Allerta terrorismo in Italia: due arresti a Genova

I due cittadini siriani sono stati condotti in carcere in attesa di essere interrogati.

2 gennaio 2016 - Due cittadini siriani, una donna di 24 anni e un uomo di 31 anni, sono stati arrestati all’aeroporto di Genova mentre erano in attesa di imbarcarsi con documenti risultati falsi su un volo diretto a Londra.

L’arresto è scattato il 31 dicembre, ma la notizia è stata diffusa soltanto ora: i due, secondo quanto emerso, erano in possesso di carte di identità del Belgio, ma non parlavano francese. Nei loro telefonini, ispezionati dalle autorità italiane, sono state rinvenute foto di armi artigianali e immagini di guerra, ma è ancora presto per capire il perchè si trovassero lì.

É Genova24 è scrivere oggi che nelle valige dei due giovani, fermati in base alla nuova normativa antiterrorismo, sono stati rinvenuti dei documenti cartacei ora al vaglio degli inquirenti. In attesa di ulteriori accertamenti, la giovane è stata trasferita nel carcere di Pontedecimo, mentre per il 31enne che si trovava con lei si sono aperte le porte del carcere di Marassi.

Gli interrogatori dei due dovrebbero iniziare lunedì.

Alfano: "Concluso patto Ue su passeggeri aerei. Ma no a sospensione Schengen"

4 dicembre 2015 - "Abbiamo appena concluso un accordo sulla direttiva Pnr, che si concluderà definitivamente il 15 dicembre", a dichiararlo è stato il ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano.

L'accordo per la registrazione dei dati dei passeggeri è inerente ai voli continentali ed è stato concluso tra governi Ue e non in base ad un accordo tra istituzioni europee. Il Pnr, ha chiarito il titolare del Viminale, "prevede la possibilità per le polizie di avere in chiaro i nomi dei passeggeri, con l'obbligo per le compagnie aeree di tenere archiviati le indicazioni anagrafiche ed una serie di dati molto importanti".

In sostanza, i dati saranno in chiaro per sei mesi, e per i successivi quattro anni e mezzo, in quanto criptati, saranno comunque accessibili. Tuttavia, Alfano ha ribadito che non ci sarà una sospensione Schengen per il prossimo Giubileo della Misericordia.

Come ha riportato l'Ansa, il ministro ha voluto essere molto chiaro sul tema: "Noi vogliamo accogliere i pellegrini. Non mi pare un'idea del tutto compatibile con l'accogliere pellegrini quella di rendere più complicato l'accesso in Italia" Ed ha aggiunto: "Quello che dobbiamo fare è garantire sicurezza. Entrare in Italia deve essere consentito secondo le regole europee e al tempo stesso dobbiamo avere un controllo efficace su chi entra e credo che fin qui abbiamo dimostrato di saper fare questo nostro lavoro".

Terrorismo in Italia, si aggrava la posizione del giovane siriano arrestato a Bergamo


12.10

- Un ragazzo afgano di 22 anni è stato arrestato nei giorni scorsi alla frontiera italo-francese di Bardonecchia mentre si trovava a bordo di un Tgv partito da Parigi e diretto a Roma.

Durante un controllo il 22enne è stato trovato in possesso di sei telefoni cellulari e 23 schede sim di cui non è riuscito a spiegare la provenienza, oltre a una serie di foto della guerra in Siria e Iraq, comprese, lo scrive il quotidiano La Stampa, quelle in cui si vedono due miliziani armati posare dietro a sei teste mozzate.

Il giovane, lo ha spiegato il suo legale, l’avvocato Andrea Battisti, è stato trattenuto per qualche ora e, dopo che non è stato possibile accertare il reato di ricettazione, è stato rilasciato a trasferito nel Cie di Torino in attesa di altri accertamenti:

Il mio cliente non è stato in grado di dire dove e come aveva trovato o acquistato i cellulari. Se in Francia, Inghilterra o Italia. Dunque, niente ricettazione, non è stato possibile accertare il reato che gli era stato contestato. E il gip, giovedì, lo ha scarcerato. […] Ho svolto la funzione di difensore rispettando la deontologia professionale però come uomo e cittadino sono rimasto francamente stupito di questa situazione.

Il 22enne, identificato come Nassim Lagani, ha spiegato di parlare solo la lingua Pashtun e non è stato in grado di spiegare né la provenienza dei materiale che portava con sé, né il motivo del suo viaggio in Italia, se non che dopo dieci anni trascorsi a Londra voleva chiedere asilo politico nel nostro Paese.

Le indagini e gli accertamenti sul suo conto sono ancora in corso.

28 novembre 2015 - Alali Faowaw, il cittadino siriano di 30 anni fermato mercoledì scorso all’aeroporto di Orio al Serio insieme a un connazionale mentre cercava di imbarcarsi su un volo per Malta con un passaporto falso, deve rispondere anche dell’accusa di associazione e arruolamento con finalità di terrorismo.

Lo ha deciso di Procura di Bergamo, che ha stabilito anche di lasciare i due giovani in isolamento almeno fino al prossimo 17 dicembre, giorno in cui è in programma la seconda udienza. La posizione di Faowaw si è aggravata quando gli inquirenti hanno rivenuto una sua foto con una divisa che proverebbe la sua appartenenza alle fila dell’ISIS.

Il giovane si sarebbe giustificando spiegando di aver lavorato come poliziotto e che, in quella foto, stava presidiando un incrocio di Raqqa.

Terrorismo in Italia, Alfano: “Nel nostro Paese si può stare tranquilli”

22 novembre 2015 - Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ospite di Maria Latella su SkyTg24, è tornato a parlare dell’inasprimento dei controlli nel nostro Paese in seguito agli attentati di Parigi e ha spiegato cosa è cambiato e cosa cambierà nelle prossime settimane:

Schengen non è morta. Dobbiamo considerare che occorrono alcune revisioni e modifiche. Non esiste nessuna confederazione di stati o aggregazione che abbia cancellato i confini interni e non presidiato quelli esterni. Ci sarà un immagazzinamento dati che comprimerà un po' la nostra privacy su alcuni aspetti ma indispensabile in questo momento: da Roma a Berlino, ad esempio, i controlli saranno intensificati. Non verranno controllati solo i passaporti ma sarà inviato tutto a una banca dati centrale. Anche il dettaglio del posto dove ci siamo seduti in aereo.

E, ancora:

Nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona: in ogni caso nessun Paese è a rischio zero. […] Serve una strategia militare per aggredire i trafficanti, noi facciamo di tutto per la prevenzione e la repressione interna ma ci vuole una strategia sul traffico di esseri umani che lo stronchi nei luoghi dove i trafficanti si organizzano.

A proposito della situazione in Siria e dell’intervento militare della coalizione, citando anche le parole di Papa Francesco, Alfano ha spiegato:

Per la Siria noi diciamo no a una Libia bis: dopo Gheddafi la comunità internazionale non ha saputo completare il lavoro, e chi ha pagato il conto? Noi, che ci troviamo a gestire gli sbarchi. Se la Siria fosse bombardata senza completare la risistemazione delle istituzioni democratiche potrebbe essere una nuova Libia. […] Se la guerra è mondiale come dice il Papa vanno ripensate le alleanze: io non rinuncio al nostro asse, ma contro l'Islamic State serve una grande alleanza. Si sta combattendo una terza guerra mondiale a pezzettini.

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Terrorismo: Roma nel mirino dell'Isis, arrestati due siriani

20 novembre - Come già avvenuto ieri, anche oggi la polizia ha arrestato due siriani che provavano a lasciare il paese con due passaporti falsi, uno norvegese e l'altro francese. Il tutto è avvenuto a Ciampino, dove i due ragazzi (19 e 18 anni) hanno provato a imbarcarsi per Malta, ma - a differenza degli arresti di ieri - per il momento non c'è alcuna prova che i due fossero in alcun modo legati allo Stato Islamico.

Che l'Italia sia però in qualche modo collegata con quanto avvenuto a Parigi lo dimostrano non solo i 17 arresti della scorsa settimana, ma anche le parole di Giancarlo Capaldo, che segue l'inchiesta: "Abbiamo il riscontro del passaggio in Italia di qualche soggetto legato alla strage di Parigi ma non di attività di questi soggetti in Italia. Quando l’indagine su Parigi sarà approfondita, sarà più facile capire se in Italia c’è qualcosa di parallelo a quanto emerso a Parigi”.

Allerta terrorismo in Italia

L'allerta terrorismo è altissima in Italia. I fatti di Parigi sono ancora impressi nella memoria collettiva e soprattutto ci sono le minacce rivolte proprio alla Capitale d'Italia a fare paura. Roma è il simbolo del cristianesimo e per dei fanatici fondamentalisti islamici un attentato proprio lì, dove la Chiesa Cattolica sta per celebrare il suo Giubileo straordinario, rappresenterebbe un colpo vincente per la propaganda del Califfato, questo al di là delle scelte di politica estera che adotterà il Governo Renzi.

Come abbiamo già detto, la prima seria minaccia è già arrivata quando l'Isis ha rivendicato l'attentato di Parigi - definita "la capitale dell’abominio e della perversione" - annunciando che "presto" sarebbe arrivato "il momento di Roma, Londra e Washington". Su internet questa sera sta circolando un nuovo video - con protagonisti due presunti combattenti a volto scoperto in due luoghi diversi - nel quale si rivendica con orgoglio l'attentato alla "capitale della prostituzione e del vizio", alla quale seguirà proprio Roma, in quanto "prima rappresentante della croce in Occidente".

Naturalmente questo video adesso verrà analizzato con maggiore attenzione; in primo luogo per stabilire la sua autenticità, ma anche per cercare di dare un'identità a questi due presunti miliziani. In questo video viene citata nuovamente anche Washington, altro obiettivo primario: "Metteremo fine a ciò che chiamate Casa Bianca e la anneriremo con il nostro fuoco".

Tornando all'Italia, al momento c'è già grande aria di tensione nella Capitale. Oggi ci sono stati due allarmi bomba sulla Linea A e uno sulla Linea C della metropolitana, tutti fortunatamente rivelatisi infondati. Anche all'aeroporto di Fiumicino è scattato l'allarme alle ore 13:20 per un bagaglio lasciato incustodito nella zona di arrivo del Terminal 3. Momenti di tensione infine in tre vie della città, dove sono intervenuti sempre gli artificieri per delle borse e dei trolley lasciati incustoditi, ma anche in questi casi si è trattato solo di falsi allarmi.

Oggi lo stato di allerta è stato ulteriormente elevato a seguito di una segnalazione da parte dell'FBI, che ha indicato come possibili obiettivi San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala a Milano. I controlli sono ovviamente molto serrati anche nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti. Ieri nello scalo di Orio al Serio (Bergamo) sono stati fermati due siriani che avrebbero voluto imbarcarsi per Malta. I due hanno presentato agli addetti alla sicurezza un passaporto austriaco ed uno norvegese, che poi sono risultati falsi.

I due uomini, un 19enne e un 30enne, sono stati quindi sottoposti a perquisizioni approfondite. Nei loro cellulari sono state ritrovate foto con 'scenari di guerra' riconducibili all'Isis. Nel telefono del 30enne ci sarebbe anche una sua foto che lo ritrae con un mitragliatore, mentre in quello del 19enne è stata trovata l'immagine di un uomo con la divisa dell'esercito del Califfato che, stando al suo racconto, sarebbe il fratello morto in battaglia. I due hanno dichiarato di essere partiti dalla Siria 4 mesi fa e di aver acquistato il passaporto falso in Austria, ritirandolo successivamente in Italia. Hanno poi aggiunto di essere diretti a Malta per ricongiungersi a dei parenti, con l'intenzione di chiedere asilo politico.

Gli inquirenti italiani non hanno creduto a questa versione dei fatti, manifestando grandi dubbi anche sull'età e sui nomi dichiarati dai due. Intanto i due protagonisti di questa vicenda sono stati già processati per direttissima per possesso di passaporti contraffatti ed ora si trovano in carcere. La Digos e la Procura di Bergamo stanno indagando sul loro possibile legame con attività terroristiche.

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