Hebron, palestinese ucciso da agenti sotto copertura

In Cisgiordania si acuiscono le violenze tra israeliani e palestinesi: la città di Hebron e i suoi dintorni, a una trentina di chilometri da Gerusalemme, sono l’epicentro degli scontri e le forze di sicurezza di Israele hanno allestito un centinaio di checkpoint con accessi controllati, tornelli metallici, sbarramenti e restrizioni supplementari.

L’intifada dei coltelli sembra avere portato lo scontro a un livello di ferocia più alto rispetto alla prima (1987-1993) e alla seconda intifada (2000-2005).

Un palestinese collegato a un uomo sospettato di essere l’organizzatore di un attacco anti-israeliano è stato ucciso in un ospedale di Hebron da agenti israeliani sotto copertura. Il Ministero della Sanità palestinese ha reso noto che Abdallah Azzam Shalaldeh, 27 anni, è stato ucciso mentre si trovava all’ospedale di Hebron da un’unità di mustarabin, agenti che operano sotto copertura. Anche le autorità israeliane hanno confermato il raid, spiegando di avere sparato quando l’uomo ha tentato di resistere all’arresto.

Secondo lo Shin Bet, il servizio di intelligence dello Stato ebraico, Shalaldeh apparteneva a una famiglia di militanti di Hamas ed era sfuggito all'arresto dopo un attacco all'arma bianca il 25 ottobre scorso, sferrato nei pressi di Hebron, che aveva gravemente ferito un cittadino israeliano.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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