazione. Quello che si sta costruendo in queste ore sarà una vera e propria porta nella barriera, che verrà aperta ad ogni passaggio di un treno e richiusa subito dopo.

Migranti, il premier ungherese: "Chi entra illegalmente nel Paese sarà arrestato"

14.40 - Nelle stesse ore in cui l’Ungheria si prepara ad arrestare e rimandare nel loro Paese di origine tutte le persone che saranno sorprese a varcare il confine illegalmente, la Germania ha fatto sapere di essere pronta ad accogliere i circa 40 mila migranti che potrebbero raggiungere il Paese nei prossimi due giorni, il doppio rispetto a quanti sono entrati in Germania durante il weekend precedente.

La maggior parte del flusso arriverà dal sud del Paese ed è lì che sono stati dispiegati circa 4 mila militari che daranno supporto logistico per l’accoglienza e la sistemazione dei nuovi arrivi. La decisione è stata presa dopo l’appello lanciato dal sindaco di Monaco, Dieter Reiter, che aveva definito scandaloso il fallimento delle altre regioni della Germania nella gestione dei migranti in arrivo.

12 settembre 2015 - Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha chiesto all’Europa di dare aiuti economici ipotizzati in 3 miliardi di euro ai Paesi confinanti con la Siria - Turchia, Libano e Giordania - per gestire il flusso di migranti in arrivo dal Paese. Il motivo è presto detto, secondo Orban, in carica dal maggio 2010:

Non fuggono dal pericolo. Hanno già lasciato quelle zone e non dovrebbero temere per le loro vite. Vengono in

Nell’intervista al quotidiano tedesco Bild, il Primo Ministro ha sottolineato che molti dei profughi arrivati in Ungheria provengono dai campi profughi allestiti nei Paesi confinanti con la Siria e che proprio per questo motivo l’Ungheria si prepara a rimandare indietro tutti quelli che non arrivano direttamente dalle zone di guerra:

Vengono in Eurpopa non perchè cercano salvezza, ma perchè vogliono una vita migliore rispetto a quella nei campi. Vogliono una vita tedesca, forse una vita svedese.

L’intervista di Orban arriva all’indomani dall’annuncio che tutti i migranti che entreranno illegalmente in Ungheria saranno arrestati e processati sulla base delle leggi sull’immigrazione.

Ungheria: fermato italiano sul lago Balaton

ore 16.42 - Frank-Walter Steinmeier, capo della diplomazia di Berlino in visita a Praga, ha detto di attendere 40mila nuovi rifugiati nel prossimo weekend. Intanto in Macedonia gli ingressi di migranti hanno toccato ieri cifre record dall’inizio della crisi migratoria: fra le 18 di ieri e le 6 di questa mattina sono stati registrati 7600 arrivi. Il ministro tedesco ha ribadito che la Germania attende, per l’intero 2015, l’arrivo di 800mila migranti.

I quattro Paesi dell’Europa orientale membri del gruppo Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia) restano fermi sull’opposizione incondizionata al "ricollocamento" obbligatorio di quote di migranti proposto dalla Commissione europea.

venerdì 11 settembre, ore 10.00 - Le autorità austriache hanno chiuso questa mattina l'autostrada A4 al confine con l'Ungheria per ragioni di sicurezza mentre dozzine di migranti si avviano a piedi verso Vienna. Lo ha riferito un portavoce della polizia della provincia orientale di Burgenland. Circa 8.000 persone hanno attraversato il confine e sono entrate in Austria ieri e altre 3.600 finora oggi, ha aggiunto.

Intanto un italiano è stato fermato vicino a Budapest alla guida di un furgone con 33 siriani a bordo diretto in Germania. Lo riferisce la polizia sul suo sito. L'uomo, 52 anni, è stato intercettato nei pressi del lago di Balaton. L'ambasciata italiana sta effettuando delle verifiche. L'accusa per la polizia ungherese è di traffico di esseri umani. L'uomo, secondo Sky, avrebbe affermato invece di aver raccolto i profughi infreddoliti.

14:44 - L'Austria ha temporaneamente interrotto i collegamenti ferroviari da e per l'Ungheria, lo riferisce il quotidiano austriaco Kronen Zeitung. La ragione è quella di un "imminente sovraccarico" di migranti provenienti dalla frontiera ungherese, il paese solo nella giornata di ieri ha accolto nei proprio confini circa 5 mila profughi. In tutta risposta l'Ungheria ha istituito dei treni sostitutivi fino alla stazione di confine di Hegyeshalom, per favorire lo spostamento dei migranti verso il confine austriaco.

10 settembre - Sono ripartiti i collegamenti via treno dalla Danimarca alla Germania, dopo la sospensione della giornata di ieri causato dall'eccessivo numero di migranti. Che possono così oggi ripartire nel tentativo di raggiungere quella che sembrerebbe essere la loro principale destinazione: la Svezia.

Il governo danese ha comunque fatto sapere che si prenderà l'incarico di identificare i migranti che raggiungono il territorio e che potrebbero venir rimandati in Germania.

Migranti: la Danimarca chiude i collegamenti con la Germania

17.30 - Oggi la Danimarca ha sospeso tutti i collegamenti ferroviari con la Germania e chiuso una parte dell’autostrada che collega i due Paesi dopo che un gruppo di migranti ha attraversato il confine e si è diretto verso nord con l’intenzione di raggiungere la Svezia.

Lo ha reso noto un portavoce della DSB, l’azienda danese che gestisce il trasporto ferroviario nel Paese, e lo ha confermato un portavoce della polizia locale, che ha spiegato come la situazione sia sotto controllo: un gruppetto di circa 100 persone arrivate nel Paese a bordo di un treno in arrivo dalla Germania si è rifiutato di scendere nella città danese di Roedby sostenendo di non volersi registrare in Danimarca.

Stiamo parlando con loro e li stiamo convincendo a uscire. La situazione è tranquilla, ma ovviamente alcune persone sono un po’ in tensione.

Il motivo è presto detto: molti dei migranti hanno parenti o conoscenti in Svezia, Norvegia e Finlandia e vogliono ricongiungersi coi loro cari, ma in generale vogliono raggiungere i tre Paesi scandinavi perchè le condizioni per i richiedenti asilo sono migliori rispetto a quelle in Danimarca.

La chiusura del tratto autostradale, invece, è stata decisa dopo un gruppo di circa 300 migranti hanno lasciato la scuola in cui erano momentaneamente ospitati e si sono diretti a piedi verso il nord del Paese, anche loro intenzionati a raggiungere la Svezia.

Al momento, però, non sembrano esserci i margini per un’eccezione. Fredrik Beijer, direttore legale della Swedish Migration Agency, ha precisato che i richiedenti asilo possono fare domanda nel bloc, ma “non hanno il diritto di scegliere in quale Paese fare richiesta di asilo”.

Ungheria, ancora tensioni tra profughi e polizia. Chiuso un tratto autostradale

Mercoledì 9 settembre 2015 - Nuove tensioni Ungheria: le autorità magiare hanno temporaneamente chiuso un tratto dell'autostrada M5. Il tratto autostradale è stato chiuso dopo che un gruppo di profughi del centro di accoglienza di Roszke (al confine serbo) lo aveva occupato.

I migranti sono riusciti a sfondare il cordone della polizia, ma gli agenti sono intervenuti per riportali nella struttura. A Roszke gli scontri tra forze dell'ordine e profughi sono ormai permanenti. Intanto è stata licenziata la videoreporter di N1TV. apparsa in alcuni video mentre prendeva a calci i migranti.

Ungheria, Orban chiede più operai per il muro anti-migranti


ore 19.44 -

Non cessa il flusso di profughi che dalla Serbia penetrano in Ungheria per raggiungere Austria e Germania. Per far fronte a questa situazione il primo ministro ungherese Viktor Orban ha chiesto di assumere più operai in modo da accelerare la costruzione del muro al confine meridionale del Paese. Lo ha rivelato lo stesso Orban in un’intervista rilasciata al Magyar Idok, dopo avere visitato a sorpresa la zona di confine dove è in atto la costruzione della barriera anti-migranti. La fine dei lavori era prevista per il 15 settembre, ma la scadenza non verrà rispettata. Il ritardo nel portare a termine l’opera è costato a Csaba Hende il posto di ministro della Difesa. Una volta ultimato, il muro sarà lungo 175 chilometri.

ore 13.31 - Il flusso di migranti sulla rotta balcanica continua. Secondo l’UNHCR soltanto ieri sono giunti in Macedonia, provenienti dalla Grecia, 7mila siriani. Da lì la rotta per raggiungere Austria e Germania passa dalla Serbia e dall’Ungheria. Almeno altri 30mila migranti sono attesi sulle isole greche di cui soltanto 20 mila a Lesbo.

martedì 8 settembre, ore 9.46 - Il primo ministro ungherese Viktor Orban alza nuovamente i tuoni chiedendo all’Europa di chiudere le frontiere per impedire che i profughi arrivino nel suo Paese: “Chiuda le frontiere o arriveranno a milioni”.

La polizia sta tentando arginare il flusso migratorio, ma in molti riescono comunque a penetrare nei campi. Questa notte, nei pressi Roszke, centinaia di profughi sono riusciti a rompere la morsa degli agenti e, vagando nei campi, hanno tentato di raggiungere a piedi una stazione, per poi dirigersi a Budapest, testa di ponte per arrivare in Austria o Germania.

Per gli addetti alla rete ferroviaria è arrivato un contrordine: se nel weekend i passeggeri senza biglietto espulsi dai controllori erano stati fatti risalire, oggi vengono invece sottoposti a controlli e a procedure di identificazione. Chi ne è sprovvisto viene consegnato alla stazione successiva.

A Rozske confluiscono volontari ungheresi e austriaci che portano generi di prima necessità e medicinali. Si temono casi di tubercolosi.

16:50 - Il Premier britannico David Cameron ha parlato alla Camera dei Comuni dicendo che saranno accolti 20mila rifugiati nei prossimi cinque anni. Ha poi ribadito che la sua prima preoccupazione è e sarà sempre quella di mantenere la sicurezza nel Regno Unito e ha anche affermato che sarà chiesto un voto al Parlamento nel caso in cui si decida di partecipare ai raid aerei della coalizione guidata dall'Arabia Saudita.

Considerato il tipo di discorso fatto da Cameron, che da una parte ha parlato di un numero esiguo di profughi da accogliere e dall'altra dei bombardamenti in Siria, su Twitter ci sono molti commenti negativi e c'è chi dice che il Primo Ministro britannico sembra pronto a uccidere più siriani di quanti ne voglia salvare.

16:35 - Si fanno sempre più insistente in queste ore le voci secondo cui la prossima settimana si potrebbe tenere un vertice straordinario dei leader dell'Unione Europea per parlare della crisi dei profughi. A richiederlo sarebbero soprattutto Francia e Germania. Il summit potrebbe andare in scena dopo il Consiglio straordinario dei ministeri dell'Interno Ue che è in programma lunedì 14 settembre

15:10 - Secondo il nuovo piano della Commissione Europea sulla ricollocazione dei profughi, il 60% dei 120mila rifugiati che ora si trovano in Italia, Grecia e Ungheria saranno distribuiti tra Germania, Francia e Spagna. Per la precisione in Germania ne andranno 31.433, in Francia 24.031 e in Spagna 14.931.

In Italia saranno ricollocati in totale 39.600 profughi ossia altri 15.600 oltre ai 24mila previsti dal piano Ue di maggio. I due piani Ue prevedono nel complesso la ricollocazione di 160mila persone.

10:18 - La BBC online precisa che in totale saranno sei i miliardi di euro messi a disposizione dalla Germania per aiutare i profughi. Infatti, oltre ai tre migliori per Stati e Comuni, ce ne saranno altri tre per programmi federali di assistenza.

Lunedì 7 settembre 2015 - Secondo quanto riporta la BBC online, il governo tedesco metterà a disposizione degli Stati federati e dei Comuni tre miliardi di euro per far fronte agli arrivi dei migranti e renderà più veloci le procedure per le domande di asilo. Inoltre, saranno aperte ulteriori strutture per accogliere i profughi.

Convoglio di 250 auto da Vienna verso il confine ungherese


Domenica 6 settembre 2015

ore 17.21 - Alcuni estremisti di destra hanno protestato la notte scorsa a Dortmund, contro l’arrivo dei rifugiati in città e contro la politica di accoglienza della Cancelliera Angela Merkel.

La polizia ha precisato che quattro persone sono state arrestate dopo che una ventina di neonazisti si sono scontrati con manifestanti di sinistra e con agenti, attaccati con bottiglie e con petardi. Tre poliziotti, un manifestante e un passante sono rimasti feriti.

ore 15.55 - Sono circa 250 le automobili di volontari austriaci partiti da Vienna per raggiungere il confine con l’Ungheria e condurre i profughi nei centri d’accoglienza predisposti in Austria. Nell’ambito dell’iniziativa è stato lanciato anche l’hashtag #carsofhope.

Dall’altra parte del confine continua il flusso dei profughi che stanno abbandonando i cinque campi di accoglienza per dirigersi verso il confine. La società ferroviaria Öbb, intanto, ha trasportato ieri dall’Austria in Germania 11mila migranti provenienti dall’Ungheria, mentre altri 2200 sono in viaggio in queste ore.

Intanto anche dalla stazione di Budapest sono partiti questa mattina alcuni treni con qualche migliaio di rifugiati a bordo, con destinazione Hegyeshalom, cittadina al confine con l'Austria.

domenica 6 settembre, ore 11.27 - Sono già 8mila i profughi che nelle ultime ore sono giunti in Germania dall’Ungheria e la polizia ne attende altri entro stasera. Dopo alcuni giorni nelle strade e nelle piazza di Budapest, i profughi si sono messi in cammino o sono stati trasportati con alcuni pullman verso Germania e Austria, i due Paesi che venerdì hanno deciso di aprire loro le frontiere.

I migranti giunti a Monaco di Baviera sono stati distribuiti anche in altre città tedesche, come Dortmund.

Intanto Angela Merkel si è detta “colpita dal dolore” dei migranti e ha sottolineato la grande “disponibilità all’aiuto” dimostrata dai suoi connazionali.

Il governo britannico si è detto pronto ad accogliere 15mila rifugiati siriani. Il premier David Cameron è intenzionato ad ampliare il programma di ricollocazione delle persone in difficoltà, ma al di fuori del sistema delle quote per i richiedenti asilo chiesto dall’Unione Europea. Londra accetterà i rifugiati direttamente dia campi profughi Onu presenti sul confine siriano.

Migliaia di rifugiati in Germania e Austria. Merkel: "Accoglienza non peserà sui contribuenti"


Sabato 5 settembre 2015

Ore 17.24 - Migliaia di rifugiati stanno raggiungendo in queste ore Monaco di Baviera e Vienna sui bus e sui treni provenienti dall’Ungheria. Decine di tedeschi hanno accolto i migranti cantando l’inno europeo e gridando più volte “Germania! Germania!”.

Intanto il portavoce di Angela Merkel, Georg Steiner, ha dichiarato all’Ansa che “c'era un'emergenza acuta da risolvere e stiamo facendo il nostro meglio perché lo sia”, ma l’accordo di Vienna e Berlino per l’Ungheria non vale per sempre:

La situazione in Ungheria stava diventando intollerabile. Migliaia di persone erano in cammino da settimane. L'Ungheria aveva detto che potevano arrivare al confine, ma non oltrepassarlo. Questo avrebbe potuto portare a un'escalation,

ha poi aggiunto Steiner sottolineando a più riprese il carattere temporaneo dell’iniziativa.

La Germania prevede di accogliere quest’oggi 10mila profughi.

La Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato oggi che la Germania può far fronte all’afflusso record di rifugiati senza mettere in pericolo il bilancio dello Stato e senza dover incrementare la pressione fiscale. Sono circa 100mila i richiedenti asilo già entrati nel Paese nel mese di agosto e sono 800mila quelli con i quali dovrebbe chiudersi il 2015, un livello quadruplo rispetto allo scorso anno.

Alla luce di questo afflusso, il governo prevede di stanziare nuovi fondi riservati alle città in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati. Grazie a entrate fiscali più ampie del previsto, Berlino potrebbe avere un margine di manovra per la spesa pubblica di circa 5 miliardi di euro.

Ore 10.14 - Secondo Melissa Fleming, responsabile delle Comunicazioni e portavoce dell'UNHCR, sarebbero circa 3000 i rifugiati che hanno già raggiunto il confine ungherese dall'Ungheria a bordo dei bus messi a disposizione dal governo di Budapest.


sabato 5 settembre, ore 9.57 - Alle 3.20 di questa notte il primo autobus dei profughi giunti negli scorsi giorni in Ungheria ha raggiunto la frontiera con l’Austria. Ad attenderli nel campo di Nickelsdorf, poco dopo il confine, vi erano i volontari della Croce Rossa viennese. Secondo le informazioni provenienti da Budapest sarebbero circa 100 gli autobus messi a disposizione dal governo ungherese per il trasporto die profughi verso l’Austria e altrettanti dovrebbero raggiungere la Germania che si è detta disponibile a concedere l’ingresso nel Paese.

Alcuni scontri si sono verificati a Roeszke dove sono stati ricondotti alcuni migranti che avrebbero voluto unirsi alla marcia verso l’Austria. In un altro centro di accoglienza 300 richiedenti asilo hanno rotto il blocco della Polizia disperdendosi nei campi.

Migranti in marcia a piedi verso Vienna, l'Ungheria invia un pullman

venerdì 4 settembre, ore 21.58 - Il governo di Budapest ha fatto sapere che invierà dei pullman per permettere ai migranti di raggiungere il confine con l'Austria. L'annuncio è arrivato direttamente dal premier ungherese, Viktor Orban. Le centinaia di migranti che si sono messi in marcia verso l'Austria stanno attualmente camminando lungo l'autostrada.

18.04 - Stando a quanto riporta la televisione di stato ungherese, un profugo pakistano sarebbe morto cadendo sui binari del treno nel tentativo di scappare dalla polizia. L'uomo di 50 anni era in fuga da Bicske in Ungheria, ed è morto dopo aver battuto la testa. Era tra i 350 che hanno tentato la fuga dal treno bloccato a Bicske. PGli agenti sostengono che l' uomo è collassato sui binari, ma che non era inseguito. Gli altri migranti, che sono scesi dal treno, sono stati condotti in un centro d'accoglienza.

17.43 - Con i treni ancora bloccati alla stazione centrale di Budapest, centinaia di migranti si sono messi in marcia a piedi: direzione Austria. Il gruppo ha già oltrepassato il fiume Danubio e non è stato bloccato (per ora) dalle forze dell'ordine. La situazione è quindi di altissima tensione, perché entro breve sarà raggiunta l'autostrada che collega Budapest con Vienna, e l'intenzione pare essere proprio quella di incamminarsi lungo quei 240 chilometri.

4 settembre 2015, 11.56 - Sono 3.313 i nuovi migranti arrivati nelle ultime 24 ore a Budapest e in Ungheria. Si tratta di circa mille arrivi in più rispetto alla giornata precedente, una differenza che dà l'idea di quanto la situazione sia ancora in pieno svolgimento. I profughi arrivano principalmente da Siria, Afghanistan, Pakistan e si aggiungono alla calca che da giorni si è assiepata alla stazione centrale di Budapest nella speranza di riuscire a prendere un treno che li porti in Austria o in Germania.

Chi sui treni è riuscito a salire, giovedì, si trova ancora bloccato sul convoglio, a Bicske. Si parla di circa 500 migranti, tra cui molti bambini, che hanno passato la notte nelle carrozze. Il treno è fermo perché le autorità stanno cercando di convincere i profughi a scendere e a essere accompagnati nei centri di accoglienza per essere registrati. Ma i migranti, che puntano a raggiungere la Germania (che si è impegnata ad accoglierne 800mila nel 2015) non hanno nessuna intenzione di lasciare quello che per loro è davvero il treno della speranza.

3 settembre: la situazione in Ungheria

20:25 - Alcuni testimoni citati dalle agenzie di stampa riferiscono che decine di profughi partiti dalla stazione ferroviaria di Budapest sono stati fatti scendere dai convogli a Gyor, in Ungheria nord-occidentale, vicino al confine con la Slovacchia. La Bbc riporta informazioni circa alcuni scontri che si sarebbero verificati tra alcuni migranti e la polizia ungherese: i primi si rifiutavano di scendere dai vagoni per essere identificati.

15:50 - Il treno partito da Budapest qualche ora fa e diretto verso la frontiera austriaca è fermo da diverse decine di minuti a Bicske, località a 40km dalla capitale ungherese dove sorge un grande campo profughi: qui i poliziotti hanno fatto scendere tutte le persone non munite di documenti validi e stanno cercando di farli salire su pullman predisposti. Ai migranti era stato detto che si sarebbero potuti recare al confine austriaco.

I migranti, raggruppati nella stazione scandiscono uno slogan conciso e chiaro: "No camp".

Il treno risulta ora essere ancora bloccato sui binari.

Nel frattempo il vicepremier ungherese Janos Lazar, sottolineando che l'Ungheria si atterrà alle regole di Schengen e Dublino, ha accusato la Germania di avere grandi responsabilità oggettive e politiche nei disordini occorsi nelle scorse ore alla stazione Keleti di Budapest: le intenzioni del governo ungherese, ha spiegato il vicepremier alla stampa, sono di registrare tutti coloro che sono entrati nel paese ed avviare la procedura d'asilo per coloro a cui spetta il riconoscimento di questo diritto.

Per questo motivo, spiegano le autorità di Budapest, il treno di migranti partito all'ora di pranzo è stato fermato a Bicske.

14:02 - Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha dichiarato che la settimana prossima il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker annuncerà nuove misure sul fronte del ricollocamento: l'UE starebbe valutando la redistribuzione di 120 mila immigrati, rispetto ai 32 mila indicati a luglio, secondo quanto anticipato da Repubblica, oltre che una clausola da 'opt out' per i paesi membri, definita dai più "un'opzione di adesione": i Paesi UE che scelgono di non partecipare potrebbero essere soggetti a sanzioni, oltre all'obbligo di spiegarne il motivo all'opinione pubblica nazionale ed europea, mentre quelli che invece aderiscono dovranno attenersi strettamente alle regole dettate dalla Commissione.

Una risposta globale che sarebbe caldeggiata anche dal primo ministro italiano Matteo Renzi che, in tarda mattinata ad una conferenza stampa a Firenze, ha ribadito la necessità di una risposta corale ed efficace dell'Unione in materia di immigrazione.

12:22 - Nonostante gli annunci diffusi dagli altoparlanti per tutta la mattina, che affermavano che non sarebbero partiti convogli verso l'Europa occidentale, alle ore 11.18 di oggi dalla stazione Keleti di Budapest in direzione Sopron è partito il primo treno carico di profughi che era bloccato alla stazione della capitale ungherese. Molti profughi sperano di poter poi attraversare la frontiera e raggiungere la Germania.

3 settembre 2015, 9.10 - Nella notte è cambiata la situazione a Budapest, capitale dell'Ungheria. Dopo giorni in cui i migranti - provvisti di regolare biglietto - sono rimasti bloccati all'esterno della stazione ferroviaria controllati giorno e notte dalla polizia, oggi l'accesso allo scalo è permesso.

I poliziotti hanno abbandonato la piazza in nottata e migliaia di migranti hanno potuto accedere alla stazione. Non c'erano però treni in partenza, e non ce ne sono nemmeno questa mattina. Si è scatenato l'assalto ad un treno che però rimarrà fermo in stazione.

I migranti che cercano di raggiungere Austria e Germania dunque sono all'interno dello scalo ferroviario - stavolta senza alcun presidio di polizia - ma il loro destino è ancora incerto.

Migranti: in Repubblica Ceca la polizia arresta e "marchia" i rifugiati

2 settembre 2015

13:18 - Dalla Repubblica Ceca giungono le immagini della polizia che "marchia" i migranti scrivendo con normali pennarelli (molto probabilmente indelebili) dei numeri di identificazione sulle braccia delle persone che sono giunte a bordo dei treni provenienti da Budapest con validi titoli di viaggio. La polizia ceca sta arrestando i migranti che cercano di raggiungere la Germania e ha detto che, dopo averli interrogati, si deciderà cosa fare con loro.

2 settembre 2015 - La stazione di Keleti, a Budapest, rata chiusa dopo gli scontri dei giorni scorsi tra le forze dell'ordine e i profughi che, con regolare biglietto, cercavano di partire per l'Austria o la Germania.

Intanto stanotte, come potete vedere nel video qui sotto, c'è stato caos nel tunnel della Manica a causa dei migranti che volevano raggiungere l'Inghilterra dalla parte francese. Sei treni Eurostar sono rimasti bloccati e alcuni sono dovuti rientrare nella stazione di partenza. Nella stazione Calais-Frethun centinaia di passeggeri dell'Eurostar per Londra sono rimasti bloccati più di quattro ore. Le ferrovie hanno distribuito cibo, acqua e generi di conforto.

Budapest chiude la stazione e accusa Merkel


Martedì 1 settembre 2015

20.45 - Si avvicina la notte a Budapest e la situazione nei pressi della stazione ferroviaria ancora non si è sbloccata: ai tanti migranti ancora non è concesso prendere i treni per partire in direzione Austria (e Germania). Molti di loro dormiranno negli spazi della metropolitana della capitale ungherese.

17.00 - La situazione si fa sempre più tesa a Budapest, dove i migranti vorrebbero raggiungere l'Austria e la Germania. Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato in Parlamento l'invio di 3000-3500 militari sul confine sud del Paese. Ma ha precisato che "i militari non avranno però ordine di aprire il fuoco per mandare via la gente".

Intanto il vicepremier ungherese, Janos Lazar, ha dato la responsabilità del caos e dei disordini, avvenuti alla stazione Keleti di Budapest, alla Cancelliera Angela Merkel. A detta del politico magiaro, i profughi siriani chiedono di partire senza registrazione perché hanno saputo della decisione della Merkel di sospendere il regolamento di Dublino.

In mattinata, centinaia di profughi hanno inscenato manifestazioni di protesta, davanti alla stazione di Keleti, chiedendo che venisse riaperta. La tensione rimane molto alta.

1 settembre 2015 - Nella sola giornata di lunedì sarebbero arrivati a Vienna circa 3.650 migranti in treno. Per la polizia austriaca, mai così tanti in un solo giorno dall’inizio dell’anno. Forse anche per questo motivo l’Ungheria oggi ha scelto di sospendere il traffico ferroviario nella stazione Budapest.

Oggi nella capitale ungherese, sono arrivati convogli con a bordo centinaia di migranti diretti verso Austria e Germania. Ma la compagnia Budapest Bkk ha reso noto in mattinata che “nessun treno arriverà o partirà dalla stazione di Keleti fino a nuovo ordine”.

La stazione in questione si trova nella zona est della città. In questo momento alcuni treni sono tornati in movimento, ma centinaia di migranti rimangono in attesa che la situazione si sblocchi. Questi si trovano ammassati all’esterno di Keleti, nella piazza antistante, e la polizia non permette loro di avvicinarsi ai treni.

I migranti sono giunti a Budapest tramite la rotta dei Balcani, attraverso Turchia, Mar Egeo e Grecia, Macedonia e Serbia. E nonostante il muro di 175 kilmoteri, eretto nel mese scorso al confine con la Serbia, sono riusciti ad entrare nel paese dell’est Europa.

Intanto si registrano scintille tra Vienna e Berlino. Il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, ha chiesto alla Germania di fare chiarezza per la posizione assunta sulle regole europee relative all’asilo. In questo modo, si porrebbe un freno alle false speranze dei rifugiati in Ungheria.

Inoltre, ha aggiunto Mikl-Leitner: “Ci sono rumors secondo i quali la Germania sta addirittura mandando treni a Budapest per prendere i rifugiati. La cosa più importante è che la Germania informi i rifugiati in Ungheria che gli accordi di Dublino non sono stati sospesi”.

Migranti in Austria, introvabili i tre bimbi ricoverati in gravi condizioni


30 agosto, ore 19.35

- Secondo quanto riferisce l'agenzia stampa Ansa sarebbero spariti i tre bambini e le loro famiglie che erano stati ricoverati venerdì in un ospedale austriaco dopo essere stati trovati a bordo di un camion bloccato nei pressi del confine con la Germania con 26 profughi a bordo.

17.55 - Le autorità austriache hanno tratto in salvo oggi pomeriggio 26 migranti che si trovavano a bordo di un camion intercettato nei pressi di Braunau am Inn, al confine con la Germania. Il mezzo, guidato da un cittadino romeno prontamente arrestato, stava trasportato 26 persone provenienti da Siria, Afghanistan e Bangladesh.

Tra i passeggeri c’erano anche tre bambini in gravi condizioni di salute, prontamente trasportati in ospedale per tutte le cure del caso.

Austria, 71 morti sul camion abbandonato: 4 arresti

29 agosto 2015 - Quattro persone, tre cittadini bulgari e un afghano, sono state arrestate in Ungheria in relazione alla strage di migranti scoperta in Austria due giorni fa. I quattro sono stati condotti questa mattina nel tribunale della città di Kecskemet e rischiano ora di essere accusati di traffico di esseri umani.

Le legge ungherese prevede un fermo di 72 ore al massimo, poi dovranno essere accusati formalmente o rilasciati. L’accusa, però, ha già chiesto un’estensione del periodo di detenzione preventiva vista la serietà e complessità del caso.

Austria, 71 i morti sul camion abbandonato

11:26 - Sono complessivamente 71 le persone morte soffocate all'interno del tir trovato abbandonato ieri in Austria, lungo l'autostrada A4 vicino al confine con Slovacchia ed Ungheria. La polizia ungherese questa mattina ha annunciato di aver arrestato un uomo, un camionista rumeno, sospettato di essere l'autista del tir che ieri si è dato alla fuga prima dell'orribile ritrovamento da parte delle autorità. Secondo altre fonti gli arresti sarebbero in totale 3, mentre il Kronen Zeitung - noto giornale austriaco - parla di 7 arresti collegati alla vicenda. Queste ultime due versioni non trovano per ora conferme ufficiali.

28 agosto 2015 - I cadaveri ritrovati nel camion in Austria sono più di 70. Se ieri le prime stime parlavano di decine di corpi, adesso dal ministero dell'interno austriaco arrivano numeri più precisi. Almeno 70 le vittime, che avrebbero perso la vita prima dell'ingresso del tir in territorio austriaco.

Austria, emergenza migranti: decine di cadaveri in un camion sull'autostrada


27 agosto 2015

16:45 - Angela Merkel si è detta "sconvolta" dalla notizia del ritrovamento di decine di corpi senza vita ammassati in un camion in sosta sull'autostrada. La cancelliera, che oggi era Vienna per partecipare alla "Conferenza sui Balcani Occidentali" ha parlato di "ammonimento per l'Europa" che viene invitata a offrire solidarietà e a cercare soluzioni. Ha poi aggiunto, parlando d'Europa: "Troveremo il modo di distribuire il carico e le sfide in modo equo. Come abbiamo risolto tutti i problemi negli ultimi anni nello spirito di solidarietà, così dobbiamo fare anche questa volta. Il mondo ci guarda".

15:55 - Non si sa ancora quante persone hanno perso la vita, probabilmente asfissiate, sul camion ritrovato su un'autostrada in Austria. Emergono però alcuni dettagli: dalle immagini si vede che il mezzo porta le insegne di un'azienda slovacca di pollame, Hyza, controllata dal gruppo Agrofert Holding. La società però ha fatto sapere di aver venduto il veicolo nel 2014. Le autorità bulgare confermano questa versione specificando che il camion è stato registrato a nome di un cittadino romeno nella cittadina di Kecskemet, lo scrive Associated Press. Continua il lavoro dei medici legali, mentre non viene permesso a nessuno, compresi i giornalisti,di avvicinarsi al luogo dove sono in corso le operazioni della polizia.

Ancora una tragedia dei migranti in Europa, in Austria la polizia ha rinvenuto decine di corpi senza vita in un camion parcheggiato in una piazzola di sosta sull'autostrada A4 che collega Vienna a Budapest. Il macabro rinvenimento è avvenuto in seguito ad alcune segnalazioni di automobilisti che avevano notato il mezzo in sosta da tempo. Secondo una prima ricostruzione il camion, con targa ungherese, era fermo in quel punto almeno da ieri, ma dallo stato di decomposizione dei corpi il decesso potrebbe essere avvenuto anche alcuni giorni fa. La polizia non ha diffuso cifre precise, parlando genericamente di un numero di vittime compreso tra le 20 e le 50, considerando le dimensioni del camion.

Il Ministro degli Interni Johanna Mikl ha parlato di "giornata nera" e ha promesso il pugno duro contro i trafficanti di persone. Allo stesso tempo però ha insistito sulla necessità di fermare queste persone ai confini dell'Europa, per evitare che tragedie di questo tipo si verifichino nuovamente, insistendo anche sulla necessità di distinguere i rifugiati politici, da distribuire tra i vari paesi dell'unione, da quelli che migrano per ragioni economiche. Soltanto due giorni fa, sempre in Austria, altre 34 persone erano state rinvenute in un rimorchio in condizioni di salute precarie, con problemi respiratori, e tratte in salvo.

A4 Austria

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