Vatileaks, il cardinale Bertone si difende: "L'attico l'ho pagato io"

I lavori di ristrutturazione dell'attico del cardinale Bertone pagati con i soldi del Bambin Gesù? Il cardinale replica

Tarcisio Bertone

5 novembre 2015 - Il cartinale Tarcisio Bertone prova a difendersi dopo le notizie pubblicate dal libro Avarizia di Emiliano Fittipaldi. Rimanda al mittente tutte le accuse sulla questione dell'attico restaurato con i soldi della Fondazione Bambin Gesù.

"È una vergogna, non so come difendermi, difendersi dalle calunnie è quasi impossibile", dice al Corriere della Sera.

Così Bertone ricostruisce i fatti:

"Gli appartamenti assegnati ai cardinali della Curia romana sono di proprietà del Governatorato vaticano o dell'Apsa, e vengono ristrutturati a cura delle amministrazioni con spese messe a bilancio anno per anno. Quanto all'appartamento che mi è stato assegnato [...] mi è stato comunicato che quell'anno non era messa a bilancio alcuna somma per la ristrutturazione e avrei dovuto sostenere io le spese. Mentre avanzavano i lavori e alla Ragioneria arrivavano le fatture da pagare fui invitato dal Governatorato a saldare. E in effetti, come risulta da una precisa documentazione, ho versato al Governatorato la somma: dal mio conto. Il Governatorato mi ha comunicato una spesa sui 300 mila euro: ho pagato con i miei risparmi per un appartamento che non è di mia proprietà e resterà al Governatorato".

Sull'attico:

"Sempre questa storia dell'attico con vista su San Pietro. Non esiste nessun attico. Io abito al terzo piano e il terrazzo non è mio, è stato risanato durante i lavori ma è quello condominiale, in cima al palazzo. È di tutti gli inquilini, cardinali e arcivescovi, che ci vivono".

Vatileaks: l'attico di Bertone e altri scandali della chiesa in "Avarizia" di Emiliano Fittipaldi


3 novembre 2015

Sono giorni caldi in Vaticano, è di ieri la notizia dell'arresto di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Immacolata Chaouqui, ritenuti responsabili per la fuga di notizie riguardanti gli affari della Santa Sede. C'è però grande preoccupazione anche per l'imminente pubblicazione di due libri, si tratta di Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi, entrambi nelle librerie giovedì 5 novembre.

Oggi Repubblica ha pubblicato alcune anticipazioni proprio dell'opera di Fittipaldi. A finire nel mirino del giornalista de L'Espresso è il cardinale Tarcisio Bertone. Il suo attico da 300 metri quadri in palazzo San Carlo aveva già fatto discutere, ora si scopre che i lavori di ristrutturazione del suddetto appartamento di lusso sono state pagate con i soldi della fondazione Bambin Gesù.

La suddetta fondazione era stata creata con lo scopo di raccogliere fondi per "la raccolta di fondi volti a sostenere l'assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù". La società di revisione PricewaterhouseCoopers avevano evidenziato, in un rapporto consegnato al Vaticano nel 2014, come nel bilancio ci fossero delle spese discutibili come ad esempio i 24 mila euro pagati ad una società di charter romani per il noleggio di un elicottero che aveva trasportato il cardinale Bertone in Basilicata.

In quel caso il viaggio del prelato era servito a svolgere delle non meglio operazioni di marketing proprio per l'ospedale pediatrico. C'è però un'altra spesa destinata a far discutere. Pare infatti che la fondazione abbia staccato un assegno da 200 mila euro per pagare in parte i lavori di ristrutturazione del lussuoso appartamento di palazzo San Carlo. Il pagamento è stato effettuato a favore della ditta Castelli Real Estate di proprietà di Gianantonio Bandiera. Bertone, interrogato in proposito da Fittipaldi, specifica che lui stesso ha provveduto a pagare i lavori di ristrutturazione.

Ma una parziale ammissione arriva da Profiti, ex membro del consiglio direttivo della fondazione legata al Bambin Gesù. Secondo Profiti la spesa è stata autorizzata dalla fondazione proprio per le spese di ristrutturazione dell'attico, in cambio l'abitazione sarebbe stata messa a disposizione della fondazione dal cardinale per delle non meglio specificate "finalità istituzionali".

Questo e tanti altri casi saranno trattati in Avarizia, un libro che a due giorni dalla sua pubblicazione sta sollevando già un gran polverone. Lo testimonia la nota rilasciata dall'ufficio stampa vaticano che parla di "grave tradimento della fiducia accordata dal Papa". Pubblicazioni che hanno, sempre secondo il Vaticano, lo scopo di arricchire gli autori e non certo di aiutare Francesco I nella sua missione pontificia.

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