Palestina: Notte di scontri nel campo profughi di Jenin

A Palestinian man burns tires during clashes with Israeli security forces following an Israeli army raid in the West Bank city of Jenin to arrest an alleged Hamas member, early on September 1, 2015. Clashes erupted during the raid in the occupied West Bank, leaving an Israeli border policeman and five Palestinians wounded. Palestinian security officials said the house targeted in the raid belonged to Majdi Abu al-Hija, a Hamas official, who was arrested. AFP PHOTO / JAAFAR ASHTIYEH        (Photo credit should read JAAFAR ASHTIYEH/AFP/Getty Images)

Nel nord della Cisgiordania, nel campo profughi di Jenin, ha avuto luogo una vera e propria battaglia a fuoco la scorsa notte. La tensione è salita quando le forze militari israeliane hanno fatto partire un’operazione “anti-jihad”.

L’obiettivo del governo di Tel Aviv pare fosse quello di arrestare un terrorista fondamentalista. Per l’azione è stato messo in campo un ingente dispiegamento di forze: 40 tank, fanteria, unità anti-terrorismo, bulldozer e anche degli elicotteri. Così inevitabilmente è salita la tensione e la popolazione locale ha reagito.


Le prime notizie trapelate parlano di 6 morti tra i palestinesi, forse membri della Jihad islamica, incluso un comandante regionale. Ma in tarda notte altre fonti hanno invece fatto riferimento a 6 feriti da proiettili di gomma. Tra questi dovrebbe esserci anche un militare israeliano, colpito da fuoco amico e attualmente in cura all’ospedale di Haifa.

Il ricercato principale da Israele è Bassem al-Sa’di, ex prigioniero politico e rilasciato nel 2011. Le forze israeliane, però, non avendolo trovato si sarebbero successivamente spostate verso la casa della famiglia di Abu al-Hija, accusata di militare tra le fila di Hamas. L’accerchiamento dell’abitazione si sarebbe concluso, secondo Nena News, con l’arresto del sospettato Majdi al-Hija, di suo fratello e del figlio di quest’ultimo.

Per i testimoni palestinesi si sarebbe trattata di una vera e propria aggressione, visto che l’esercito israeliano avrebbe circondato molte case e lanciato missili contro due abitazioni. D’altro canto l’Autorità Nazionale Palestinese non è intervenuta, anche se era legittimata a farlo. Ricordiamo, a tale riguardo, che Jenin si trova nella cosiddeta Area A, dunque secondo gli accordi di Oslo è sotto il controllo militare e civile della Palestina.

Le notizie che giungevano da Jenin hanno provocato una reazione a catena in Cisgiordania e a Gaza: nella notte ci sono stati scontri ad al-Bireh (Ramallah) e Betlemme, e pare che un missile sia stato lanciato dalla Striscia verso il territorio di Isreale.

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