Bologna, sgombero di Villa Adelante: divieto di dimora per Gianmarco De Pieri del Tpo

De Pieri è accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale per aver spinto, durante le operazioni di sgombero di Villa Adelante, un agente della Digos.

Gianmarco De Pieri, attività del centro sociale bolognese Tpo, ha dovuto lasciare ieri sera la città di Bologna dopo aver ricevuto dalla Digos della Questura locale la notifica del divieto di dimora disposto dal gip Letizia Magliaro su richiesta del pm Antonello Gustapane nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine del 18 giugno scorso durante le operazioni di sgombero della villetta di viale Aldini a Bologna, di proprietà di Unifica Holding, occupata dal collettivo Labàs, legato al Tpo.

A comunicarlo, oltre allo stesso De Pieri su Facebook, ci ha pensato il sito ufficiale del Centro Sociale TPO, che per questa sera ha già indetto un presidio in piazza San Francesco:

Poco fa a Gianmarco è stato comunicato che entro le 19.00 dovrà lasciare Bologna, costretto da una misura cautelare del codice Rocco, risalente al ventennio più buio della nostra storia: il divieto di dimora.
A Gianmarco e a molti di noi viene imputata la resistenza al vile sgombero di Villa Adelante, dove per 9 mesi trovarono casa famiglie, pensionati, giovani precari e disoccupati che hanno deciso di non piegarsi alla crisi. Ma non basta: la più grave colpa di Gianmarco sarebbe quella di essere sempre presente in ogni luogo in cui si lotta per i diritti, per la dignità delle persone, per la possibilità di costruire una città più libera. Per noi, invece, la sua costanza nell’essere stato sempre partecipe ai percorsi di lotta e di liberazione di questa città è motivo di orgoglio.

Il divieto di dimora è stato notificato ieri e dopo qualche ora, alle 19 in punto, Gianmarco De Pieri hai lasciato la sua Bologna. Con queste parole, su Facebook, ha comunicato l’arrivederci ad amici, familiari e conoscenti:

E così, un paio di firme, due paginette di potere mal scritte con abuso di copia&incolla, un magistrato ingastrito, e mi cambia il panorama. Ma questa cosa non va a finire con #‎addioLuganoBella. […] Non è stato possibile rimanere in poltrona quando gente senza casa viene picchiata per lasciare case senza gente, così come non è possibile, per tutti e tutte noi, accettare la povertà, la distruzione dell'ambiente, della scuola, della città senza ribellarci e metterci in cammino.
Ruga essere in esilio, sia chiaro. Ma molti in giro per il mondo rischiano la pelle solo perché alzano la testa, altri muoiono senza aver mai avuto la possibilità di alzarla.

Le voci in supporto di De Pieri non sono mancate fin dai primi istanti. Giovanni Paglia, parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà, ha così commentato il provvedimento:

Tutta la mia solidarietà a Gianmarco De Pieri. Quel giorno avrei voluto e dovuto esserci anch’io e solo gli impegni parlamentari me l’hanno impedito. Che Gianmarco non possa risiedere a Bologna è un’assurdità sotto ogni punto di vista, che solo una sopravvivenza del codice fascista può motivare. A Bologna la parola “legalità” sta diventando un insulto al buon senso.

E oggi, poche ore dopo la partenza di De Pieri e a poche ore dal presidio organizzato dal Centro Sociale TPO, gli attivisti che ne fanno parte hanno tenuto una conferenza stampa in presenza di avvocati che hanno fornito preziosi consigli, a cominciare dall’avvocato Simone Sabattini, che commentando il provvedimento e il fatto che viene contestato a De Pieri - resistenza e lesioni per aver spinto un agente della Digos, che ha ricevuto una prognosi di 7 giorni - ha affermato:

Un fatto modesto, con lesioni lievi che andranno verificate, durante un’azione collettiva, a volto scoperto come sempre.

L’avvocato ha spiegato di essersi già messo in moto per chiedere la riduzione o l’annullamento del provvedimento che, al momento, va ad impattare pesantemente sulla vita e sull’attività lavorativa di De Pieri.

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