Islamofobia: tanti casi in Francia, ma anche in Italia

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Uomini e donne di religione musulmana stanno vivendo giornate molto difficili in Francia, ma anche in altre parti d'Europa e del mondo. Dopo gli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, sono stati segnalati diversi casi di xenofobia e razzismo da parte di cittadini europei che non riescono ad individuare i veri colpevoli del terrorismo, finendo col prendersela con tutti i musulmani, anche quelli che vivono pacificamente in Europa.

Yasser Louati, portavoce dell'Associazione contro l'islamofobia in Francia, si sta battendo da giorni per cercare di far capire che la comunità islamica nel suo insieme non ha niente a che vedere con l'estremismo e con i responsabili dei terribili attentati di venerdì scorso. Purtroppo il clima è cambiato dopo l'attentato alla sede di Charlie Hebdo del gennaio scorso e la situazione è notevolmente peggiorata da una settimana a questa parte, soprattutto per la modalità degli attentati che hanno riguardato persone comuni, perlopiù giovani, che stavano trascorrendo un normale venerdì sera tra le vie di Parigi.

Louati ha raccontato di aver ricevuto centinaia di segnalazioni, talmente tante da non essere ancora riuscito a leggerle tutte. La comunità islamica vive giornate di grande preoccupazione: "Telefonate, mail, colloqui. Le famiglie vogliono sapere se possono mandare a scuola i figli. La cosa più grave? Il governo non ci ascolta. Siamo davvero molto preoccupati - continua Louati - l'80% delle persone che ci contattano sono donne e ogni anno riceviamo circa 2mila dossier. Con gli ultimi attentati però, il clima diventerà ancora più teso".

Secondo Louati in questo momento l'associazione - nata dopo l'11 Settembre 2001 - non riuscirebbe a dialogare con le istituzioni francesi, sicuramente impegnate nella lotta al terrorismo, ma al tempo stesso colpevolmente assenti per ragioni di opportunità politica: "Non c’è alcun tipo di dialogo: per semplici motivi di convenienza Hollande non vuole starci a sentire. Siamo nella situazione paradossale per cui i musulmani francesi sono incolpati degli attentati di otto folli. Ma se i servizi segreti non sono riusciti a fermarli, come faceva la comunità islamica a farlo? Siamo davvero frustrati - conclude Louati - perché capiamo che il governo non cambierà registro. Teme il Front National di Marine Le Pen e per questo preferisce fare finta di nulla".

Benché il popolo francese sia generalmente molto educato alla diversità e convive con i musulmani da moltissimo tempo, si stanno verificando episodi di intolleranza davvero inaccettabili. In Francia vivono circa 6-7 milioni di musulmani, alcuni da due o tre generazioni, ma nonostante questo proprio a Marsiglia - la città più multietnica del Paese - oggi una ragazza è stata aggredita all'uscita della metropolitana da un uomo che l'ha chiamata 'terrorista' solo perché portava il velo, che poi l'ha colpita con diversi pugni, ferendola infine con un coltello. Il prefetto della polizia di Bouches-du-Rhône ha confermato che gli atti di violenza nei confronti dei musulmani si sono moltiplicati dopo il 13 novembre.

È anche questa una delle conseguenze di attentati tanto vigliacchi quanto terribili; il cosiddetto uomo qualunque, in base all'idiota sillogismo secondo il quale "non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani", si sente autorizzato a dar sfogo a sentimenti di xenofobia e razzismo.

Anche in Italia, purtroppo, dobbiamo registrare i primi casi di disgustosa intolleranza. Per assurdo si sono verificati a Bologna, città notoriamente accogliente e multietnica come Marsiglia. Il coordinatore della comunità islamica Yassine Lafram, ha raccontato al 'ilfattoquotidiano.it' un paio di episodi molto gravi. Una studentessa universitaria di 22 anni, Melania, è stata aggredita in strada da una donna che l'ha insultata e poi le ha strappato il velo: "Sono stata aggredita da una donna. Mi ha insultata, dicendomi che noi appoggiamo l’Isis, che siamo sempre noi a rovinare tutto. E poi mi ha strappato il velo dal capo".

Anche Fatima, studentessa 20enne, ha raccontato una serie di intimidazioni subite nel centro di Bologna. Vicino Piazza Maggiore qualcuno le ha gridato "terrorista" ed anche che doveva "tornare da dove era venuta". Mentre aspettava l'autobus alla fermata un uomo ha rincarato la dose: "E' passato un signore in bicicletta e appena mi ha visto ha iniziato a insultarmi, gridava ‘dovete tornarvene a casa, voi e le vostre guerre di merda‘".

Anche questi episodi sono conseguenza diretta del terrorismo, che senz'altro fanno il gioco dell'ISIS, al quale farebbe molto comodo avere nuovi giovani discriminati e arrabbiati da reclutare tra le sue fila.

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