Attentati a Parigi: centinaia di persone sotto assistenza psicologica

PARIS, FRANCE - NOVEMBER 16:  A man weeps for a lost friend as people gather to observe a minute-silence at the Place de la Republique in memory of the victims of the Paris terror attacks last Friday, on November 16, 2015 in Paris, France. Countries across Europe will join France, currently observing three days of national mourning, in a one minute-silence today in an expression of solidarity with the victims of the terrorist attacks, which left at least 129 people dead and hundreds more injured.  (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

La rielaborazione del trauma, dopo i tragici attentati di Parigi di venerdì scorso, non sarà cosa facile. Intanto la capitale francese sta offrendo servizi di assistenza psicologica adeguati per i suoi cittadini.

Ormai sono più di 500 le persone accolte e ascoltate da venerdì sera da psicologi e psichiatri che, in diversi punti e strutture, stanno offrendo sostegno. In particolare, nell'XI arrondisement, il servizio sanitario nazionale ha messo a disposizione un nutrito numero di medici. Qui giungono singoli cittadini. Ma anche famiglie e bambini, perché non bisogna spiegare quello che è accaduto solo a sé stessi. Si devono aiutare anche figli piccoli rimasti traumatizzati, o più "semplicemente" trovare le parole giuste per rispondere alle loro domande.

Anche nella prefecture, molti medici stanno fornendo assistenza agli agenti che erano servizio proprio nelle ore degli attentati. Sono i membri delle forze dell'ordine che in meno di un anno hanno dovuto far fronte a due attacchi improvvisi, ancora scioccati dalla strage di Charlie Hebdo. A Parigi, li chiamano “poliziotti maledetti”. Gli psicologi, inoltre, sono al lavoro anche tra i banchi delle scuole, che hanno riaperto nella giornata di ieri.

In Francia sono state attivate cellule d'urgenza medico-psicologiche (Cump), e altro personale è in servizio presso l'ospedale "Hotel-Dieu", qui viene dato supporto alle persone coinvolte nell'organizzazione dell'emergenza. Un altro servizio di sostegno per i familiari ha aperto nella sede dell'Ecole Militaire. E perfino il ministero della Cultura e della Comunicazione ha creato un centro di sostegno dedicato ai collaboratori del Bataclan (artisti, tecnici e familiari).

Infine, il Comune di Parigi ha reso attivo un numero verde per dare soccorso ai parenti delle vittime. Fuori dalla Capitale, all'ospedale di Saint-Denis, vicino allo stadio, è stato aperto un altro servizio d'ascolto.

Un impegno così alto sarà tenuto per le prossime due-tre settimane. Per il periodo successivo, i responsabili della servizio sanitario hanno fatto appello anche a volontari. E' infatti molto importante che vengano prese in carico anche le sindromi post-traumatiche.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO