Un giornalista de La Stampa minacciato per l'inchiesta sullo sfruttamento dei migranti

Ha presentato denuncia ai carabinieri, col suo lavoro ha documentato il caporalato ai danni dei migranti nei vigneti di Asti.

schermata-2015-09-04-alle-17-30-33.png

Riccardo Coletti, 33 anni, è un giornalista collaboratore de La Stampa, che con un'inchiesta ha raccontato lo sfruttamento dei migranti che lavorano per 3/5 euro l'ora nei vigneti astigiani, per la precisione a Canelli. Duecento lavoratori, in larga parte provenienti dall'Est Europa, che vengono sfruttati con le classiche modalità del caporalato.

Un lavoro che gli è costato delle minacce, da lui stesso raccontate a La Stampa:

«Erano in due, su una Bmw nera. Mi stavano aspettando su una piazzola, dietro casa mia, nella Langa astigiana. Un posto isolato, non so come sapessero che abito lì. Uno, alto, grosso, accento dell’Est, forse bulgaro o macedone, è sceso dall’auto e mi ha detto: “Tu, finché c’è la vendemmia, a Canelli non ci devi più venire”. Poi è risalito sulla Bmw, mentre l’altro mi guardava quasi con indifferenza. Ho provato a prendere il numero di targa, ma era coperta da un pezzo di cartone. E quelli, in un attimo, sono spariti. Solo in quel momento ho capito che dovevo stare attento».

Con la sua inchiesta ha documentato come vivono e vengono sfruttati bulgari, macedoni, marocchini, albanesi; i loro alloggi in tende di fortuna o direttamente sulle panchine, nei casi migliori ospiti della Caritas. Già lunedì scorso, nel pieno lavoro per la sua inchiesta, aveva trovato la sua Panda danneggiata, al ritorno a casa due uomini lo stavano aspettando. "A quel punto ho chiamato i carabinieri di Canelli, con il capitano Lorenzo Repetto, che da quel momento, voglio dirlo, mi sono stati sempre vicini".

L'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, attraverso il presidente Alberto Sinigaglia, e l'Associazione Stampa Subalpina hanno espresso solidarietà con una nota, raccomandando alle forze dell'ordine "la massima vigilanza affinché ogni giornalista possa svolgere fino in fondo le sue inchieste e affinché il lavoro di Coletti e degli altri cronisti sul fronte dello scandaloso caporalato possa proseguire e portare risultati di informazione e civiltà".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO