L'Aquila, le foto che mostrano l'orrore dell'ospedale psichiatrico di Collemaggio

Una serie di fotografie dell'inizio del secolo scorso, in mostra a L'Aquila, documentano gli orrori dell'ospedale psichiatrico cittadino.

In occasione della presentazione del romanzo "Il Nido della Follia" dell'abruzzese Francesco Proia ambientato idealmente nell'ex ospedale psichiatrico Collemaggio de L'Aquila, sono state mostrate per la prima volta anche delle lastre fotografiche risalenti all'inizio del secolo scorso. Le immagini mostrano uomini e donne con espressioni di sofferenza, il più delle volte nudi, legati e malnutriti. La serie di fotografie era stata rinvenuta per la prima volta quindici anni fa da un ristoratore della zona, Stefano Mazzetta, in occasione dei lavori di ristrutturazione del canile della struttura.

La storia viene raccontata in esclusiva da AbruzzoLive che sul suo sito web pubblica anche alcune di queste fotografie (sono immagini molto crude). Mazzetta per tutti questi anni si era completamente dimenticato di averle o forse ne aveva sottovalutato il valore documentale. La pubblicazione del romanzo di Proia lo ha spinto a riaprire quelle vecchie scatole, per condividerne il contenuto. La loro durezza ha fatto pervenire delle critiche ad AbruzzoLive per la scelta di pubblicarle. La redazione si è però difesa sostenendo che la pubblicazione è una sorta di "riconoscimento, se pur minimo, per quello che hanno patito" quelle persone.

Le foto non sono molto dissimili da quelle scattate nei lager nazisti che siamo purtroppo abituati a conoscere. Documentano, ancora una volta, l'orrore che in queste strutture veniva vissuto dai pazienti. Ci si chiede anche cosa potesse spingere i medici dell'epoca a documentare con delle fotografie lo strazio di quei corpi sofferenti. Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, Peppe Dell'Acqua, intervistato per vita.it da Sara De Carli ha provato a dare una spiegazione:

Le hanno fatte gli scienziati dell’epoca, non guardoni o pornografi. Era il rigore della scienza psichiatrica positivistica. Appena la fotografia fu utilizzabile, la si utilizzò nel tentativo di fissare nel fotogramma l’immagine della malattia. Quelle foto in qualche maniera rincorrono questa fantasia di trovare nei corpi obesi, asimmetrici, squilibrati, emaciati, lunghi piuttosto che corti i segni della malattia psichica.

Dell'Acqua (qui l'intervista completa) plaude alla decisione di AbruzzoLive di rendere pubbliche le foto, servono a sensibilizzare le persone su un tema ancora attuale. A suo modo di vedere non ci sono molte differenze tra quelle foto e alcuni reparti di psichiatria degli ospedali italiani. Luoghi che dovrebbero servire a curare i malati, si trasformano in centri di annientamento e cita il caso di Franco Mastogiovanni, morto nel 2009 in provincia di Salerno in seguito ad un ricovero per un trattamento sanitario obbligatorio.

La struttura oggi è in stato di semi abbandono, anche se alcune realtà autonome come l'associazione 3e32 in questi anni ha provato a sfruttarla per iniziative culturali a favore dei cittadini. Un tentativo di riqualificazione che segue l'esempio di altre città italiane come Trieste, Firenze e Siena.

© video www.news-town.it

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO