Ora lo Stato Islamico mette in vendita gli ostaggi

Un nuovo capitolo nella strategia mediatica del Daesh: ostaggi messi in vendita con tanto di numero di telefono

La strategia del terrore mediatico dello Stato Islamico si arricchisce di un nuovo capitolo con inserzioni pubblicitarie sulla sua rivista Dabiq che mettono in vendita i suoi ostaggi, un norvegese e un cinese, alludendo alla possibilità di ucciderli qualora nessuno paghi il riscatto.

Si tratta di “un’offerta a tempo limitato” e non potrebbe essere altrimenti per il gruppo che ha fatto degli ultimatum uno dei topoi della sua strategia mediatica. Nella terz’ultima e penultima pagina del numero del magazine pubblicato mercoledì 9 settembre vengono pubblicizzate le vendite di “un prigioniero norvegese”, Ole Johan Grimsgaard Ofstad, 48enne, nato a Porsgrunn, e di un cinese “for sale”, Fan Jinghui, 50enne di Pechino.

Grafica occidentale, testi in inglese, quattro foto segnaletiche e un messaggio che spiega che l’ostaggio

"è stato abbandonato dal suo governo, che non ha fatto del proprio meglio per comprare la sua libertà. Chiunque voglia pagare il riscatto per il suo rilascio e trasferimento può contattare".

C’è anche un numero di telefono da contattare, ma secondo il sito fakenumber.org il prefisso +96 suggerirebbe un numero falso.

Sull’ultima pagina campeggia un’immagine di Papa Francesco che viene definito “papa crociato”. Un pezzo di pura propaganda che, in maniera totalmente impropria, associa il pontefice a una neo-crociata dell’Occidente contro l’Islam.

Pur facendosi veicolo del messaggio jihadista, la rivista mutua dai magazine occidentali linguaggio e impostazione grafica, proprio come è già avvenuto per i video che ne hanno scandita l’escalation mediatica fra l’estate e l’autunno del 2014.

Via | Ansa

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