Turchia: arrestato il direttore di Cumhuriyet. Il giornale svelò relazioni tra intelligence e jihadisti in Siria

Da giovedì, Can Dundar e Erdem Gul, rispettivamente direttore e caporedattore ad Ankara del giornale di opposizione Cumhuriyet, sono in stato di arresto. Su di loro pende l'accusa di spionaggio, di divulgazione di segreti di Stato e appartenenza ad una organizzazione terroristica. I giornalisti rischiano fino a 25 anni di carcere ed entrambi sono in detenzione preventiva.

Ma sono in molti a non credere alle accuse, e a parlare di ennesimo gesto intimidatorio da parte del Presidente Recep Tayyip Erdogan, che si è già distinto in passato per campagne di censura. Così, ieri, un migliaio di persone si sono mobilitate sotto la sede del giornale progressista per protestare contro la decisione del tribunale, mentre Dundar veniva tradotto nella prigione di Silivri.


Come riportato dall'agenzia Nenanews, il leader del Partito popolare repubblicano (formazione di orientamento laico e socialdemocratico) Kemal Kılıçdaroglu, ha subito commentato: “E’ un giorno nero per la democrazia e per le libertà” E il suo vice, Mahmut Tanal, ha aggiunto che si tratta di un chiaro tentativo di “colpo di stato” contro la stampa.

I segnali che provengono da Ankara sono sempre più inquietanti. Le organizzazioni internazionali continuano a denunciare come un crescente numero di oppositori venga perseguitato nel paese membro della Nato. E, proprio qualche settimana fa, la Commissione Europea aveva espresso le sue critiche al governo turco per un uso politicizzato della magistratura.

"Il prossimo sono io, siamo pronti a vedere succedere qualcosa in qualsiasi momento", aveva detto Can Dundar a ridosso delle elezioni di novembre, quando le redazioni di due quotidiani e due televisioni erano state commissariate. E così è puntualmente accaduto. Ricordiamo, a tale riguardo, che il direttore era al centro delle polemiche dallo scorso giugno, quando aveva scelto di pubblicare foto e video compromettenti, provenienti dall’esercito turco.

Le immagini mostravano membri dell’intelligence turca e jihadisti, nei pressi della frontiera siriana, mentre aprivano camion nei quali erano contenute armi e munizioni. Ovviamente, l'inchiesta del quotidiano ha scatenato aspre polemiche. Erdogan, ormai da anni, è infatti sospettato di favorire gli islamisti anti-Assad, attraverso forniture di armamenti e di lasciare passare miliziani alla frontiera.

I due giornalisti arrestati sono stati anche accusati di cooperare con la Feto (nota anche come Stato parallelo), una presunta organizzazione segreta che sarebbe stata fondata da Fetullah Gulen, filosofo avverso ad Erdogan e attualmente residente negli Usa. Sull'esistenza di questa organizzazione però non mai state esibite prove, e le opposizioni denunciano che sia solo uno strumento per incriminare giornalisti, intellettuali e dirigenti di polizia considerati scomodi.

Come riferisce il quotidiano La Stampa, dopo l'arresto, Dundar ha dichiarato:

"Ci hanno accusati di spionaggio, addirittura per il presidente saremmo dei traditori. Non siamo traditori, né eroi. Abbiamo fatto solo il nostro lavoro di giornalisti [...] Questo processo e queste inchieste avranno la funzione di far parlare dell’accaduto, anziché far dimenticare quello che è successo"

Erdogan, intanto, è soddisfatto. Già a giugno aveva denunciato il reporter e aveva chiesto alla magistratura di condannarlo a due ergastoli. Secondo il Presidente, le foto e i video pubblicati pubblicati da Cumhuriyet sarebbero stati manipolati per delegittimare la sua persona e il suo partito, l'Akp.

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