Eremita spagnolo ritrovato dopo 20 anni in Maremma

L’Administracion de Justicia spagnola lo aveva dato per morto cinque anni fa

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È una storia da romanzo quella di Carlos Sanchez Ortiz de Salazar, il 46enne originario di Siviglia che alcuni giorni fa ha incrociato due fungaioli nella macchia mediterranea del tratto di Maremma situato fra Cala Violina e le colline di Scarlino. L’uomo gli ha detto di chiamarsi Carlos, ha mostrato loro i documenti e ha detto che quell’incontro lo avrebbe obbligato a scappare.

Negli ultimi giorni i due fungaioli hanno fatto delle ricerche su Internet, hanno contattato l’associazione Penelope e l’omologa spagnola Sos Desaparecidos che riunisce i familiari delle persone scomparse e sono riusciti a rintracciare i genitori dell’uomo: il padre Carlos, 68 anni, e la madre Assunta, 65 anni.

Carlos è fuggito di casa a 26 anni, lui, medico psichiatra, in seguito ad una grave depressione ha deciso di tagliare i ponti con il suo passato e di vivere in maniera selvaggia, lontano dalla civiltà, come il Christopher McCandless di Into the Wild. Dal cuore dell’Andalusia è finito nella Maremma toscana. Non si sa come, non si sa quando e non si sa nemmeno quali tappe lo abbiano portato in Toscana.

I genitori avevano perso ogni speranza nel 2010, dopo che l’Administracion de Justicia spagnola di Cazalla de la Sierra lo aveva dichiarato ufficialmente morto. Ora Carlos e Assunta, confortati dalla notizia di avere ritrovato il figlio, vorrebbero riabbracciarlo, anche solo per un attimo, per poi lasciarlo libero di proseguire nella sua scelta di vita.

L’uomo ha abbandonato il luogo nel quale ha incrociato i fungaioli e a nulla sono valse le ricerche alle quali ha partecipato anche Marcello Stella, sindaco di Scarlino. I familiari – compresa la sorella Olga che dalla Spagna ha mandato un tweet di ringraziamento all’associazione Penelope e a chi ha contribuito a far sapere alla famiglia della sua sopravvivenza – vogliono sincerarsi delle condizioni di salute dell’uomo.

Il suo rifugio era una tenda, ma non si riesce a comprendere in quale modo l’uomo sia sopravvissuto per così tanti anni. Alcuni sostengono di averlo visto rovistare nei cassonetti, altri affermano che sia riuscito a coltivare qualcosa nel bosco. Ora la speranza dei genitori è di riuscire a riabbracciarlo dopo vent’anni di dolorosa separazione, ma, ora, nessuno può dire se l’avvistamento di alcuni giorni fa sia stato soltanto l’inizio di una nuova lunga ricerca.

Via | Corriere della Sera

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